
Il 13 gennaio 2026, da Gaza City e Ginevra, viene lanciato un allarme: dall’inizio del cessate il fuoco di inizio ottobre, a Gaza sono stati uccisi più di 100 bambini. In media significa circa una bambina o un bambino al giorno, e questo durante un cessate il fuoco.
“Calma” che altrove sarebbe crisi: violenze ridotte ma non fermate
La situazione nella Striscia viene descritta come ancora soffocante, con una sopravvivenza “condizionata”. È vero che bombardamenti e sparatorie sono rallentati, ma non si sono arrestati. Quella che nel dibattito internazionale viene chiamata “calma”, in qualsiasi altro contesto sarebbe considerata una crisi.
Bambini palestinesi “fuori dall’inquadratura”: l’effetto inatteso del cessate il fuoco
Secondo questa ricostruzione, il cessate il fuoco ha prodotto anche un effetto inatteso: i bambini palestinesi di Gaza sono “spariti dalla vista”, cioè dal centro dell’attenzione pubblica, proprio mentre continuano a morire e a ferirsi.
I numeri registrati da UNICEF: almeno 60 bambini e 40 bambine uccisi
Dall’avvio del cessate il fuoco, UNICEF ha registrato segnalazioni di almeno 60 bambini e 40 bambine uccisi nella Striscia di Gaza. Il dato di 100 è precisato come parziale, perché include solo gli episodi per cui erano disponibili dettagli sufficienti a una registrazione formale: il numero reale di bambini palestinesi uccisi è atteso più alto. Inoltre, centinaia di bambini sono rimasti feriti.
La storia di Abid Al Rahman, 9 anni: colpito mentre raccoglieva legna a Khan Younis
Tra le vittime citate c’è Abid Al Rahman, nove anni. Stava raccogliendo legna con i suoi amici a Khan Younis quando un attacco aereo ha colpito l’area. Una scheggia lo ha ferito all’occhio: quel frammento di metallo esplosivo risulta ancora conficcato.
Restrizioni su beni essenziali: sanità, gas, carburante e sistemi idrici salvavita
Nonostante la riduzione degli scontri più intensi, vengono segnalate restrizioni severe su molti beni essenziali a Gaza:
- forniture mediche indispensabili (in parte ancora limitate),
- gas da cucina,
- carburante,
- pezzi di ricambio per infrastrutture salvavita di acqua e servizi igienico-sanitari.
Progressi resi possibili dal cessate il fuoco: salute, igiene, inverno, acqua e nutrizione
Viene però sottolineato che il cessate il fuoco ha consentito progressi concreti in più settori.
Assistenza sanitaria e vaccinazioni: servizi estesi anche al nord non servito
In ambito sanitario, UNICEF e i partner hanno ampliato i servizi di assistenza primaria, incluse le vaccinazioni, arrivando in particolare al nord, descritto come completamente privo di servizi, mentre molte persone tentano di rientrare nelle proprie case.
Igiene e rifiuti: mezzi di fortuna e mezzi pesanti per rimuovere 1.000 tonnellate al mese
Per migliorare igiene e servizi igienico-sanitari, viene riferito l’uso di ogni mezzo disponibile, dagli asini ai bulldozer, con la rimozione di mille tonnellate di rifiuti solidi ogni mese.
Emergenza freddo e piogge: quasi un milione di coperte termiche e kit invernali
Con piogge e freddo pungente nelle ultime settimane, la preparazione invernale avviata da UNICEF avrebbe permesso la distribuzione di:
- quasi un milione di coperte termiche,
- centinaia e centinaia di migliaia di kit di abbigliamento invernale per bambini.
Riparazioni salvavita alle reti: condotte, pompe e fognature
Vengono inoltre citate riparazioni urgenti e salvavita a:
- condotte idriche,
- stazioni di pompaggio,
- reti fognarie.
Il risultato viene attribuito soprattutto all’ingegno palestinese, più che alla disponibilità di pezzi di ricambioautorizzati all’ingresso.
Nutrizione: oltre 70 strutture aggiunte e carestia in arretramento
Sul fronte nutrizionale, sarebbero state attivate oltre 70 strutture dedicate in tutta Gaza. Secondo la dichiarazione, la carestia è arretrata.
Due anni di guerra: paura, traumi non curati e ferite psicologiche che peggiorano
Nonostante questi miglioramenti, viene ribadito che due anni di guerra hanno reso la vita dei bambini inimmaginabilmente dura. I minori continuano a vivere nella paura e i danni psicologici restano non trattati, diventando più profondi e più difficili da guarire con il passare del tempo.
“Un cessate il fuoco che seppellisce bambini non basta”: servono applicazione, accesso e responsabilità
Il messaggio centrale è netto: ridurre le bombe è un progresso, ma non è sufficiente se, comunque, si continua a seppellire bambini. Questa situazione viene definita un avvertimento che richiede:
- applicazione effettiva del cessate il fuoco,
- accesso umanitario,
- responsabilità (accountability).
Cosa fare ora: accesso agli aiuti, evacuazioni mediche e fine reale delle uccisioni
L’appello finale chiede di trasformare la riduzione della violenza in sicurezza reale attraverso tre azioni prioritarie:
-
aprire l’accesso agli aiuti,
-
aumentare in modo massiccio le evacuazioni mediche,
-
fare di questo passaggio il momento in cui l’uccisione dei bambini a Gaza finisce davvero.