Banca d’Italia: No alla pena di morte

https://www.fisacbancaditalia.it – 31 marzo 2026

Per la dignità, la giustizia e i diritti di tutti

La nuova legge approvata in Israele, che rende applicabile la pena di morte in modo più ampio e nei fatti la indirizza contro il popolo palestinese, segna un passaggio gravissimo.

Non siamo di fronte a una misura di giustizia. Siamo di fronte a una scelta politica e morale inaccettabile, costruita dentro una logica di occupazione, repressione e disuguaglianza. Una norma che rischia di trasformare il diritto in uno strumento di vendetta e di dominio, distinguendo tra vite degne di tutela e vite sacrificabili.

La pena di morte è sempre inaccettabile. Lo è ancora di più quando viene piegata a strumento politico, quando si inserisce in un sistema che colpisce un popolo già oppresso, quando diventa parte di un impianto discriminatorio che alimenta odio, disumanizzazione e arbitrio.

Qui non c’è sicurezza.

Non c’è legalità.

Non c’è difesa della convivenza.

C’è invece la scelta di alzare ancora il livello dello scontro, di rafforzare la violenza istituzionale, di usare la giustizia non come garanzia ma come arma. È una deriva pericolosa, che colpisce il popolo palestinese e ferisce ogni principio di diritto internazionale, di uguaglianza e di dignità umana.

Noi diciamo no.

No alla pena di morte, sempre.

No a leggi discriminatorie e razziste.

No all’uso della giustizia come strumento di repressione.

Siamo dalla parte del diritto internazionale, della dignità umana, dell’uguaglianza tra i popoli. Siamo dalla parte del popolo palestinese, del suo diritto alla libertà, all’autodeterminazione, alla pace, alla fine dell’occupazione e delle violenze. Siamo per una prospettiva di giustizia vera, che riconosca pari diritti e pari dignità, unica base possibile per una pace duratura.

Il nostro pensiero va al popolo palestinese e a tutte le popolazioni che, in ogni parte del mondo, subiscono guerre, occupazioni, persecuzioni, soprusi e violenze.

Perché non esistono vite di serie A e vite di serie B.

Perché non c’è pace senza giustizia.

Perché stare dalla parte degli oppressi, dei popoli colpiti, di chi resiste alla violenza e alla sopraffazione, non è solo una scelta politica: è un dovere umano.

Roma, 31 marzo 2026

La Segreteria Nazionale

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