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Un’adesione ampia e significativa
Lo sciopero del 30 aprile nelle società italiane del Gruppo Borsa Italiana/Euronext ha registrato un’adesione ampia e significativa, con oltre il 60% dei colleghi che hanno scelto di partecipare alla mobilitazione.
È un risultato importante, che assume ancora più valore considerate le pressioni ricevute dai colleghi stessi ed i tentativi di ridimensionare la protesta.
Una risposta compatta, consapevole e determinata
Ciononostante, e nonostante lo sforzo chiesto in termini di ore di sciopero fosse superiore a quello della volta scorsa, i colleghi hanno dato una risposta compatta, consapevole e determinata alla mobilitazione proclamata dal sindacato, nel rispetto del mandato affidato alle rappresentanze sindacali.
Un messaggio chiaro all’azienda
L’adesione allo sciopero non rappresenta soltanto un dato numerico ma è un messaggio chiaro all’azienda: esiste un forte bisogno di rispetto, ascolto e confronto reale sulle condizioni di lavoro, sull’organizzazione, sullo smart working, sulle prospettive professionali e sul futuro delle attività italiane del Gruppo.
Solidarietà, partecipazione e azione collettiva
La partecipazione di questi giorni dimostra che, nonostante le difficoltà e il clima che si è cercato di creare, tutti continuano a credere nel valore della solidarietà, della partecipazione e dell’azione collettiva.
Proseguire il confronto con più forza
Le questioni in gioco sono varie e complesse e siamo disponibili e determinati a proseguire il percorso di confronto che ora potremo fare con più efficacia grazie al mandato e alla forza che ci avete affidato.
Grazie a tutti i colleghi che hanno partecipato allo sciopero e alle iniziative di mobilitazione.
Le RSA del Gruppo Borsa Italiana/Euronext
FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL
Comunicato Stampa
Borsa Italiana: Fabi-First-Fisac, oltre il 60% adesione sciopero, ora servono risposte
Roma, 8 maggio – “L’adesione allo sciopero del 30 aprile, che ha superato il 60%, rappresenta un segnale forte e inequivocabile da parte delle lavoratrici e dei lavoratori delle società italiane del gruppo Euronext/Borsa Italiana”. Lo dichiarano Fabi, First Cisl e Fisac Cgil, commentando l’esito della mobilitazione proclamata nelle scorse settimane.
“Le lavoratrici e i lavoratori hanno sostenuto con determinazione una piattaforma che mette al centro il futuro industriale delle attività italiane del gruppo, la tutela dell’occupazione e delle professionalità, investimenti, condizioni di lavoro sostenibili e relazioni sindacali reali, non meramente formali”, proseguono i sindacati.
Secondo Fabi, First Cisl e Fisac Cgil, “cresce la consapevolezza che il progressivo accentramento delle decisioni fuori dall’Italia e il trasferimento di attività e competenze incidano direttamente sul lavoro e sul ruolo delle realtà italiane all’interno di una infrastruttura strategica per il Paese. Adesso l’azienda scelga se proseguire sulla strada della chiusura oppure aprire finalmente una fase nuova, fondata su confronto vero, trasparenza e riconoscimento del valore del lavoro”, concludono Fabi, First Cisl e Fisac Cgil.
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COMUNICATO STAMPA
SCIOPERO NELLE SOCIETÀ ITALIANE DEL GRUPPO EURONEXT:
ALTA ADESIONE DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI “ORA SERVONO RISPOSTE SU LAVORO, INVESTIMENTI E FUTURO INDUSTRIALE”
Le Segreterie di FABI, FIRST CISL e FISAC CGIL esprimono soddisfazione per la forte adesione allo sciopero del 30 aprile nelle società italiane del Gruppo Euronext/Borsa Italiana.
La partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori, che ha superato il 60%, rappresenta un risultato importante e un segnale inequivocabile nei confronti dell’azienda.
Si tratta di una risposta ampia, consapevole e determinata, maturata nonostante le forti pressioni esercitate nelle settimane precedenti sulla popolazione aziendale, nonostante le difficoltà nella comunicazione sindacale e nonostante i tentativi di depotenziare le ragioni della mobilitazione attraverso iniziative unilaterali e comunicazioni tardive su temi centrali della vertenza, a partire dallo smart working.
Le lavoratrici e i lavoratori hanno invece scelto di sostenere con forza una piattaforma che pone questioni reali e non più rinviabili:
- il futuro industriale delle attività italiane del Gruppo;
- la tutela dell’occupazione e delle professionalità;
- il ruolo strategico delle piazze di Milano e Roma;
- investimenti, formazione e valorizzazione del lavoro;
- condizioni di lavoro sostenibili;
- relazioni sindacali vere e non meramente formali;
- un Contratto Integrativo Aziendale adeguato ai risultati economici del Gruppo e al contributo garantito quotidianamente dalle persone.
Lo sciopero conferma inoltre un elemento politico e sindacale rilevante: cresce tra i lavoratori la consapevolezza che il progressivo accentramento delle decisioni fuori dall’Italia e il trasferimento di attività, competenze e funzioni verso altre realtà del Gruppo non siano fenomeni neutri, ma processi che incidono direttamente sul lavoro, sulle prospettive professionali e sul ruolo stesso del nostro Paese all’interno di una infrastruttura strategica per il sistema economico e finanziario nazionale.
Mentre nel dibattito pubblico continua a concentrarsi l’attenzione sulle nomine e sugli equilibri tra soci, le Organizzazioni Sindacali ribadiscono che il vero tema resta il futuro industriale e occupazionale delle società italiane del Gruppo Euronext.
L’elevata adesione alla mobilitazione dimostra che le lavoratrici e i lavoratori non intendono rassegnarsi a un modello fondato su decisioni unilaterali, opacità organizzativa, compressione degli spazi di confronto e progressiva perdita di centralità delle realtà italiane.
Ora l’azienda deve scegliere se continuare sulla strada della chiusura oppure aprire finalmente una fase nuova, fondata su confronto reale, trasparenza e riconoscimento del valore del lavoro.
FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL
Segreterie territoriali



