Dipartimento Welfare della Fisac Cgil di Roma e del Lazio

Il dipartimento Welfare della Fisac Cgil Roma e Lazio si è costituito il 17 aprile 2013 .
Siamo un gruppo di persone abituate a lavorare in squadra, consapevoli del valore creato dal confronto e dalla condivisione delle attività e degli obiettivi.
Abbiamo una particolare attitudine all’ “ascolto del territorio e del sociale”, legata alle caratteristiche individuali di ciascuna/o di noi e anche al lavoro portato avanti nel corso di questi anni, grazie anche al continuo aggiornamento sui temi trattati. Auspichiamo , nel nostro piccolo, di poter contribuire allo sviluppo di una discussione costruttiva sul sistema welfare, anche attraverso un confronto aperto e continuo con Voi, dando luogo ad un vero e proprio lavoro di squadra.
la nostra e-mail fisacwelfare@lazio.cgil.it.

WELFARE : cosa facciamo
La nascita del Dipartimento risponde a precisi obiettivi quali:

• includere gli attori del sistema nella realizzazione di progetti a titolarità regionale. (e confederale)
• veicolare ed articolare i processi di progettazione che si generano sui singoli territori o in seno alle differenti organizzazioni in cui il sistema si articola;
• agevolare lo scambio di informazioni e di conoscenze tra istituzioni pubbliche e associazioni del privato sociale, anche in un’ottica di replicabilità interna;
• integrare le esperienze già presenti e diffonderne i saperi, agevolando la creazione di valori culturali e sociali.

WELFARE a chi ci rivolgiamo
A tutte le rappresentanze sindacali aziendali che vogliono intraprendere un percorso di conoscenza anche attraverso un confronto delle varie competente e progetti con l’obiettivo di essere volano di uno sviluppo non solo economico ma anche sociale.

WELFARE: COSA VUOL DIRE E PERCHÉ È COSÌ IMPORTANTE

Il termine WELFARE letteralmente significa “ benessere, star bene”.
E’ stato coniato in Gran Bretagna dopo la prima guerra mondiale per descrivere il tipo di stato ricostruito dal governo laburista che s’impegnò ad aiutare le fasce di popolazione più deboli.
Il termine welfare è sopravvissuto alla caduta di quel governo (1951) e in senso lato oggi sta a indicare lo stato sociale, conosciuto anche come stato assistenziale.
Quindi oggi, a livello internazionale, per Welfare s’intendono l’insieme delle politiche di protezione sociale. Ovvero quell’insieme di provvedimenti che si adottano per promuovere l’uguaglianza sociale, fornendo alla popolazione alcuni servizi concepiti come diritti di ogni cittadino, cercando di eliminare le diseguaglianze sociali ed economiche, aiutando in particolar modo i ceti meno abbienti.
Quando parliamo di servizi-diritti, ci riferiamo, per esempio: all’assistenza sanitaria, così come all’istruzione, piuttosto che ai provvedimenti economici a sostegno di coloro che perdono la propria occupazione, o in favore di chi per acclarate sfavorevoli condizioni economiche, necessita di aiuti per la sussistenza; oppure per chi presenta invalidità fisiche e mentali, nonché a coloro che necessitano di assistenza in ragione di un’età avanzata.
Questi servizi gravano sui conti pubblici poiché richiedono ingenti risorse finanziarie, le quali provengono in buona parte dal prelievo fiscale .
In una società matura e responsabile, benessere e protezione sono due valori che devono viaggiare insieme. Il benessere va ampiamente condiviso fra tutti, deve essere duraturo e trasmissibile alle future generazioni.
L’attuale sistema di Welfare è in crisi da tempo e non è una novità, poiché lo stesso sistema è sempre stato basato sul debito. Una spesa sociale sopra la media dei Paesi Ocse, la complessità di bisogni, l’invecchiamento della popolazione, i mutati rapporti tra generazioni e i limiti di spesa della finanza pubblica sono destinati ad assegnare alla persona, alla famiglia e ad altri enti la responsabilità della tutela delle fasce più deboli. Quindi sempre meno Welfare (State).

In tale contesto si sta pertanto diffondendo una nuova sensibilità da parte delle Organizzazioni sindacali e delle aziende e una gestione delle politiche del territorio e umane maggiormente innovativa, che darà vita a un sistema di welfare cosiddetto integrativo diverso e flessibile.