Megale: “Fondo Solidarietà e riordino delle finanziarie regionali le priorità del settore”

A livello nazionale un accordo sul fondo di solidarietà, non soltanto sulla parte relativa ai prepensionamenti, ma anche per quella inerente al fondo emergenziale che interviene in caso di licenziamenti collettivi. In regione la convocazione di un tavolo tra Giunta, istituti di credito e parti sociali, per definire le linee guida di un indispensabile riordino del sistema delle partecipate.

Queste, per la Fisac Cgil, due tra le principali priorità nella gestione della crisi che colpisce anche il sistema bancario e che sta avendo pesanti riflessi anche in regione. Dove i bancari della Cgil sollecitano una maggiore attenzione di Bankitalia sul caso dei leasing di Hypo Bank, «non soltanto per le ripercussioni sul personale – spiega il segretario regionale Mattia Grion – ma anche per gli effetti sui risparmiatori».

FVG, -400 ADDETTI. L’appello arriva nel giorno in cui la Fisac riunisce il direttivo regionale per fare il punto sulla situazione del settore bancario e assicurativo. Con particolare attenzione al primo, che nel solo 2012 ha visto scendere sotto quota 7mila il numero dei dipendenti in regione, con una perdita di 392 addetti in un solo anno (-5,3%), di cui 80 in provincia di Udine, 17 a Pordenone, 19 a Gorizia e ben 277 nella sola provincia di Trieste.

LA BUONA FINANZA. Sul credito anche la tavola rotonda con l’assessore regionale alle Finanze Francesco Peroni e il presidente della Federazione BCC FVG Giuseppe Graffi Brunoro, organizzata per presentare il Manifesto della buona finanza, il documento con le proposte per l’uscita dalla crisi e per il ritorno a un rapporto più virtuoso tra credito, imprese e famiglie. A illustrarlo il segretario generale Agostino Megale. «Per uscire dal corto circuito che vede la contrazione del credito alle imprese e l’aumento del ricorso ai derivati, sono necessarie nuove regole – ha detto Megale – per regolamentare l’accesso alla finanza strutturata, ridefinire la governance delle banche, il ruolo delle autorità di vigilanza e delle fondazioni, separare le banche commerciali dalle banche d’affari per favorire la ripresa degli investimenti, ridurre i compensi dei top manager. Ma bisogna intervenire anche a livello comunitarie, per riallineare le regole sulla fiscalità, a partire dai criteri di detassazione delle insolvenze, e rafforzare il ruolo della Bce nella politica monetaria e nella vigilanza bancaria». Poi, sempre Megale rivolgendosi ad ABI: “Occorre difendere tutte le tutele e le garanzie oggi previste dal Fondo e un progetto di sistema per la parte emergenziale”.

I FRONTI DI CRISI. Tra le grandi priorità, come detto, anche la ridefinizione delle regole del fondo di solidarietà, imposta dalla legge Fornero. «Non si tratta solo di rivedere la parte relativa ai prepensionamenti – ha dichiarato Mattia Grion – ma anche di inserire maggiori garanzie sul fondo esuberi, sia riguardo all’accesso al fondo per tutti i lavoratori colpiti dalla crisi, sia sui tempi di erogazione dei pagamenti. Gli 80 dipendenti licenziati da Hypo Bank, infatti, a tre mesi dall’accordo sugli esuberi sono ancora in attesa del primo assegno». Ma sono altri 300, come noto, i dipendenti del gruppo austriaco a rischio in regione, sui quali pende anche la spada di Damocle delle decisioni dell’Unione europea in merito alla gestione della crisi da parte del Governo austriaco. Tra i fronti di crisi aperti anche quello su Nova Lubijanska banka, che in regione conta 24 dipendenti, mentre Grion giudica positivo l’accordo sulle esternalizzazione di Ubis-Unicredit Trieste raggiunto tra sindacati e Unicredit.

LE FINANZIARIE REGIONALI. Tra i temi della tavola rotonda anche le scelte della nuova Giunta regionale in materia di partecipate, a partire da Friulia e Mediocredito. Sia Grion che il segretario regionale della Cgil Franco Belci, su questo tema, hanno chiesto all’assessore Peroni l’avvio di un grande progetto di riordino, da concordare con i partner privati e le parti sociali, «per garantire da un lato la tenuta del sistema, dall’altro la salvaguardia di un ruolo fondamentale nel sostegno all’economia regionale, in un quadro di trasparenza e di efficacia nella gestione delle risorse». Su queste basi la Cgil chiede l’avvio di un tavolo regionale, per definire «una riforma organica che parta da regole condivise e definisca una stretta relazione tra la mission delle finanziarie pubbliche e del sistema dei Confidi e la programmazione delle politiche economiche regionali, come strumento fondamentale per allentare la stretta creditizia e far ripartire gli investimenti privati».

La Fisac, infine, promuove l’indizione degli Stati Generali dell’Economia e della Finanza: un luogo aperto all’incontro, al confronto e alla discussione in cui i rappresentanti delle università e dei saperi, delle istituzioni, degli imprenditori, dei lavoratori e quelli della finanza riescano a fare sintesi comune di bisogni, necessità, vantaggi ed interessi reciproci per dare corso ad una grande alleanza fra crescita, credito e lavoro.

Dichiarazione Stampa A. Megale Fvg

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