Banca di Asti, l’arrivo di Roberto Fiorini da UniCredit preoccupa i sindacati

da La Stampa

L’arrivo del nuovo management da UniCredit

«L’arrivo di un manager proveniente da UniCredit ai vertici della Banca di Asti sta scatenando un misto di preoccupazione e forte attesa tra i 2.200 dipendenti dell’istituto. Martedì è stato ufficializzato il nome di chi prenderà il posto di Carlo Demartini, storico ad della banca. Sarà Roberto Fiorini, già responsabile regionale per il Centro Italia del colosso bancario milanese. I cellulari dei rappresentanti sindacali sono diventati bollenti. “E adesso che succede?”, la domanda che si ripete. “Non sappiamo che cosa rispondere, anche noi aspettiamo di capire quale sarà la linea della nuova governance” ammette Enzo La Montagna, segretario provinciale Fisac CGIL.

Le preoccupazioni del sindacato

Il sindacalista non nasconde preoccupazioni: «Non sono molto fiducioso, potrebbe essere arrivato il momento che tutti temevamo: essere acquisiti da un grosso gruppo bancario con relative politiche» spiega. «In caso di accorpamenti o fusioni il taglio del personale equa è una costante – sottolinea – anche noi, ad esempio, lo facemmo quando venne acquisita Biver».

Il nodo del nuovo piano industriale

Uno in particolare il cruccio dell’esponente Cgil: comprendere se il nuovo manager sia stato scelto per attuare un progetto già definito o per dare continuità al piano di sviluppo industriale. Ogni dubbio potrebbe essere sciolto dopo l’assemblea dei soci del 27 aprile, quando Fiorini farà il suo ingresso nel Cda svelate le strategie future. Nelle altre sigle, nell’attesa prevale la cautela: «Siamo alla finestra ad aspettare che ci dicano che cosa succederà» sostiene Mariandrea Larocca, segretario provinciale Fabi, e sindacato più rappresentativo della banca.

L’incertezza sul clima interno

«Non c’è preoccupazione, ma tanta attesa – chiarisce – lo stato d’animo ovviamente è di grande incertezza ma siamo comunque fiduciosi». In sintonia Fabio Ruiu della Cisl: «La lista presentata dalla Fondazione dovrà ancora essere ratificata dall’assemblea degli azionisti, inutile discutere o preoccuparsi adesso di una cosa che non sappiamo ancora con certezza se si riferisce o meno e soprattutto senza avere ancora avuto un confronto. In una nuova dirigenza». «L’unica cosa certa al momento è il nostro impegno per salvaguardare l’occupazione, la stabilità della Banca di Asti e le sue ricadute sul territorio».

Tra timori e commenti positivi

Sul fronte Uilca, il segretario regionale Mauro Cuniberti non si mostra sorpreso dall’avvicendamento: «Era nell’aria da tempo, ci sono criticità ma anche elementi positivi». Il timore principale riguarda le possibili contrazioni societarie: «Quando un istituto bancario diventa più grande tutti ne pagano le conseguenze: quando la Cassa di Risparmio di Alessandria venne acquisita dalla Popolare di Milano, all’epoca la direzione generale alessandrina aveva 600 dipendenti, ora ne ha meno di 70».

Il giudizio sul profilo di Fiorini

Riguardo al nuovo ad, il sindacalista osserva: «Conosco molto bene i dirigenti che arrivano da UniCredit e so quanto qualificati: ma occorre capire che cosa verrà fare ad Asti». Infine, un pensiero a Demartini: «Non meritava questo trattamento dopo 25 anni in cui ha preso una realtà di provincia e l’ha portata oltre il livello regionale: poteva rimanere come elemento di equilibrio per garantire un passaggio di consegne più sereno per tutti».

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