La campagna “Attiviamoci” della Fisac Cgil fa tappa a Potenza, nel saloncino della struttura regionale, per un confronto fitto e concreto con le Rsa del territorio, la segreteria regionale e i dirigenti territoriali. Un incontro partecipato, segnato dalla consapevolezza delle sfide che attraversano una realtà piccola ma complessa, e allo stesso tempo animato dalla determinazione di chi non intende arretrare di un passo.
Con la segretaria generale nazionale Susy Esposito e il segretario nazionale responsabile dell’organizzazione Cristiano Hoffmann, al centro della discussione ci sono stati i nodi che segnano il settore bancario e assicurativo in regione e, di riflesso, l’azione della categoria, a partire dal processo di desertificazione bancaria, ovvero la chiusura massiccia di sportelli, e dal conseguente calo dell’occupazione.
A fotografare la situazione è stato il segretario generale della Fisac Cgil Basilicata, Bruno Lorenzo, che ha ricordato l’avvio dell’Osservatorio regionale sul credito, nato per accendere un faro pubblico sulle continue chiusure di sportelli. “Siamo partiti con la realizzazione dell’osservatorio regionale sul credito – ha spiegato – per stigmatizzare anche nei confronti dell’opinione pubblica il discorso delle continue chiusure degli sportelli bancari in Basilicata”.
Il dato è eloquente: in dieci anni gli addetti Abi sono passati da circa 1.500 a 963. Una contrazione che non è solo statistica, ma sociale e territoriale. «Con questi numeri è difficile fare “sindacato”», ha sottolineato Lorenzo, richiamando anche la peculiarità del territorio lucano, fatto di distanze brevi sulla carta ma impegnative nella realtà, tra collegamenti complessi e filiali distribuite in aree interne. “Non facciamo mancare l’attività di proselitismo e l’assistenza agli iscritti”, ha aggiunto, rivendicando la tenuta della struttura e la volontà di continuare a garantire presenza e tutela.
Altro nodo cruciale è l’età media sempre più alta dei lavoratori bancari sul territorio. Le assunzioni, quando ci sono, spesso portano i giovani fuori regione, rendendo più complesso il ricambio generazionale. Dal confronto è emersa con forza la necessità di rafforzare il rapporto con le Rsa, con il territorio, e costruire strumenti capaci di rispondere a una trasformazione profonda del settore bancario e assicurativo, che nel Mezzogiorno assume i contorni di una progressiva rarefazione dei presidi.
A chiudere i lavori è stata Susy Esposito, che ha rimesso al centro il ruolo delle Rsa, presidio quotidiano nei luoghi di lavoro e cuore pulsante della categoria. Senza di loro, ha ribadito, il sindacato non esisterebbe: sono il primo punto di ascolto, il riferimento diretto per lavoratrici e lavoratori, il luogo in cui le trasformazioni si misurano nella concretezza delle condizioni di lavoro.
Per questo la Fisac intende rafforzarne ulteriormente la centralità, non solo sul piano politico ma anche organizzativo: migliorare la comunicazione tra vertice e territori, rendere più efficace e tempestivo lo scambio di informazioni, investire con continuità nella formazione per fornire strumenti adeguati a leggere e governare i cambiamenti in atto. Un impegno strutturato, capace di accompagnare la categoria dentro una fase di profonda trasformazione del settore.
“Attiviamoci”, anche a Potenza, non è stato solo uno slogan, ma una linea di lavoro chiara: tenere insieme territorio e nazionale, rappresentanza e organizzazione, per costruire una risposta collettiva alle sfide che attraversano il credito e le assicurazioni, a partire da una regione che chiede attenzione, presenza e visione.
