Il Papa alla Cgil: «Fate rumore e siate la voce di chi non ce l’ha»

Cinquemila delegati, attivisti e dirigenti in udienza da Bergoglio: “Preoccupato per la sicurezza e per lo sfruttamento. Siate sentinelle del mondo del lavoro”

da collettiva.it

Il Papa alla Cgil: «Fate rumore e siate la voce di chi non ce l'ha»

Per la prima volta oggi (lunedì 19 dicembre), 5 mila tra delegati, attivisti e dirigenti Cgil hanno varcato le porte del Vaticano per essere ricevuti in udienza dal Papa. Un incontro che segue la grande manifestazione per la pace del 5 novembre scorso a piazza San Giovanni a Roma, dove al fianco del sindacato hanno sfilato decine di associazioni – laiche e cattoliche – unite per dire no a tutte le guerre e per chiedere più diplomazia e meno armi nella risoluzione del conflitto in Ucraina.

Le parole di Papa Francesco

“Lavorare permette alle persone di essere se stesse e di migliorare il mondo” ha detto Papa Francesco alla Cgil: “Il lavoro costruisce la società, è un’esperienza primaria di cittadinanza, che crea comunità. È molto più della somma delle diverse professionalità, perché genera una relazione con gli altri e per gli altri”. Il lavoro tesse infatti il “tessuto della democrazia”, attraverso “l’operatività creativa che si sviluppa nei luoghi di lavoro”, viene dal basso, “dalla realtà”.

Tra le storture dell’attuale mondo del lavoro, per Bergoglio c’è “la cultura dello scarto”, che ha invaso il mondo del lavoro, “là dove la dignità umana viene calpestata dalle discriminazioni di genere”, dal precariato giovanile, nella cultura dell’esubero, perché i lavori più usuranti sono poco tutelati.

Il Papa si è poi detto preoccupato per la sicurezza sul lavoro e per lo sfruttamento delle persone, “come se fossero macchine da prestazione”. Ha così aggiunto: “Ci sono forme violente, come il caporalato e la schiavitù, la costrizione a turni massacranti, il gioco al ribasso nei contratti, il disprezzo della maternità, il conflitto tra lavoro e famiglia. Quante contraddizioni e quante guerre tra poveri si consumano intorno al lavoro”. Bergoglio, inoltre, ha rimarcato che “negli ultimi anni sono aumentati i cosiddetti ‘lavoratori poveri’: persone che, pur avendo un lavoro, non riescono a mantenere le loro famiglie e a dare speranza per il futuro”.

Il sindacato è quindi chiamato a essere “voce di chi non ha voce”, in particolare per i giovani. “Cari amici – ha concluso -, vi invito a essere ‘sentinelle’ del mondo del lavoro, generando alleanze e non contrapposizioni sterili. La gente ha sete di pace, soprattutto in questo momento storico, e il contributo di tutti è fondamentale”.

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