Fisac Cgil, misureremo piano BCC Iccrea su lavoro, territori e identità cooperativa

COMUNICATO STAMPA

Roma, 9 aprile – “Il nuovo Piano Strategico 2026-2028 del Gruppo BCC Iccrea conferma una prospettiva di crescita importante, ma per la Fisac Cgil il giudizio non può fermarsi ai numeri annunciati: andrà verificato nella concretezza delle scelte organizzative, occupazionali e contrattuali”. Lo afferma il responsabile del Coordinamento nazionale Fisac Cgil Credito Cooperativo, Fabrizio Petrolini, commentando la presentazione del nuovo Piano del Gruppo.

“Per noi sarà decisivo capire se la crescita sarà davvero coerente con la natura cooperativa e mutualistica del Credito Cooperativo, con il presidio dei territori e con la valorizzazione del lavoro. Occorre evitare che innovazione, efficientamento e sviluppo si traducano in omologazione delle BCC, aumento delle pressioni commerciali o impoverimento delle professionalità”, aggiunge Petrolini.

“Servirà una relazione sindacale vera, continua e non rituale. La Fisac Cgil verificherà fino in fondo che il nuovo Piano sappia tenere insieme solidità, crescita, identità cooperativa, qualità del lavoro e sviluppo professionale”, conclude Petrolini.

Giorgio Saccoia
Ufficio Stampa Fisac Cgil Nazionale


Piano strategico 2026-2028: La sfida del Gruppo BCC ICCREA crescita, innovazione e territorio, lavoro e identità cooperativa.

L’8 aprile le Segreterie nazionali e i Coordinamenti sindacali di Gruppo delle OO.SS. hanno incontrato la Direzione Generale del Gruppo BCC ICCREA per l’illustrazione del Piano Strategico 2026-2028.

Il Direttore Generale ha richiamato i risultati del precedente piano, che confermano un rafforzamento strutturale della solidità del Gruppo, e ha illustrato le principali direttrici del nuovo triennio: crescita, investimenti, innovazione tecnologica, rafforzamento della relazione con soci, clientela, imprese, istituzioni e terzo settore; presidio territoriale e ulteriore sviluppo del ruolo del Gruppo nel sistema bancario italiano.

In questo quadro sono stati richiamati anche gli obiettivi di nuove erogazioni di prestiti, gli investimenti in IT e intelligenza artificiale e le previsioni occupazionali, con 2.500 assunzioni a fronte di circa 1.800 uscite.

Si tratta di dati rilevanti, che confermano la forza del Gruppo anche in prospettiva. Per la Fisac CGIL, però, il punto non è limitarsi a registrare positivamente i numeri del piano, ma verificare se la crescita annunciata sarà davvero coerente con la natura cooperativa e mutualistica del Gruppo, con il ruolo delle BCC nei territori e con il lavoro che ha reso possibili i risultati raggiunti.

Abbiamo quindi richiamato con forza un primo nodo decisivo: il rischio di omologazione. Se il Piano richiama localismo, mutualismo e rafforzamento della rilevanza delle BCC per soci, territori e comunità, occorre evitare che crescita, efficientamento e sviluppo del Gruppo si traducano in una progressiva standardizzazione del modello e in un indebolimento dell’autonomia e della specificità di ogni singola BCC. La forza del Credito Cooperativo sta nel radicamento reale, nella responsabilità territoriale e nella capacità di ciascuna BCC di leggere i bisogni delle comunità locali: non può ridursi a una rete uniforme di terminali commerciali, per quanto evoluti. È anche su questo terreno che si misurerà la coerenza del Piano.

Un secondo punto riguarda innovazione tecnologica e intelligenza artificiale. La tecnologia può essere una leva utile solo se governata in modo da qualificare il lavoro, rafforzare le competenze interne e sostenere la relazione con la clientela, senza comprimere autonomia organizzativa e professionale, né impoverire il valore della consulenza personale diretta. Per la Fisac CGIL questo passaggio deve essere accompagnato da confronto negoziale: sviluppo e formazione delle professionalità, loro riconoscibilità, percorsi di crescita e livelli professionali non possono essere lasciati a una evoluzione implicita o alle sole esigenze del modello organizzativo.

Su questo versante si colloca anche un’altra questione per noi essenziale: il rischio di un’accentuazione delle pressioni commerciali. Se il modello dichiarato è quello di “banche di relazione”, orientate ai bisogni della clientela e delle famiglie e sempre più capaci di offrire nuovi prodotti e servizi, va evitato con nettezza che tale evoluzione scarichi sulle persone obiettivi impropri, tensioni commerciali crescenti o assetti organizzativi sbilanciati sulla collocazione dei prodotti. La qualità della relazione bancaria non può essere piegata a logiche incompatibili con la dignità del lavoro, con la correttezza verso la clientela e con la funzione sociale delle BCC.

Abbiamo inoltre posto il tema della redistribuzione del valore prodotto. Tenuto conto della solidità dei risultati 2025 e del richiamo, nelle politiche del Gruppo, ai sistemi incentivanti e al monitoraggio del divario retributivo di genere, abbiamo chiesto quali orientamenti concreti ICCREA intenda assumere nel triennio 2026-2028 per rendere la retribuzione variabile più trasparente, più equa e più coerente con il contributo effettivo del personale, e quali obiettivi misurabili intenda definire per la riduzione del gender pay gap, anche attraverso verifiche periodiche e confrontabili nel tempo.

Abbiamo poi ribadito l’importanza di rafforzare anche sul terreno del welfare contrattuale i grandi pilastri del mondo cooperativo. Fondo Pensione Nazionale e Cassa Mutua Nazionale rappresentano strumenti centrali della previdenza complementare e dell’assistenza sanitaria integrativa del credito cooperativo. Per questo abbiamo chiesto quale posizione il Gruppo intenda assumere rispetto alla loro valorizzazione, al loro sviluppo e alla loro integrazione nelle future scelte negoziali, anche di Gruppo, evitando soluzioni frammentate e meno coerenti con l’impianto mutualistico e solidaristico di categoria.

Nel corso dell’incontro l’azienda ha riferito che, al momento, non sono previste esternalizzazioni né internalizzazioni, fermo restando il continuo monitoraggio del management rispetto ai movimenti di mercato e ai risultati.

In un contesto ancora segnato da incertezze geopolitiche e da possibili mutamenti di scenario, sarà quindi necessario mantenere alta l’attenzione sindacale, perché la verifica del Piano dovrà misurarsi nella concretezza delle scelte organizzative, occupazionali e contrattuali.

Per la Fisac CGIL servirà una relazione sindacale forte, continua e non rituale. I risultati del Gruppo sono anche il frutto dell’impegno e della professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori. Proprio per questo il nuovo Piano dovrà dimostrare nei fatti di saper tenere insieme solidità, crescita, tutela dell’identità cooperativa, presidio dei territori, valorizzazione delle singole BCC, qualità del lavoro e sviluppo professionale. Su questo terreno la Fisac CGIL eserciterà fino in fondo il proprio ruolo di verifica, di proposta e di contrasto.

Il coordinamento FISAC-CGIL Gruppo BCC ICCREA

 

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