Fonspa: interrogazione parlamentare

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Interrogazione a risposta in commissione 5-00550 presentato da MICCOLI Marco testo di Lunedì 8 luglio 2013, seduta n. 48. MICCOLI. — Al Ministro dell’economia e delle finanze, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

  • il Credito fondiario spa, in forma abbreviata Fonspa bank, con sede in Roma e di proprietà del gruppo Morgan Stanley, ha sviluppato la propria attività creditizia di «servicing» (dunque manutenzione ed assistenza) operando sia nel mercato dei mutui che nell’ambito di cessione di attività o beni di vari originator, in altre parole nella cosiddetta « cartolarizzazione»;
  • Fonspa bank, in funzione di «servicer» nelle suddette operazioni di cartolarizzazione (legge n. 130 del 1999 e successive) gestisce il portafoglio di tali attività, preservandone il valore a tutela degli investitori. In tale veste Fonspa, oltre ad esercitare una funzione operativa, verifica la conformità delle operazioni alla legge, attuando, in altri termini, una «funzione di garanzia», la cui grande importanza è evidenziata dalla Banca d’Italia, alla quale, i servicer, tramite i propri organi, debbono inviare rapporti periodici sulle attività svolte, ai sensi della citata norma;
  • il Credito italiano, già nel ’93 è stato il primo grande esempio di privatizzazione avvenuto in Italia, ovvero la dismissione di un’azienda pubblica, mentre la Comit (Banca commerciale italiana, ovvero BCI), successivamente, è stata una delle prime e più importanti fusioni tra banche italiane: nel 2001 infatti si lega a Banca Intesa;
  • già nel 2000, però, Credit e Comit, dopo aver utilizzato Fonspa come «bad bank», decidono di vendere Fonspa a Morgan Stanley che la acquista tramite un proprio fondo;
  • al tempo, la cartolarizzazione posseduta da Fonspa (circa 12.000 miliardi di crediti) è la più grande effettuata in Europa;
  • nella cessione di Fonspa alla banca americana, Comit e Credit impegnano più di 40 miliardi di lire per la «riorganizzazione» e assumono 60 lavoratori, mentre alcuni vengono incentivati all’esodo, altri confluiscono obbligatoriamente nel fondo esuberi del settore da poco creato; Morgan Stanley inoltre vende la prestigiosa sede del Fonspa ad un fondo immobiliare a essa collegato che, a sua volta, rivende ad un fondo immobiliare di Pirelli (socio in affari della stessa Morgan Stanley). In questa operazione Morgan Stanley acquisisce 120 miliardi di lire. In seguito la sede verrà affittata alla Fonspa bank stessa, per la significativa cifra di più di 2 milioni di euro annui. In quest’operazione, tra il lascito di Comit e Credit e la vendita dell’immobile, la banca d’affari acquisisce 160 miliardi di lire, senza contare gli ingenti guadagni dovuti alla cartolarizzazione;
  • nel 2006 Morgan Stanley assume totalmente e direttamente il controllo della banca tramite una società chiamata EPAL, posseduta al 100 per cento affiancando alle cartolarizzazioni le attività di erogazione di mutui per la casa;
  • nel 2008 Morgan Stanley, con la crisi dei mutui subprime, abbandona il settore in tutto il contesto europeo e mette Fonspa in vendita;
  • dopo quest’ultima operazione diversi imprenditori e/o banchieri si sono interessati all’acquisto senza mai arrivare a concludere l’operazione;
  • nel 2012 Morgan Stanley ha visto riconosciuti dal Governo italiano, circa tre miliardi di euro a titolo di rimborso anticipato di operazione in derivati;
  • attualmente Morgan Stanley ha pressoché svuotato la banca di ogni attività pregiudicando il futuro di quella che, prima del 2008, era una piccola ma estremamente ben funzionante realtà creditizia;
  • al momento è in essere una trattativa di vendita alla società Tages Investment (SGR) nella quale l’attività creditizia verrebbe dismessa per svolgere solo attività di cartolarizzazioni;
  • il menzionato acquirente non sembra in grado di veicolare alla Fonspa un volume di attività sufficienti a garantire l’occupazione, prevedendo, tra l’altro, una riduzione di personale, ingestibile con gli strumenti contrattuali a disposizione nel settore del credito;
  • la citata cessione di Fonspa (da Morgan Stanley a Tages Investiment oggetto di valutazione da parte di Banca d’Italia), dalla quale potrebbero scaturire onerosi costi sociali, assieme alle dismissione delle attività creditizie attualmente in essere preoccupa molto le organizzazioni sindacali (Fabi, Fiba Cisl, Fisac Cgil, Sinfub, UGL: unitariamente), tanto da chiedere l’intervento della regione Lazio per la permanenza di una banca storica sul territorio a garanzia dello sviluppo creditizio della regione, ciò a tutela delle professionalità, in un settore altamente strategico come quello del credito, in una fase di riordino della finanza locale;
  • ne consegue l’estrema difficoltà in cui versano i 150 lavoratori di Fonspa che da cinque anni vivono nell’insicurezza;
  • in tale circostanza i lavoratori di Fonspa si troverebbero anche nelle condizioni di non poter usufruire dei consueti ammortizzatori per i dipendenti di settore, con seguente verosimile licenziamento collettivo;
  • la possibile cessione, a causa delle sue caratteristiche, appare prodromica di ogni processo degenerativo dell’occupazione nel settore del credito, su tutto il territorio nazionale;
  • nel tempo, il Credito fondiario nell’ambito del comparto agevolato ed assistito e quello del finanziamento di opere pubbliche, ha agevolato tante famiglie nell’acquisto della prima casa e diverse piccole e medie imprese per l’erogazione del credito, questo anche durante la perdurante fase di grande contrazione;
  • è notorio che, soprattutto nell’ambito del credito le responsabilità/capacità nei guadagni, spesso, provengono dalle parti medie e medio basse della scala degli operatori (know-how, contatti, sensibilità e capacità personali, customer care, customer satisfaction), mentre nell’ambito della finanza (alta finanza) sia gli utili che le perdite dipendono esclusivamente dal vertice della piramide, spesso molto più economicamente tutelato della base;
  • sarebbe opportuno garantire la correttezza dell’operazione, mantenendo quel ruolo di governo di processi che impegnano multinazionali sul territorio italiano: ciò mediante il coinvolgimento di tutti i protagonisti dell’operazione assieme alle associazioni di riferimento, (Morgan Stanley, Abi, organizzazioni sindacali), investendo soggetti istituzionali quali la regione Lazio e Roma Capitale, direttamente coinvolti da eventuali modifiche sul proprio territorio che riguardano assetti creditizi nonché l’impatto occupazionale ;

di quali elementi disponga il Governo in relazione a quanto esposto in premessa e quali iniziative di competenza intenda assumere al riguardo al fine di garantire un sistema più efficace per lo sviluppo economico del Paese ed a tutela dell’occupazione degli operatori del settore meno tutelati. (5-00550)