Referendum e democrazia, Landini: il voto chiede ascolto e un cambio di rotta

Sintesi dell’intervista pubblicata su La Stampa del 25 marzo 2026

Maurizio Landini, in una lunga intervista rilasciata dopo il voto referendario, afferma che il risultato dice una cosa precisa: il voto non è stato contro qualcuno in astratto, ma contro una logica autoritaria e contro un modo arrogante di governare. Secondo il segretario generale della Cgil, milioni di persone hanno partecipato e la fascia 18-34 anni è stata l’unica a superare il quorum, segnale che i giovani si mobilitano quando in gioco ci sono diritti, democrazia e futuro.

Per Landini, il dato più importante è che una parte del Paese ha chiesto di ristabilire regole democratiche e rispetto per il confronto. A suo giudizio, il governo non può continuare a comportarsi come se la maggioranza parlamentare coincidesse con l’intero Paese: deve smettere di comandare e iniziare a governare, ascoltando i bisogni reali delle persone. Il voto viene letto anche come risposta a un disagio sociale profondo, fatto di precarietà, impoverimento, paure e disuguaglianze.

Nell’intervista Landini collega questa tendenza a un clima internazionale segnato da spinte nazionaliste e autoritarie, ma insiste sul fatto che in Italia esiste un forte attaccamento alle regole democratiche. Per questo giudica il risultato referendario come un segnale politico che la maggioranza non può ignorare. Il consenso ottenuto alle elezioni, sostiene, non autorizza a comprimere il confronto sociale né a marginalizzare il ruolo dei corpi intermedi.

Alla domanda su che cosa dovrebbe fare adesso il governo, Landini risponde che serve aprire un confronto con le parti sociali, con il Parlamento e con il Paese reale. Le priorità indicate sono chiare: sanità pubblica universale, scuola, lavoro stabile, contrasto alla precarietà, riduzione delle morti sul lavoro, giustizia sociale e una politica fiscale più equa. Richiama anche la necessità di una politica industriale capace di fermare la deindustrializzazione e di rafforzare il ruolo pubblico nei settori strategici.

Landini sottolinea infine che il sindacato continuerà a fare la propria parte, insieme alle reti civiche e sociali, avanzando proposte e chiedendo che il voto venga rispettato nel suo significato più profondo: non un episodio isolato, ma una richiesta netta di ascolto, partecipazione democratica e cambiamento nelle scelte di governo.

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