ANPI: NO a derive autoritarie

Nei giorni scorsi sono stati inviati dalla Procura di Massa 37 avvisi di conclusione delle indagini ad altrettante persone che il 3 ottobre manifestarono in occasione dello sciopero generale per la Palestina.

Gli indagati sono sindacalisti, esponenti della società civile, giovani.

Fra questi, Giancarlo Albori, presidente dell’ANPI di Massa Carrara ed un altro attivista dell’Associazione.

Sono contestati “reati connessi all’interruzione del pubblico servizio ferroviario, all’ostacolo alla circolazione dei treni e allo svolgimento della manifestazione, con disagi significativi al traffico ferroviario regionale sulla linea Pisa-La Spezia”.

La cosa preoccupa, perché la manifestazione è stata del tutto pacifica, senza danneggiamenti, senza alcun pericolo per l’ordine pubblico e, a quanto sembra, senza alcun blocco ferroviario, visto che i treni erano in sciopero.

Per di più, è stato contestato anche il nuovo reato di blocco ferroviario introdotto dal cosiddetto decreto sicurezza, più volte denunciato dall’ANPI nazionale come una legge fortemente repressiva contro ogni forma di pacifico conflitto sociale. Nell’esprimere la piena solidarietà a Giancarlo Albori e a tutti gli indagati, nel pieno rispetto delle scelte del magistrato e confidando in un proscioglimento di tutti gli indagati, non posso nascondere la viva preoccupazione mia e di tutta l’ANPI per il rischio di una deriva autoritaria che si sostanzia attraverso la sommatoria di tante leggi e di tanti provvedimenti conseguenti che mettono in ultima analisi in discussione quel patrimonio di diritti e di libertà che abbiamo così faticosamente conquistato ottant’anni fa.

Gianfranco Pagliarulo
Presidente nazionale ANPI

ANPI Massa

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