
1 2 D I C E M B R E 2 0 2 5
S C I O P E R O G E N E R A L E
1. Un fisco che fa cassa sui redditi da lavoro e pensione
La manovra 2026 conferma una scelta politica precisa: aumentare il gettito attingendo dai lavoratori e dai pensionati.
Il Governo utilizza il drenaggio fiscale – la mancata indicizzazione dell’IRPEF all’inflazione – come leva principale per migliorare i conti pubblici.
Negli ultimi tre anni il fiscal drag – ovvero quando, a causa dell’inflazione, lo stipendio aumenta “sulla carta” ma gli scaglioni fiscali e le detrazioni fiscali restano fermi, così si pagano più tasse abbattendo ulteriormente il potere d’acquisto – ha sottratto molto più di quanto i benefici fiscali abbiano restituito:
- –700 euro per redditi da 20.000 euro,
- –2.000 euro per redditi da 35.000 euro,
- oltre –3.000 euro per redditi da 55.000 euro.
La manovra non restituisce nulla di queste perdite accumulate, né neutralizza l’effetto futuro del drenaggio.
È un sistema che scarica i costi sui redditi fissi, mentre nulla si chiede a profitti, grandi ricchezze ed evasori.
2. La riduzione della seconda aliquota IRPEF: un finto intervento redistributivo
Il Governo abbassa la seconda aliquota IRPEF dal 35% al 33% per il reddito tra 28.000 e 50.000 euro.
Ma il beneficio è minimo:
- nessun vantaggio sotto i 28.000 euro;
- 40 euro annui per chi è a 30.000 euro;
- 240 euro anni per chi è a 40.000 euro
- 440 euro annui per chi è a 50.000 euro;
La misura non è progressiva, non compensa il drenaggio fiscale e non aiuta chi ha subito maggiormente l’aumento dei prezzi.
3. Fiscal Drag e taglio dell’Irpef, ai bancari cosa resta?
Quali gli effetti del taglio dell’Irpef sui bancari e sugli assicurativi, alla luce del fiscal drag e dell’aumento previsto dal contratto? Ecco un’elaborazione a cura dell’Ufficio Studi e Ricerche della Fisac: tre esempi su altrettante figure.
Bancari
*con addizionali locali addizionali locali pari a 3,5%; esclusi versamenti a FPC Elaborazioni Ufficio Studi e Ricerche Fisac Cgil
3° area 1° livello, 0 scatti
RAL anno 2026
35.590 €
Incremento RAL totale da rinnovo CCNL 2022
15,0%
Aumento Lordo CCNL 2022 totale
4.179 €
Aumento Netto CCNL 2022 totale
2.783 €
Stipendio netto medio mensile 2026* 13 mensilità
1.987 €
IRPEF Netta pagata
5.218 €
** neutralizzando effetto della ulteriore detrazione, l’imposta pagata in più è pari a 1.294euro
*con addizionali locali addizionali locali pari a 3,5%; esclusi versamenti a FPC Elaborazioni Ufficio Studi e Ricerche Fisac Cgil
3° area 4° livello, 5 scatti
RAL anno 2026
46.587 €
Incremento RAL totale da rinnovo CCNL 2022
15,0%
Aumento Lordo CCNL 2022 totale
5.404 €
Aumento Netto CCNL 2022 totale
3.599 €
Stipendio netto medio mensile 2026* 13 mensilità
2.335 €
IRPEF Netta pagata
10.521 €
Imposta pagata in più
1.855 €
Fiscal Drag
1.180 €
Aumento Manovra 2026 ANNUO
286 €
Aumento Manovra 2026 MENSILE
23,8 €
Aumento Netto CCNL 2022 medio mensile 13 mensilità
277 €
*con addizionali locali addizionali locali pari a 3,5%; esclusi versamenti a FPC Elaborazioni Ufficio Studi e Ricerche Fisac Cgil
Quadro Direttivo 1° livello, 7 scatti
RAL anno 2026
53.088 €
Incremento RAL totale da rinnovo CCNL 2022
14,0%
Aumento Lordo CCNL 2022 totale
5.708 €
Aumento Netto CCNL 2022 totale
3.802 €
Stipendio netto medio mensile 2026* 13 mensilità
2.584 €
IRPEF Netta pagata
13.085 €
Imposta pagata in più
1.872 €
Fiscal Drag
1.103 €
Aumento Manovra 2026 ANNUO
404 €
Aumento Manovra 2026 MENSILE
33,7 €
Aumento Netto CCNL 2022 medio mensile 13 mensilità
292 €
Assicurativi
*con addizionali locali addizionali locali pari a 3,5%; esclusi versamenti a FPC Elaborazioni Ufficio Studi e Ricerche Fisac Cgil
Liv 4 CL 7 post 99
RAL Lorda anno 2026
34.636 €
Incremento RAL totale da rinnovo CCNL 2022
9,2%
Aumento Lordo CCNL 2022 totale
2.911 €
Aumento Netto CCNL 2022 totale
1.718 €
Stipendio netto medio mensile 2026* 14 mensilità
1.953 €
IRPEF Netta pagata
5.041 €
Imposta pagata in più
396 €
Fiscal Drag
1.271 €
Aumento Manovra 2026 ANNUO
69 €
Aumento Manovra 2026 MENSILE
5,8 €
Aumento Netto CCNL 2022 medio mensile 13 mensilità
123 €
*con addizionali locali addizionali locali pari a 3,5%; esclusi versamenti a FPC Elaborazioni Ufficio Studi e Ricerche Fisac Cgil
Liv 5 CL 7 post 99
RAL Lorda anno 2026
39.606 €
Incremento RAL totale da rinnovo CCNL 2022
9,2%
Aumento Lordo CCNL 2022 totale
3.328 €
Aumento Netto CCNL 2022 totale
1.964 €
Stipendio netto medio mensile 2026* 14 mensilità
2.105 €
IRPEF Netta pagata
7.505 €
Imposta pagata in più
143 €
Fiscal Drag
1.193 €
Aumento Manovra 2026 ANNUO
159 €
Aumento Manovra 2026 MENSILE
13,3 €
Aumento Netto CCNL 2022 medio mensile 13 mensilità
140 €
4. La tassazione al 5% degli aumenti contrattuali: un bonus che esclude metà dei lavoratori
La tassazione agevolata al 5% sugli incrementi contrattuali è estremamente limitata:
- vale solo per il settore privato,
- esclude tutto il pubblico impiego,
- riguarda solo i redditi sotto i 28.000 euro,
- dura un solo anno,
- non copre i rinnovi firmati prima del 2025.
Si tratta di un intervento che non sostiene davvero il potere d’acquisto e non valorizza la contrattazione.
Viene prevista in manovra una riduzione dal 5% all1% della tassazione sui premi di risultato e aumenta il tetto da 3 mila a 5 mila euro.
Introdotta anche una tassazione agevolata al 15% per gli straordinari, i turni notturni e i festivi. La quota massima agevolabile è di 1.500 euro di straordinari all’anno e la misura vale solo per chi ha redditi fino a 40mila euro nell’anno precedente.
5. Nessuna neutralizzazione del fiscal drag: la questione centrale ignorata
Il nodo decisivo della giustizia fiscale rimane fuori dalla manovra:
non vengono adeguati all’inflazione né gli scaglioni IRPEF, né le detrazioni, né le soglie ISEE, né il trattamento integrativo.
Il risultato è che anche nel 2026 i redditi da lavoro e pensione verranno automaticamente erosi dal costo della vita. Il drenaggio fiscale continua a essere una tassa nascosta che cresce ogni mese.
6. Un’impostazione fiscale regressiva e sbilanciata
La manovra conferma:
- più flat tax e più regimi forfettari,
- nuovi benefici per i “super-ricchi” che trasferiscono la residenza in Italia,
- nuove rottamazioni con gettito minimo,
- nessun intervento su evasione fiscale e contributiva.
Il carico resta quindi sbilanciato sui redditi medi e bassi.
7. Misure spot e temporanee: nessuna visione di sistema
I piccoli interventi su buoni pasto, fringe benefit o trattamento accessorio non compensano né l’erosione dei redditi né l’aumento del carico fiscale reale.
Sono misure temporanee, parziali e diseguali, che non costruiscono una riforma del fisco coerente ed equa.
8. L’assenza di equità fiscale: chi ha meno continua a pagare di più
Il complesso della manovra produce un risultato inequivocabile:
- chi vive di reddito fisso perde potere d’acquisto;
- chi beneficia di flat tax e regimi agevolati continua a essere favorito;
- chi evade non viene disturbato;
- chi possiede grandi patrimoni non partecipa minimamente allo sforzo fiscale.
È un modello che accentua le disuguaglianze e indebolisce la coesione sociale.
9. Le proposte della CGIL: un fisco giusto per una società più equa
La CGIL propone un pacchetto organico e strutturato di riforme fiscali basato su equità, progressività e redistribuzione:
- Restituzione e neutralizzazione del drenaggio fiscale
Adeguamento automatico all’inflazione di scaglioni, detrazioni, esenzioni e ISEE.
- Un fisco davvero progressivo e costituzionale
Più tasse su profitti, rendite ed extraprofitti; riduzione del carico su lavoro e pensioni.
- Un bonus contrattuale universale e stabile
Defiscalizzazione degli aumenti per tutto il pubblico e privato, senza limiti di reddito e non per un solo anno.
- Lotta vera all’evasione fiscale
Investimenti in personale, controlli e digitalizzazione, non nuove rottamazioni.
- Un contributo di solidarietà sulle grandi ricchezze
La CGIL propone un contributo temporaneo e progressivo sull’1% più ricco della popolazione, per finanziare politiche sociali, welfare, pensioni e investimenti pubblici.
Una misura di equità che redistribuisce risorse da chi ha moltissimo a chi oggi è schiacciato dall’inflazione, dai salari bassi e dal costo della vita.
- Riforma organica del sistema fiscale
Abolizione della flat tax e razionalizzazione delle agevolazioni che inquinano progressività e trasparenza.
10. Conclusioni: un fisco che chiede troppo a chi ha già dato troppo
La manovra 2026 non alleggerisce il peso fiscale sui lavoratori né sui pensionati.
Gli interventi annunciati come sgravi sono in realtà micro-bonus che non compensano l’erosione causata dall’inflazione.
Il nodo centrale – il drenaggio fiscale – viene ignorato.
Per questo diciamo con forza:
paghi di più, guadagni di meno. È una manovra sbagliata.