‘Attiviamoci’ chiude nelle Marche: dalla voce delle Rsa una bussola per il futuro della Fisac

Ultima tappa di Attiviamoci nelle Marche. Ad Ancona, presso la sede regionale della Cgil, si chiude la campagna nazionale promossa dalla Fisac Cgil che, nel corso degli ultimi mesi, ha attraversato l’intero Paese con un obiettivo preciso: promuovere un confronto diretto tra la struttura nazionale della categoria, le Rsa, le delegate e i delegati, le segreterie territoriali e regionali.

Anche nelle Marche il filo conduttore della discussione è stato quello emerso in tutte le tappe del percorso: la necessità di coinvolgere sempre di più l’intero corpo della Fisac nella vita dell’organizzazione, rafforzando il ruolo delle Rsa, rilanciando la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori e consolidando quel patrimonio di democrazia e rappresentanza che costituisce il tratto distintivo della categoria e della Cgil.

Si chiude così un lungo viaggio che ha portato la segretaria generale della Fisac Cgil, Susy Esposito, insieme al segretario nazionale responsabile dell’organizzazione, Cristiano Hoffmann, a incontrare centinaia di Rsa, delegate, delegati e dirigenti sindacali in tutte le regioni d’Italia, raccogliendo esperienze, criticità, proposte e idee da trasformare in azione organizzativa.

A delineare il quadro regionale è stato il segretario generale della Fisac Cgil Marche, Riccardo Romano, presente anche il segretario regionale confederale, Daniele Boccetti, che ha richiamato alcune delle principali criticità che attraversano il settore. “Prima dell’avvento delle grandi banche nazionali, quando il sistema era ancora fortemente legato agli istituti del territorio, esisteva una distribuzione equilibrata degli sportelli tra costa, aree interne, montane e premontane”, ha spiegato. “Con i processi di aggregazione, penso ad esempio alla vicenda Ubi, oggi troviamo comuni dell’entroterra completamente privi di servizi bancari. Il diritto ad accedere a uno sportello sembra ormai riservato ai grandi centri e alle zone costiere, peraltro in un modello sempre più orientato all’automazione”.

Una trasformazione che si accompagna a una riduzione dell’occupazione e a un cambiamento profondo nel rapporto con il lavoro. “Registriamo un elevato tasso di abbandono, sia tra i giovani sia tra i lavoratori più esperti”, ha aggiunto Romano. “La banca non è più percepita come un approdo professionale stabile e attrattivo. Sempre più spesso si guarda al settore pubblico come alternativa preferibile. È un cambiamento radicale rispetto alle aspettative che tradizionalmente accompagnavano il lavoro bancario”.

Nelle conclusioni, Susy Esposito ha tracciato un primo bilancio dell’intero percorso. “Abbiamo voluto attraversare il Paese per ascoltare. Non era una scelta scontata e non era un’iniziativa calata dall’alto. Volevamo incontrare le persone che ogni giorno fanno vivere la Fisac nei luoghi di lavoro, ringraziare le nostre Rsa e raccogliere direttamente da loro bisogni, difficoltà e proposte. Torniamo da questo viaggio con una consapevolezza ancora più forte: la nostra organizzazione ha energie straordinarie, competenze diffuse e una grande voglia di partecipare”.

La segretaria generale ha quindi rilanciato il ruolo centrale delle Rsa e della rappresentanza: “In tutte le regioni abbiamo ascoltato la stessa richiesta: essere più coinvolti, essere parte delle scelte, avere più strumenti per svolgere il proprio ruolo. È da qui che dobbiamo ripartire. Le Rsa sono il cuore della Fisac, il punto di contatto quotidiano con le lavoratrici e i lavoratori. Senza di loro non esisterebbe la nostra organizzazione”.

Da Attiviamoci, ha sottolineato Esposito, emergono alcune priorità chiare: rafforzare la comunicazione tra nazionale e territori, investire sulla formazione, valorizzare la partecipazione e costruire una categoria sempre più capace di leggere e governare le trasformazioni che attraversano il settore bancario e assicurativo. “Questo percorso finisce oggi, ma il lavoro comincia adesso. Gli spunti raccolti in tutte le regioni diventeranno strumenti, progetti e iniziative per far crescere la Fisac. Perché la nostra forza non sta soltanto nella capacità di rappresentare il lavoro, ma nella volontà di costruire insieme il futuro della nostra organizzazione”.

Con la tappa di Ancona si chiude dunque la campagna Attiviamoci, ma si apre una nuova fase: quella della restituzione e della messa a terra di quanto emerso lungo un viaggio che ha attraversato l’Italia intera, riportando al centro l’ascolto, la partecipazione e il valore della rappresentanza.

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