Banca d’Italia: Piano Strategico 2026/28 – Ennesima visione limitata

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Creando una nuvola di parole sulla presentazione odierna del nuovo Piano strategico 2026-2028, viene quasi da considerarla così: più che una “word cloud”, è una “word proud” … ma i documenti restano offline.

La presentazione, infatti, si è ridotta a un’unica esposizione breve e concisa, senza che alle Organizzazioni sindacali fosse distribuita in anteprima la documentazione esposta oggi (LEGGI).  E il punto è proprio questo: le riflessioni serie si fanno sui testi, non sulle parole.

Per questo ci riserviamo ogni valutazione compiuta dopo la lettura dei documenti che ci auguriamo siano più analitici.

Detto questo, già adesso due cose si possono dire, perché emergono con una chiarezza quasi imbarazzante:

  1. La parola più ricorrente sembra essere “riduzione dell’autoamministrazione”,
  2. e subito dopo “taglio dei costi volti all’efficienza”.

Ora, se questo è davvero il prosieguo dell’esercizio degli ultimi anni, più che “efficientamento” rischiamo di chiamarlo con il suo vero nome: autoannientamento. Perché a forza di “tagliare per funzionare meglio”, il rischio è che la Banca finisca per mangiare se stessa… e poi presentare il risultato come dieta organizzativa.

C’è poi un secondo punto, tutt’altro che marginale: l’attenzione ai temi ambientali e al Climate Change viene declassata nell’esposizione da obiettivo strategico a semplice punto di azione.

E, allo stesso modo, sparisce un obiettivo specifico dedicato a rafforzare il ruolo della Banca nei confronti del territorio.

Insomma: nella nuvola restano per ora molte parole, ma alcune scelte sembrano già indirizzare e pesare. E non è solo un effetto grafico.

Roma, 14 gennaio 2026

La Segreteria Nazionale

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