Esodi e pensioni nel settore assicurativo: salvaguardati gli esodati, ora serve una soluzione strutturale

Esodi e Pensioni: salvaguardati gli esodati del settore assicurativo, ma serve una soluzione strutturale


Le incertezze create dall’aumento dell’aspettativa di vita

L’aumento dell’aspettativa di vita per il biennio 2027/2028 per un totale di 3 mesi e l’ulteriore aumento del biennio 2029/2030, che sarà solo successivamente confermato, ha creato anche nel settore assicurativo incertezze per gli esodati attualmente in carico al Fondo di solidarietà e a coloro che si sono visti rigettare la domanda di adesione, in continuità di quanto già avvenuto nel settore bancario e per altre categorie che accedono all’Isopensione.

L’intesa al Ministero del Lavoro

Infatti, in data 18 marzo, nell’incontro tenutosi presso il Ministero del Lavoro, a seguito denuncia della questione esodati, ripresa più volte dalla CGIL, si è trovata un’intesa con le parti sociali per la salvaguardia delle lavoratrici e lavoratori.

La necessità di tutelare il settore assicurativo

Parimenti andava trovata una soluzione anche per le lavoratrici ed i lavoratori del  settore assicurativo  che, a seguito degli accordi di uscita sottoscritti, si sarebbero trovate/i nell’impossibilità di accedere alla pensione per assenza dei requisiti mutati, come già sottolineato, per l’aumento dell’aspettativa di vita.

La necessità di tutelare il settore assicurativo ha portato le parti sociali a richiedere un incontro con il Comitato Amministratore del Fondo Intersettoriale di Solidarietà, in sinergia con ANIA e con il Ministero del Lavoro.

La delibera del Fondo Intersettoriale di Solidarietà

Il Comitato Amministratore del Fondo, ha dunque emesso un’importante delibera che affronta due aspetti che impattano su coloro che hanno cessato il rapporto di lavoro al 31 gennaio 2026.

In essa, infatti, si stabilisce “per i lavoratori che hanno cessato il rapporto di lavoro e le cui domande sono ancora in lavorazione (c.d. giacenti), che l’erogazione dell’assegno straordinario viene prorogata anche oltre il limite dei sessanta mesi (come già avviene per coloro che sono collocati nel Fondo ai sensi della clausola di salvaguardia di cui all’art. 6, comma 2, del decreto n. 78459 del 17 gennaio 2014), unitamente al versamento della contribuzione correlata, fino al raggiungimento dei requisiti previsti per la pensione anticipata o di vecchiaia, sulla base delle nuove Tabelle previsionali”.

Il riesame delle domande respinte

Inoltre, per quanto concerne le domande di assegno straordinario già respinte dalle strutture territoriali Inps, le stesse potranno essere oggetto di riesame, su richiesta del datore di lavoro in accordo con la lavoratrice o il lavoratore.

Il monitoraggio sindacale

Come Dipartimenti monitoreremo quanto verrà messo in atto, per la salvaguardia di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori.

La necessità di una soluzione strutturale

Essendo ben consapevoli che il problema, essendo strutturale, non è totalmente arginato, poiché di fatto a seguito della pubblicazione tempo per tempo,  del rapporto della Ragioneria generale dello Stato e dell’aggiornamento delle stime sull’aspettativa di vita, si rischia di determinare nuovamente situazioni analoghe, con effetti di incertezza per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti; continueremo, come Fisac ed insieme alla CGIL, a sollecitare soluzioni strutturali, poiché riteniamo fondamentale garantire a questi strumenti di uscita la massima certezza del diritto e stabilità nel tempo.

Roma, 30 marzo 2026.

Per la Segreteria Nazionale – Dipartimento Previdenza Pubblica e Previdenza Complementare
Bruna Belmonte    Giacomo Sturniolo

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