Banca d’Italia, nuove rigidità su conflitti di interesse e investimenti


  • La Banca introduce ulteriori rigidità
  • First Cisl e Fisac Cgil rivendicano adeguati riconoscimenti

In data 20 aprile, nel corso di un incontro informativo, la Delegazione aziendale ha rappresentato le novità normative introdotte dal d.lgs. n. 208/2025 (leggi le slide).

In particolare sono state illustrate le modifiche alla Circolare n. 309 (Conflitto di Interessi):

  • nuovo Cooling-off: divieto di 12 mesi per chi opera in settori critici (Vigilanza, Tutela, Risoluzione, Mercati e Sistema dei Pagamenti, SNA);
  • gestione trasparente: obbligo di comunicare offerte di lavoro ricevute entro 7 giorni;
  • misure di mitigazione: possibilità di assegnazione a mansioni diverse in caso di conflitto accertato dal Comitato Etico.

e alla Circolare n. 298 (Investimenti Finanziari e Doni):

  • obblighi di comunicazione: sarà prevista una dichiarazione annuale da parte di tutti gli addetti al Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria, nonché alle Divisioni di vigilanza delle Filiali, comprese le Direzioni e il personale di supporto alle stesse.

La Banca procede con l’introduzione di nuove restrizioni, ma come rappresentanza sindacale riteniamo doveroso fare chiarezza su metodo e merito.

UN PASSO INDIETRO SUL METODO:  DAL NEGOZIATO ALL’INFORMATIVA

È importante ricordare che la gestione dell’etica e dei vincoli finanziari non è sempre stata una decisione unilaterale: le disposizioni applicative delle Guidelines BCE (2015/855 e 856), che oggi la Banca aggiorna, furono adottate a seguito di un formale accordo sindacale siglato il 14.12.2016;

In questa occasione la Banca, invece, sceglie di recepire i nuovi vincoli e darne soltanto informativa.

Da parte nostra riteniamo che l’aggiornamento normativo sia invece un’occasione da cogliere anche per affrontare alcune evidenti incongruenze presenti nella Circolare n. 298, che continua a richiamare modalità di investimento non più pienamente coerenti con le scelte e gli indirizzi dell’Istituto.

Per questo motivo, come First Cisl e Fisac Cgil chiediamo l’apertura di un vero tavolo negoziale, finalizzato ad un aggiornamento organico della disciplina, che metta al centro la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.

In tale sede riteniamo imprescindibile:

  • una revisione della normativa che renda esplicito il trattamento degli ETF, oggi non chiaramente disciplinati;
  • una definizione puntuale e trasparente degli ambiti applicativi, con indicazione chiara del personale effettivamente coinvolto, evitando interpretazioni estensive che rischiano di includere interi servizi solo in quanto attività di supporto; laddove ciò fosse effettivamente previsto, riteniamo necessario che tali ambiti siano esplicitamente indicati;
  • l’introduzione di adeguate forme di compensazione per tutti i colleghi ai quali viene limitata la libertà economica e di investimento.

Solo attraverso un confronto negoziale vero sarà possibile coniugare le esigenze di integrità dell’Istituto con il rispetto delle condizioni professionali ed economiche del personale.

COOLING-OFF: NUOVE RIGIDITÀ E RISCHI PROFESSIONALI

La nuova disciplina prevede un divieto di 12 mesi per l’assunzione di incarichi esterni in settori critici (Vigilanza, Tutela, Risoluzione, SNA, Mercati). Questo “cooling-off interno” presenta ombre significative:

  • difficoltà di ricollocazione: per le professionalità apicali o altamente specialistiche, il passaggio ad altro incarico interno per 12 mesi rischia di tradursi in un demansionamento di fatto;
  • incertezza applicativa: la definizione dei soggetti “incompatibili” (inclusi consulenti e associazioni di categoria) e delle “funzioni trasversali” è troppo ampia e rischia di coinvolgere una platea eccessiva di colleghi;
  • tempi procedurali: è necessario che i tempi di accertamento del Comitato Etico non prolunghino artificialmente il periodo di vincolo.

INVESTIMENTI FINANZIARI: PIÙ VINCOLI

Per i colleghi della Vigilanza e delle Divisioni di vigilanza nelle Filiali (incluso il supporto), le restrizioni aumentano:

  • ampliamento dei divieti: il blocco della negoziazione si estende agli strumenti emessi da soggetti controllanti o appartenenti al gruppo degli intermediari vigilati;
  • appesantimento amministrativo: viene introdotto l’obbligo di una dichiarazione annuale di possesso, anche se negativa;
  • controllo e privacy: resta confermato il potere della Banca di verificare annualmente il 20% del personale tramite l’esame dei conti titoli privati.

LA NOSTRA POSIZIONE

In passato, quando la normativa esterna ha costretto l’Istituto ad introdurre ulteriori limitazioni in termini di libertà economica e professionale post-servizio, queste limitazioni sono state compensate.

A maggiori vincoli devono corrispondere adeguati riconoscimenti.

Siamo convinti che l’integrità della Banca si fondi prima di tutto sulla serenità e sulla dignità professionale di chi ci lavora.

Continueremo a confrontarci con l’Amministrazione affinché il rigore delle regole non resti un onere unilaterale, ma diventi l’occasione per valorizzare concretamente lo spirito di servizio e la professionalità che ogni dipendente mette in campo ogni giorno.

Roma, 21 aprile 2026

Le Segreterie First Cisl – Fisac Cgil Banca d’Italia

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