Banca d’Italia: Considerazioni finali del Governatore

https://www.fisacbancaditalia.it – 1 giugno 2026

Le Considerazioni finali del Governatore confermano ciò che la CGIL, che rappresenta milioni di lavoratrici e lavoratori, denuncia da tempo: la crescita non può sostenersi comprimendo salari, diritti e servizi pubblici.

Mentre si parla di stabilità e di “transizione ordinata”, la realtà nei luoghi di lavoro è fatta di stipendi fermi, precarietà crescente e carichi insostenibili. Il Governatore richiama la necessità di investire in produttività e innovazione. Bene.

Ma senza un aumento dei salari reali e senza contratti rinnovati, ogni discorso sulla competitività resta vuoto. La produttività non si fa con la retorica: si fa con investimenti, formazione e rispetto del lavoro.

Allo stesso tempo, comprensibile l’invito a mantenere i conti pubblici in ordine ma ciò, non può tradursi nell’ennesimo taglio a sanità, scuola e welfare. Un Paese che non sostiene i servizi essenziali, le nuove generazioni, il bene pubblico scarica i costi sulle famiglie e sui lavoratori, aggravando disuguaglianze già profonde.

Per questo diciamo con forza:

  • Salari dignitosi — perché l’inflazione ha eroso il potere d’acquisto e i rinnovi contrattuali non possono più aspettare.
  • Contratti stabili — basta con l’abuso di forme precarie che frammentano il lavoro e la vita in particolare alle nuove generazioni che stanno in massa scappando dal Paese.
  • Investimenti pubblici — perché senza scuola, sanità e trasporti efficienti non c’è crescita possibile.
  • Partecipazione dei lavoratori — le scelte strategiche non possono essere calate dall’alto. Il Paese ha bisogno di una direzione chiara: mettere al centro il lavoro, non i vincoli.

Le Considerazioni finali lo confermano indirettamente: senza una svolta sociale, economica e contrattuale, l’Italia non può ripartire.

Roma, 29 maggio 2026

La Segreteria Nazionale

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