Mediobanca: uniti contro le scatole vuote e il “divide et impera” aziendale

Il Gruppo Mediobanca al fianco dei colleghi senesi: nessuna sinergia verrà pagata dalle lavoratrici e dai lavoratori.

​Care colleghe e cari colleghi, ​nella giornata di ieri e di oggi si è tenuto il Direttivo FISAC CGIL di Banca MPS. Ai lavori ha partecipato attivamente anche la delegazione FISAC CGIL del Gruppo Mediobanca, segnando un momento fondamentale di confronto e compattezza in vista dell’imminente e complessa integrazione tra le due realtà.

Durante l’intervento, abbiamo ribadito una verità scomoda che l’Azienda preferisce ignorare: questa fusione è un’operazione puramente finanziaria, architettata per generare valore per gli azionisti e non certo per migliorare la qualità della vita lavorativa dei dipendenti. Se non governiamo questo processo con una linea sindacale dura, congiunta e inscalfibile, il conto delle “sinergie” verrà presentato esclusivamente a noi.

Abbiamo portato all’attenzione del Direttivo i punti critici su cui faremo muro fin dal primo giorno:

​Un Piano Industriale che è una scatola vuota: Il Piano 2026-2030 promette centinaia di milioni di euro di sinergie e massicce distribuzioni di capitale, ma omette scientemente di spiegare le leve operative per raggiungere questi traguardi. Manca totalmente di chiarezza sul destino, sulla collocazione e sulle sovrapposizioni delle diverse società prodotto. Quando un piano industriale non spiega “come” farà i soldi, il sottotesto è chiaro: intende farli tagliando il costo del lavoro e saturando i carichi sulle reti.

​Vertici instabili o in fuga con la cassa: Stiamo affrontando la riorganizzazione del decennio in un vuoto di leadership allarmante. In MPS l’Amministratore Delegato Lovaglio viene escluso in corsa, azzerando le poche certezze. In Mediobanca Premier assistiamo alla fuga dei vertici: AD, Direttore Generale e Direttori Commerciali hanno prima riempito le loro casseforti con premi a sei zeri e ricche stock options, per poi abbandonare la barca mentre affonda. Ci troveremo a negoziare con interlocutori appena arrivati o con la valigia già in mano.

​Lo scontro contrattuale e l’illusione delle “migliori condizioni”: La dirigenza Mediobanca si vanta di avere le migliori condizioni dipendenti del mercato per metterci gli uni contro gli altri. È una narrazione falsa. Il loro presunto “primato” si basa unicamente sul rapporto spropositato tra dirigenti/vice direttori generali e impiegati. La realtà quotidiana dei lavoratori di tutte le aziende del Gruppo Mediobanca è ben diversa: ticket restaurant fermi a 7 euro per tutti, un contributo aziendale al fondo pensione fermo al palo trasversalmente per l’intero Gruppo e una politica retributiva che copre d’oro chi se ne va invece di valorizzare chi resta. Esigiamo un allineamento contrattuale verso l’alto, respingendo ogni tentativo di corsa al ribasso.

​L’ipocrisia aziendale: il “Woke” di facciata contro i diritti reali: Abbiamo messo in guardia i colleghi sulla tossicità della cultura aziendale targata Mediobanca, campionessa mondiale di marketing ESG. Inondano la rete di progetti sull’inclusione, la Diversity e l’Equità (come il progetto “toDEI”) solo per lucidare i rating di mercato. Ma quando scendiamo al tavolo sindacale per chiedere lo smart working per un malato oncologico, per i neo-genitori o per chi assiste familiari non autosufficienti, l’azienda risponde “NO”.

La loro finta inclusione si traduce in un sistema clientelare fatto di concessioni per pochi eletti e “amici degli amici”, calpestando i diritti oggettivi.

​La strategia del “Divide et Impera”: I vertici cercheranno di tenerci separati. Diranno in MPS che noi di Mediobanca siamo dei privilegiati da ridimensionare, e diranno a noi che i costi della struttura senese freneranno la nostra redditività. Non cadremo in questa trappola.

​Non ci saranno tavoli separati sulle ricadute riorganizzative e non accetteremo concessioni asimmetriche. La linea tracciata dal Direttivo è una sola: se vogliono l’integrazione, devono sedersi e pagare il conto garantendo tutele, chiarezza, dignità contrattuale e zero esuberi mascherati.
​Nessuna “sinergia” verrà fatta sulla nostra pelle.

​25 marzo 2026

​Segreteria di Coordinamento FISAC CGIL
Aziende del Gruppo Mediobanca

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