

Esodi e pensioni, incontro al Ministero del Lavoro dopo la denuncia della Cgil
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un meccanismo di adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita, con un aumento di 1 mese a partire dal 1° gennaio 2027 e ulteriori 2 mesi dal 1° gennaio 2028.
Dal 1° gennaio 2029 i requisiti, tuttavia, restano ancora incerti. Come indicato anche nella circolare INPS n° 28 del 16 marzo 2026, essi saranno ulteriormente da adeguare agli incrementi della speranza di vita ai sensi dell’articolo 12, comma 12-bis, del decreto-legge n. 78 del 2010. Al momento, vi è solo un documento della Ragioneria dello Stato del Ministero dell’Economia e delle Finanze (rapporto n°26 del dicembre 2025) che descrive le tendenze di medio lungo periodo del sistema pensionistico, pur non costituendo esso provvedimento legislativo ufficiale.
Questo ha creato nuovamente il DRAMMA ESODATI. Di fatto, l’allungamento dei requisiti pensionistici legati all’aspettativa di vita e ancor più l’incertezza del periodo di adeguamento a partire dal 2029 rendono al momento impossibile determinare una data certa della pensione da indicare quantomeno negli accordi collettivi ed individuali di tutti coloro che dovrebbero accedere alle prestazioni pensionistiche a decorrere dal 1° gennaio 2029, rendendo necessario un intervento da parte della CGIL ai massimi livelli Nazionali del sistema Ministeriale, Previdenziale e Associativo affinché NESSUNO, NEANCHE UNO, RESTI ESCLUSO DA TUTELE.
Tale incertezza, infatti, rischia di determinare effetti negativi per molte lavoratrici e molti lavoratori, i quali potrebbero non maturare il diritto alla pensione al termine del periodo di sostegno al reddito, trovandosi quindi senza lavoro, senza pensione e senza alcuno strumento di sostegno al reddito, e in alcuni casi con la necessità di versare contribuzione previdenziale per il raggiungimento dei nuovi requisiti.
LA CGIL È SUBITO INTERVENUTA A DIFESA DEI LAVORATORI
Il 18 marzo, dopo la denuncia della Cgil c’è stato un incontro con il Ministero del Lavoro, per l’improrogabile necessità di affrontare questo tema.
Al tavolo erano presenti, oltre alla CGIL, le altre organizzazioni sindacali e datoriali, tra cui l’Abi e Federcasse, insieme al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e all’Inps.
L’incontro con il Ministero del Lavoro e l’INPS ha portato alla definizione di un’importante intesa condivisa con le parti sociali che garantisce la piena tutela delle persone coinvolte.
Il Ministero si è reso infatti disponibile a consentire la proroga della prestazione di accompagnamento alla pensione per un periodo superiore a quello attualmente previsto – pari a 5 anni per gli assegni straordinari di esodo – fino al raggiungimento del nuovo requisito pensionistico.
La misura rappresenta una vera e propria salvaguardia per tutti gli esodati interessati, evitando vuoti di reddito e assicurando continuità fino al pensionamento.
Si configura quindi una misura di salvaguardia, i cui costi saranno interamente a carico delle aziende.
Tale proroga potrà essere riconosciuta anche nei confronti di coloro che, a partire da gennaio 2026, hanno ricevuto un diniego da parte dell’INPS all’accesso ai Fondi di solidarietà; per questi casi è previsto il riesame delle relative istanze.
Dal punto di vista operativo, per quanto riguarda i Fondi di solidarietà, ciascun Fondo dovrà adottare una specifica delibera interpretativa attraverso il proprio Comitato amministratore; successivamente, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali fornirà il via libera definitivo.
NELLE BCC/CRA
Reduci dei medesimi problemi causati alle lavoratrici e ai lavoratori dalla Legge Fornero, già dal lontano 2012, gli accordi collettivi ex art 22 parte terza CCNL firmati per l’attivazione delle prestazioni di accesso al Fondo di solidarietà contengono una CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA che pone a carico delle aziende la tutela dei lavoratori qualora, durante tutto il periodo di applicazione del presente accordo e prima dell’accesso al fondo da parte dei dipendenti, dovessero intervenire modifiche normative al regime pensionistico vigente ovvero modifiche al vigente regolamento del Fondo di Solidarietà, tali da determinare conseguenze sulla data di accesso al Fondo.
Resta dunque da sollecitare ed attendere i provvedimenti che a breve adotterà il Ministero del lavoro e le delibere attuative che il Fondo di solidarietà dovrà adottare attraverso il proprio Comitato amministratore.
NESSUNO, NEANCHE UNO, RESTI ESCLUSO DA TUTELE.
La FISAC e tutta la CGIL monitoreranno attentamente la fase attuativa e gli eventuali sviluppi o scenari che potranno presentarsi affinché le soluzioni individuate trovino una rapida e concreta applicazione.
Continueremo ad agire ai massimi livelli Nazionali del sistema Ministeriale, Previdenziale e Associativo affinché NESSUNO, NEANCHE UNO, RESTI ESCLUSO DA TUTELE.
Coordinamento Nazionale Credito Cooperativo