
da La Stampa – di Paolo Viarengo
L’iniziativa dopo la denuncia formulata dalla Fisac Cgil: “Situazione allarmante, mina la dignità professionale”
Un vero e proprio terremoto sindacale scuote la Banca di Asti con i consiglieri comunali di minoranza che hanno presentato un’interrogazione urgente al sindaco Maurizio Rasero, che è anche presidente della banca stessa, per fare luce sulle durissime denunce della Fisac Cgil riguardo a pressioni commerciali esasperate e a un clima di monitoraggio continuo sui dipendenti.
L’affondo
I consiglieri d’opposizione Mario Malandrone di Ambiente Asti, Mauro Bosia e Vittoria Briccarello di Uniti si può, insieme a Gianfranco Miroglio dei Verdi,hanno deciso di sposare la battaglia dei rappresentanti dei dipendenti. «Siamo di fronte a una situazione allarmante che rischia di incrinare non solo la serenità del personale, ma anche lo storico legame di fiducia tra l’istituto di credito e i cittadini astigiani» spiegano compatti i rappresentanti della minoranza.I consiglieri accendono i riflettori su un documento pubblico diffuso dal sindacato che parla apertamente di un cambio di rotta aziendale simile a un salto nel vuoto.
Le linee organizzative
Al centro della bufera ci sono le nuove linee organizzative interne della banca, caratterizzate da scadenze pressanti, l’obbligo di inviare continui resoconti sull’attività durante l’orario lavorativo, riunioni quotidiane sempre più frequenti e obiettivi uguali per tutti, senza tenere conto delle differenze tra le varie filiali e le zone della provincia. Secondo l’affondo di Malandrone, Bosia, Briccarello e Miroglio, «queste modalità operative si traducono in un controllo quotidiano opprimente che non tutela affatto la dignità professionale di chi lavora».
La vicenda astigiana
La particolarità della vicenda astigiana sta proprio nella doppia veste di Maurizio Rasero, a capo sia dell’amministrazione cittadina sia del consiglio di amministrazione dell’istituto di via della Piazza. «Chiediamo al sindaco e presidente se sia pienamente consapevole del malessere che serpeggia tra gli sportelli» incalzano gli esponenti del centrosinistra e dei movimenti civici, convinti che la governance debba chiarire subito quale sia la sua reale visione strategica sul futuro dell’occupazione locale. I firmatari del documento pretendono risposte scritte e precise per capire se il vertice societario abbia valutato le conseguenze psicofisiche di questo stress prolungato sui bancari e sulla qualità stessa delle prestazioni offerte alla clientela.
Motore economico
«La Cassa di Risparmio non è un’azienda come le altre, ma il vero motore economico e sociale della nostra terra, e non può permettersi modelli gestionali che calpestano lo Statuto dei Lavoratori e i contratti collettivi nazionali», ribadiscono con forza i quattro esponenti politici. L’obiettivo dell’iniziativa in Consiglio comunale è quello di forzare l’apertura immediata di un tavolo di trattativa concreto e strutturato con i rappresentanti dei dipendenti, per azzerare le tensioni prima che la situazione diventi ingestibile.«Vogliamo sapere quali azioni reali il presidente intenda mettere in campo per rimettere al centro il benessere delle persone, garantendo che i target di vendita siano umani e sostenibili» concludono Malandrone, Bosia, Briccarello e Miroglio, in attesa di un dibattito in aula che si preannuncia infuocato.