Riunione rete nazionale Rsi

Nelle giornate del 26 e 27 giugno si è riunita a Fiuggi la Rete Nazionale
Sostenibilità e Responsabilità Sociale d’Impresa.

La Segretaria Nazionale Elena Aiazzi ha aperto i lavori confermando l’impegno della FISAC CGIL nella promozione delle politiche di Sostenibilità e nell’Organizzazione, nel territorio e nelle aziende e nel contempo il presidio delle pratiche di Responsabilità Sociale d’Impresa nel comparto del credito e delle assicurazioni. Ha sottolineato quanto il dibattito accademico inerente il tema della RSI e delle sue possibili evoluzioni, anche per effetto della crisi in atto, ha determinato, nel contempo, l’evoluzione sia del concetto di Responsabilità Sociale d’Impresa che del ruolo sindacale.

Ha ricordato come il ruolo dell’Ufficio Nazionale negli anni ha prodotto padronanza e consapevolezza degli aspetti fondanti della RSI e dei suoi strumenti e che, dopo un lavoro approfondito di conoscenza del livello di applicazione da parte delle banche e delle assicurazioni, delle politiche di sostenibilità e Rsi, è necessario oggi portare concretamente sui tavoli di confronto tali pratiche a favore degli stakeholder.

Per questo è stato deciso che in questa sessione di lavoro del 26 e 27 giugno insieme alla rete si approfondissero, attraverso la lente della RSI, i temi della mobilità sostenibile nelle aziende, del nuovo Welfare e la CSR e il tema degli investimenti socialmente responsabili nei fondi pensione integrativi .

In seguito sono intervenuti Roberto Savia, Simonetta Bono e Sara Faglia, rappresentanti dell’agenzia di rating sociale e ambientale Vigeo (con il quale l’Ufficio Sostenibilità e RSI ha già collaborato con un questionario sulla qualità delle relazioni industriali nel settore bancario nel febbraio scorso) che hanno presentato la sintesi dello studio Vigeo sul settore delle Banche a livello europeo.

La presentazione si è essenzialmente concentrata sull’analisi delle pratiche di RSI, i  suoi strumenti, con un focus particolare sulla Corporate Governance, la mobilità sostenibile, lo stress da lavoro correlato, i sistemi incentivanti, i parametri di RSI e infine sugli investimenti socialmente responsabili effettuati dai Fondi pensione, così come richiesto dall’Ufficio stesso per avere elementi e spunti accessori ai lavori della Rete.

Successivamente Anna Raffaini, Responsabile dell’Ufficio Sostenibilità e RSI, ha relazionato sulla situazione attuale delle politiche di responsabilità sociale d’impresa nel settore, le evoluzioni che avvengono in un contesto economico di crisi dinamico e complesso, fissando gli obiettivi strategici che la Fisac CGIL intende portare avanti, aprendo su queste tematiche il dibattito e il confronto con i membri della Rete la quale, a sua volta, è chiamata a diventare la “lunga mano” dell’Ufficio Nazionale nelle aziende e nei territori.

Il sindacato da attore di presidio e “pungolo” delle scelte e delle pratiche aziendali di RSI è chiamato ad arricchire il proprio ruolo di attore attivo propositivo nell’individuazione di strategie politiche complessive di sostenibilità identificando i temi, gli strumenti e i luoghi di confronto che maggiormente ne permettano la realizzazione, con l’impegno oneroso di presidiare le pratiche di RSI in modo che si possa tendere ad azioni concrete, tangibili e durature, in particolare, verso lo stakeholder lavoratore, in una visione confederale che determini equità e parità.

Lo scopo delle due giornate di lavoro è stato quello di: proseguire il percorso di approfondimento dei temi di sostenibilità e delle pratiche di RSI, avviato da alcuni anni, tra l’ufficio Nazionale e i componenti della Rete, di riprendere il dibattito anche alla luce delle evoluzioni e degli
sviluppi delle materie degli ultimi anni e proporre progettualità da realizzare concretamente nelle aziende e nei territori come proposte sindacali tese ad intervenire attivamente nelle scelte di sostenibilità e di responsabilità sociale.

Se è vero infatti che la crisi economica introduce degli elementi di difficoltà nelle relazioni industriali, è vero anche che la RSI può essere un’occasione in cui far emergere nuovi modelli economici basati sui principi di sostenibilità chiamando le imprese alla loro responsabilità
sociale d’impresa nei confronti degli stakeholder.

In passato abbiamo analizzato le attività delle aziende del settore bancario ed assicurativo e abbiamo visto come le aziende non si siano ancora guadagnate una cittadinanza sociale.

Negli ultimi anni invece una serie di provvedimenti legislativi e di indicazioni di istituzioni hanno avviato pressioni verso le aziende che si dichiaravano socialmente responsabili per spingerle ad applicare politiche realmente sostenibili e ad essere trasparenti nel relazionare tali attività.

Si è così aperto il dibattito con gli interventi dei componenti della RETE che hanno condiviso la linea politica di sostenibilità tracciata e illustrato concreti esempi aziendali e territoriali evidenziando una grande discrepanza tra il dire e il fare in materia si RSI e sostenibilità. La discussione ha permesso di mettere a fattor comune tantissime esperienze, idee e prospettive.

La seconda giornata è stata dedicata ai lavori di Gruppo: le Compagne e i Compagni della Rete assieme all’Ufficio si sono confrontati su tre filoni principali di dibattito ovvero il tema della mobilità sostenibile, quello del nuovo welfare aziendale in relazione alle politiche di CSR e infine, la tematica degli investimenti socialmente responsabili nei Fondi pensione dei lavoratori del settore finanziario e assicurativo.

1)Mobilità sostenibile:

I componenti della Rete si sono interrogati su come avviare un dialogo sulle politiche di mobilità sostenibile, a maggior ragione in aziende in cui per legge è prevista la figura del Mobility Manager; quali proposte portare avanti, a seconda delle caratteristiche specifiche dei luoghi di lavoro, al fine di promuovere una mobilità più sostenibile sia dal punto di vista dell’ambiente che da quello del rispetto dei tempi di vita-lavoro e dei costi sostenuti dai lavoratori in termini economici e di salute e sicurezza.

Durante il confronto è emerso come, nella maggior parte dei casi, il Mobility Manager aziendale sia un perfetto sconosciuto al sindacato e come, spesso, questo ruolo sia ricoperto da persone che concentrano in sé più funzioni aziendali.

È nato quindi il bisogno di creare momenti di sensibilizzazione sia dei lavoratori che delle funzioni aziendali sul tema della mobilità sostenibile, sugli strumenti per la sua promozione e sulle agevolazioni fiscali per favorire l’elaborazione di piani di mobilità sostenibile anche con il contributo del sindacato. Un’altra idea emersa nel gruppo di lavoro è quella di cercare sinergie con altri stakeholder interessati dal fenomeno degli spostamenti casa-lavoro, ad esempio: altre aziende, le amministrazioni locali e le imprese di trasporto pubblico.

2)Nuovo Welfare e CSR:

Il focus group dedicato al nuovo Welfare e la CSR ha cercato di elaborare nuove proposte e idee tendo conto di un contesto in cui è in atto un pesante peggioramento delle condizioni sociali di diverse fasce di popolazione dovuto anche alla scarsità di risorse pubbliche. Il gruppo si è interrogato se partendo dalla CSR – che s’interseca su molti temi del welfare (tempi di conciliazione
vita-lavoro, risorse culturali e tempo libero, sostegno a fasce deboli di lavoratori, etc.) – fosse possibile “chiedere” alle aziende luoghi di dialogo sul tema nuovo welfare in modo da “diventare attori” di soluzioni sul tema contenenti azioni di sostenibilità che consentano di creare
risposte con una visione confederale, inclusiva, equa, redistributiva in grado di preservare o di coadiuvare il welfare state (CSR come “leva” per ottenere questi risultati in quanto CSR praticata significa dialogo e risposte condivise e non welfare come emanazione unilaterale delle aziende).

Tra le idee emerse quella di richiede il coinvolgimento dei lavoratori nell’individuazione dei bisogni di nuovo welfare per poi aprire un dialogo tra aziende e sindacato in un luogo ad hoc in azienda per individuare soluzioni che si connettano tra loro per la promozione di un welfare in
grado di favorire lo sviluppo sostenibile.

3)Investimenti socialmente responsabili nei fondi pensione:


Il terzo focus group si è infine confrontato sulla tematica degli investimenti socialmente responsabili nei fondi pensione integrativi dei lavoratori del settore finanziario.

Il gruppo di lavoro ha analizzato la normativa e gli strumenti, le esperienze europee nel settore e si è proceduto all’analisi di possibili strategie di intervento per favorire la promozione di considerazioni EGS per le scelte di investimento praticate dai fondi pensione.

Dall’analisi del contesto nel settore è emerso che manca un’informazione completa sul tema sia all’interno dell’Organizzazione che tra i lavoratori. Sarebbe quindi importante avviare dei percorsi informativi per creare consapevolezza e cultura sulla possibilità di coniugare i migliori
rendimenti con scelte sostenibili e socialmente responsabili. Nel breve periodo si potrebbe proporre, anche attraverso i membri sindacali dei Consigli di Amministrazione, una forte attenzione al rispetto delle ultime normative e direttive sul tema della trasparenza degli asset allocation, questa pratica
consentirebbe di far emergere i Fondi che non tengono conto degli elementi EGS nei loro investimenti.

I lavori dei gruppi sono stati presentati in plenaria, avviando un’ulteriore discussione tra tutti i partecipanti alla riunione.

Hanno chiuso i lavori le conclusioni della Segretaria Nazionale Elena Aiazzi che, dopo un’illustrazione politica delle attività della nostra Organizzazione in questa fase, ha riconnesso gli aspetti politici complessivi con i lavori dell’Ufficio nazionale Sostenibilità e RSI.
Nella relazione è stata evidenziata la stretta coerenza delle linee politiche di sostenibilità proposte – presidio di codici etici, bilanci sociali, formazione sulla RSI, dialogo nelle aziende negli organismi
paritetici sui temi della conciliazione, delle pari opportunità e della RSI, mercati controversi, mobilitá sostenibile, ISR nei Fondi pensione, nuovo Welfare e RSI e iniziativa a favore della legalità (LiberaMutuo) con i contenuti del “Patto per il lavoro della
CGIL” che con il “Manifesto della buona finanza” presentato a Ischia il mese scorso dalla FISAC.

Ha evidenziato come il percorso, in particolare su alcuni temi, a partire dalla centralità del lavoro, delle banche al servizio della rinascita economica del paese attraverso il buon credito e la tutela del risparmio, vengano agiti ai vari livelli dell’Organizzazione:

  • a livello Confederale attraverso il Piano per il lavoro che riconosce, ad esempio, nel welfare di primo e secondo livello non solo uno strumento di giustizia sociale, ma anche un fattore di sviluppo e occupazione;

  • a livello nazionale della nostra Organizzazione attraverso il Manifesto della buona finanza che chiede alla politica, all’Europa ed alle banche, politiche di sostenibilità, di finanza etica, di trasparenza e controllo, di legalità ed equità nella distribuzione del reddito;
  • sempre a livello nazionale attraverso l’accordo nazionale firmato in ABI il 19 aprile 2013 su Conciliazione tempi di vita e lavoro, Pari opportunità e RSI, che prevede, realizzando proposte condivise dalle parti sociali nazionali, di promuovere, incentivare e sostenere nelle aziende, politiche comuni di sostenibilità e Rsi e di conciliazione.

Elena Aiazzi ha infine ringraziato l’Ufficio per il suo instancabile lavoro e tutti i componenti della Rete per il contributo appassionato e convinto manifestato attraverso il racconto non solo delle proprie idee ma anche delle proprie esperienze nei propri ambiti aziendali e territoriali su tali temi.

I partecipanti hanno espresso soddisfazione per l’iniziativa e auspicato che vi sia un ampliamento del confronto sulle tematiche di Sostenibilità e RSI non solo ai componenti della RETE, che raccolgono la sfida di “cambio di passo”, ma anche ad altri organismi dell’Organizzazione consentendo il radicamento delle basi conoscitive ed elaborative sui temi proposti. La Segretaria Nazionale si è impegnata a recepire le indicazioni e le proposte emerse dal dibattito ed a prevedere momenti formativi allargati per favorire maggiore diffusione e maggiore progettualità fra tutti i nostri Quadri sindacali delle politiche di sostenibilità e Rsi.

Roma, 3 luglio 2013

UFFICIO NAZIONALE DI SOSTENIBILITA’ E RSI

Comunicato rsi e sostenibilità 26 27 giugno 2013

Presentazione Vigeo 2013 [Compatibility Mode]

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