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Comunicato Stampa
Sviluppo Toscana, una società pubblica chiamata a rispettare i diritti
Sviluppo Toscana è una società interamente partecipata dalla Regione Toscana. Eppure al suo interno si consumano, da mesi, comportamenti nei confronti dei lavoratori e del sindacato che sarebbero inaccettabili in qualsiasi contesto produttivo privato.
Il fatto che ciò avvenga in una realtà della pubblica amministrazione di una Regione storicamente all’avanguardia nella tutela dei diritti dei lavoratori rende la situazione ancora più grave e contraddittoria.
Contrattazione integrativa ferma e proposte peggiorative
A quasi due anni dalla firma del nuovo CCNL, avvenuta nel giugno 2024, l’azienda non ha ancora aperto una vera trattativa di secondo livello.
Ha ridotto il monte permessi, applicando subito i tagli, senza riconoscere ai lavoratori la flessibilità che il contratto stesso prevedeva come contropartita.
Ad aprile 2026, dopo mesi di negoziato, ha improvvisamente ripresentato una proposta peggiorativa e inaccettabile rispetto alle bozze concordate.
Ha inoltre scelto di interrompere, senza alcun confronto sindacale, la prassi consolidata di riconoscere le festività cadenti di sabato, colpendo i lavoratori proprio nel giorno del 25 aprile.
Sciopero: un diritto costituzionale, non una colpa da punire
Particolarmente grave è anche la prassi aziendale secondo cui, in caso di sciopero, i dipendenti perderebbero non solo la retribuzione della giornata, ma anche ferie e permessi maturati.
Si tratta di un meccanismo punitivo e intimidatorio nei confronti di chi esercita un diritto costituzionalmente garantito: uno strumento che non ci si aspetterebbe di trovare in una società pubblica toscana.
La Regione Toscana intervenga come azionista responsabile
FISAC CGIL e FIRST CISL chiedono alla Regione Toscana di intervenire come azionista responsabile.
La Regione deve imporre a Sviluppo Toscana di aprire immediatamente la contrattazione integrativa, revocare le misure punitive sullo sciopero e ripristinare sia l’uso aziendale di pagare le festività ricadenti di sabato, sia un clima di corrette relazioni industriali.
Il silenzio della Regione è anch’esso una scelta politica.
RSA FISAC CGIL – FIRST CISL | Sviluppo Toscana
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Il comunicato
COMUNICATO UNITARIO RSA FISAC CGIL – FIRST CISL
di Sviluppo Toscana
Le RSA di Fisac CGIL e First CISL denunciano con forza il grave deterioramento delle relazioni sindacali all’interno di Sviluppo Toscana e stigmatizzano un atteggiamento aziendale sempre più ostile nei confronti della rappresentanza dei lavoratori.
A quasi due anni dalla sottoscrizione del nuovo CCNL del giugno 2024, l’azienda continua infatti a mantenere un comportamento dilatorio e inconcludente sulle materie che il contratto nazionale demanda alla contrattazione di secondo livello.
Le RSA hanno presentato tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 due proposte organiche e dettagliate riguardanti:
• flessibilità e orario di lavoro;
• lavoro agile.
Nonostante ciò, l’azienda ha trascinato per mesi il confronto sulla sola prima proposta, impedendo di fatto l’avvio della discussione sul lavoro agile e bloccando conseguentemente tutti gli altri temi ancora aperti previsti dal CCNL, tra cui:
• il riesame dei livelli di inquadramento;
• la programmazione della formazione;
• gli ulteriori istituti demandati alla contrattazione integrativa.
Particolarmente grave è quanto accaduto negli ultimi mesi: dopo una lunga trattativa che sembrava aver portato, alla fine del 2025, a un punto di equilibrio condiviso, nel mese di aprile l’azienda, dopo continue tergiversazioni, ha improvvisamente ripresentato una proposta completamente diversa, peggiorativa e del tutto inaccettabile.
Il quadro è ulteriormente aggravato dal fatto che, mentre ostacola e rinvia le trattative, l’azienda ha già applicato gli aspetti più penalizzanti del nuovo CCNL, riducendo il monte ore dei permessi, senza che ai lavoratori sia stato riconosciuto alcun reale incremento della flessibilità organizzativa che avrebbe dovuto rappresentarne il necessario bilanciamento.
Le RSA contestano inoltre la persistente applicazione, da parte dell’azienda, di una normativa di dubbia legittimità e di estrema gravità politica, secondo cui in caso di sciopero i dipendenti perderebbero non solo la retribuzione della giornata, ma anche quote di ferie e permessi maturati.
Si tratta di un’interpretazione punitiva e intimidatoria del diritto di sciopero, che appare in aperto contrasto con i principi democratici e sociali che dovrebbero ispirare l’azione della pubblica amministrazione toscana.
Come se non bastasse, senza alcun confronto preventivo con le organizzazioni sindacali, l’azienda ha inoltre deciso unilateralmente di interrompere, in occasione della festività del 25 aprile 2026, la prassi consolidata da anni di riconoscere economicamente le festività cadenti di sabato, prassi sulla quale i lavoratori avevano maturato un legittimo affidamento.
Anche su questo punto le RSA hanno espresso una durissima contestazione, ritenendo la decisione aziendale illegittima oltre che profondamente scorretta sul piano delle relazioni industriali.
Emerge dunque un quadro desolante, caratterizzato da atteggiamenti reazionari, chiusure immotivate e crescente ostilità verso il sindacato e la partecipazione dei lavoratori.
Tutto ciò appare ancora più grave e incomprensibile in una società partecipata che opera nell’ambito della pubblica amministrazione di una Regione che è sempre stata all’avanguardia nella tutela dei diritti che dovrebbe rappresentare un modello avanzato di correttezza, dialogo sociale e rispetto dei lavoratori.
Le RSA di Fisac CGIL e First CISL continueranno a contrastare con determinazione tali comportamenti, mettendo in campo tutte le iniziative sindacali e legali necessarie a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.
RSA FISAC CGIL – FIRST CISL

