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DIVISIONE ASSET MANAGEMENT: GRANDI NUMERI, GRANDI TRASFORMAZIONI. LA TUTELA DEI COLLEGHI NON È UNA VARIABILE
La Divisione conta oggi 755 colleghe e colleghi, di cui 581 operanti in Italia, con una presenza internazionale articolata in 8 centri di gestione distribuiti in 27 Paesi. Sul fronte della mobilità infragruppo, 19 colleghe e colleghi sono arrivati in Asset Management da altre Divisioni del Gruppo. La componente femminile rappresenta il 50% del libro matricola: un dato che registriamo positivamente e che intendiamo monitorare sul piano della reale parità nelle opportunità di carriera.
Un 2025 di intensa attività societaria
Il 2025 ha visto la Divisione attraversare cinque operazioni societarie di rilievo: la fusione per incorporazione di Eurizon Capital SA in Eurizon Capital SGR con apertura di succursali estere (comprendendo le branch del Lussemburgo con 74 colleghi, Parigi, Francoforte e Madrid), l’integrazione di FAMI UK in Eurizon SLJ Capital, il conferimento del Ramo Alternative & Fondi Equity Italia da Fideuram, il trasferimento del Ramo GP Private a Fideuram e la fusione per incorporazione di Epsilon SGR in Eurizon Capital SGR. L’azienda ha confermato che nella grande maggioranza dei casi queste operazioni si sono concluse con la conferma del ruolo e dell’ambito territoriale delle colleghe e dei colleghi coinvolti, un esito che accogliamo con favore.
È tuttavia prevista, intorno al mese di dicembre, un’ulteriore operazione societaria nel perimetro irlandese, i cui contorni restano ancora da definire. Su questo punto vi terremo informati.
I risultati economici del 2025 e il posizionamento competitivo
Dal punto di vista competitivo, la Divisione occupa una posizione di assoluto rilievo: secondo posto in Italia con una market share del 15,7%, primo posto in Slovacchia (21,9%) e in Croazia (32,3%), con il Gruppo che si colloca tra i primi quindici gestori del panorama europeo. I numeri del 2025 confermano questa solidità: gli Asset under Management hanno raggiunto 411,2 miliardi di euro (+4%), la raccolta netta si attesta a 2,6 miliardi (+4%), i proventi operativi netti a 1.058 milioni di euro (+5%) e il risultato corrente ante imposte a 828 milioni (+6%). La Divisione contribuisce per circa il 12% al risultato di Gruppo, con il comparto Wealth Management & Protection che pesa per il 46% — quasi il doppio rispetto alla media dei competitor ferma al 27%.
Le linee strategiche del Piano d’Impresa 2026-2029
In prospettiva, le direttrici del Piano d’Impresa 2026-2029 si inseriscono in un macro-contesto che prevede una crescita dei patrimoni gestiti in Europa intorno al sette per cento.
L’azienda punta a intercettare nuovi flussi cavalcando l’interesse per la previdenza, i mercati emergenti, i prodotti alternativi e gli ETF, il tutto supportato da crescenti investimenti tecnologici.
I quattro pilastri strategici illustrati dal management si concentrano sullo sviluppo di un polo di investimenti dedicato alla Banca dei Territori con focus sulla consulenza evoluta, sul potenziamento dell’offerta per la clientela Private e Istituzionale, sull’espansione nei mercati privati e sul rafforzamento delle partnership internazionali.
A supporto di questo piano è stata annunciata un’attenzione specifica all’ambito Risorse Umane, con la promessa di percorsi di sviluppo professionale dedicato e inserimenti strategici dall’esterno, nell’ottica di una visione sempre più integrata della divisione Wealth.
Il nostro commento
Come Organizzazioni Sindacali prendiamo atto con soddisfazione dei risultati economici presentati: sono numeri che attestano la solidità e la competitività della Divisione. Tuttavia, come sempre, i dati di bilancio non esauriscono la nostra analisi.
Dietro i miliardi di masse gestite e i riassetti societari, c’è il lavoro quotidiano, la flessibilità e l’alta specializzazione di 755 persone.
Il primo elemento su cui manteniamo la nostra attenzione è la gestione delle operazioni societarie. La conferma di ruolo e di ambito territoriale per i colleghi coinvolti nelle cinque operazioni del 2025 è un esito che valutiamo positivamente: va nella direzione di quanto abbiamo sempre rivendicato, ovvero che le ristrutturazioni non possono essere occasioni per penalizzare chi lavora. Sull’operazione prevista nel perimetro irlandese entro fine anno chiediamo fin d’ora massima trasparenza sui tempi, sulle modalità e sulle ricadute per i colleghi coinvolti. Ogni operazione societaria tocca la vita lavorativa di persone reali. Trasparenza, tempi certi e tutele concrete: non negoziamo su questo. Integrare procedure, assorbire nuove branch e fondere società comporta un carico amministrativo e operativo silenzioso ma gravoso.
Riguardo al Piano d’Impresa 2026-2029, la strada verso l’espansione internazionale, l’integrazione di nuovi prodotti e l’utilizzo crescente della tecnologia deve essere accompagnata da garanzie precise sull’organico. La crescita del business non può essere perseguita riducendo le risorse umane o incrementando i carichi di lavoro individuali. Vigileremo affinché il “rafforzamento della proposizione HR” annunciato dall’azienda si traduca in percorsi di crescita concreti, accessibili e trasparenti per tutte le colleghe e i colleghi, e non in semplici operazioni di comunicazione interna.
La Divisione Asset Management è un’eccellenza riconosciuta del Gruppo Intesa Sanpaolo. Continueremo a essere al fianco di chi la rende tale ogni giorno.
La Divisione AM contribuisce per circa il 12% al risultato complessivo del Gruppo. La crescita del business è frutto del lavoro quotidiano delle colleghe e dei colleghi, che meritano di esserne i primi beneficiari. La tecnologia scala i processi, ma è la competenza delle persone a generare vero valore e fiducia. Le nuove tecnologie devono essere in supporto e non in sostituzione del prezioso lavoro di tutte le persone della Divisione e del Gruppo. Il nostro impegno resta focalizzato sulla tutela concreta della professionalità.
Milano 20 maggio 2026
Delegazioni trattanti Gruppo Intesa Sanpaolo
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