Unipol Banca: Lettera aperta ai membri del Consiglio di Amministrazione

Egregio Consigliere,

è con rammarico e profonda indignazione che le Organizzazioni Sindacali di Unipol Banca hanno preso atto della volontà aziendale di NON CORRISPONDERE il Premio Aziendale alle lavoratrici ed ai lavoratori di questa azienda per il trascorso anno 2012.

Questa decisione, assolutamente incomprensibile così come ci è stata rassegnata, risulta basata su valutazioni pretestuose, distorte e in violazione degli accordi contrattuali stipulati in sede nazionale.

Il bilancio 2012 di Unipol Banca evidenzia un utile ante imposte di oltre 27 milioni di Euro, pur a fronte di significativi accantonamenti per rischi su crediti (circa 70 milioni di Euro – incremento di quasi 20 milioni di Euro rispetto al bilancio 2011), oltre 10 milioni di Euro spesati per consulenze (+26% rispetto al 2011) ed un margine di intermediazione in significativo aumento (dai 314 milioni del 2011 ai 350 milioni del 2012 – incremento di oltre l’11%), solo per citare alcuni elementi.

Di fronte a questi dati, incontrovertibili in quanto pubblici, l’azienda ha portato al tavolo sindacale una proposta di erogazione di Premio Aziendale pari alla metà (!?!) di quanto erogato lo scorso anno a valere sul bilancio 2011: Euro 350,00 di valore base.

Solo il nostro mai denegato senso di responsabilità ci ha portato, ancora una volta, a ragionare sul difficile contesto macroeconomico e sul delicato momento industriale che sta vivendo il nostro Gruppo di appartenenza, rassegnando all’azienda una richiesta di corresponsione pari a quanto erogato lo scorso anno PURE IN PRESENZA DI RISULTATI 2012 MOLTO PIU’ POSITIVI.

La nostra richiesta è stata respinta con le stesse argomentazioni già richiamate, pretestuose ed infondate, che ci sono state ribadite quando ci è stata comunicata la decisione definitiva di non corrispondere alcunché.

Oltre ad una palese violazione delle norme contrattuali, tale decisione racchiude in sé lo spregio e la negazione del lavoro portato avanti con impegno e dedizione dai dipendenti di Unipol Banca, i quali non si sono mai sottratti al loro dovere, spesso sopperendo con pazienza a direttive contraddittorie, a criticità organizzative e gestionali ed a difficoltà operative che l’azienda non è stata in grado di risolvere od evitare, raggiungendo comunque risultati positivi ed in sensibile miglioramento.

Qualcuno ha addirittura affermato che non avrebbe portato la nostra richiesta al Consiglio di Amministrazione per evitare di essere “ricoverato”. Tutto questo è inaccettabile, offensivo, immorale ed intellettualmente non onesto.

In questo momento più che mai la nostra banca ha bisogno della coesione e del convinto contributo di tutti. Decidere di non erogare quanto dovuto (anzi meno del dovuto) è il miglior modo per produrre nei dipendenti quella disaffezione, quel malcontento e quella frustrazione dei quali non abbiamo assolutamente bisogno.

Chiediamo con forza l’immediato ritiro di questa improvvida decisione. Siamo disponibili nell’immediato all’avvio di un confronto purché serio, senza pregiudizievoli, basato su elementi certi, concreti, non distorti e non strumentali, ribadendo che non accetteremo una erogazione di importo complessivo inferiore a quanto erogato lo scorso anno pur in presenza di risultati negativi.

Ci riserviamo, in assenza di un positivo riscontro, ogni iniziativa di coinvolgimento delle strutture sindacali nazionali e di mobilitazione del personale dipendente.

Bologna, 6 giugno 2013.

DIRCREDITO – FABI – FIBA/CISL – FISAC/CGIL – UGL – UIL C.A.

UNIPOL BANCA S.P.A.

 

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