Sviluppo Lavoro Italia: Fisac-CGIL chiede confronto su piano industriale, sicurezza e IPO

3 - Fisac CgilRoma, 27 maggio 2026

COMUNICATO

Il Direttivo Fisac-CGIL, riunitosi lo scorso 26 maggio, ha individuato alcune priorità per questa fase, che resta caratterizzata dallo stato di agitazione -indetto lo scorso 14 aprile dall’Assemblea Generale di Lavoratrici e Lavoratori di SLI- al fine di superare un sostanziale stallo nelle relazioni sindacali e per poter affrontare finalmente una serie di questioni che impattano sulla nostra comunità professionale.

Nella giornata di domani, assieme a Cisl e Uil, incontreremo l’azienda in relazione al nuovo accordo sul Telelavoro e forniremo, come sempre, informazioni sull’esito del confronto.

Ma restano ancora molte altre questioni da affrontare, tra cui alcune che riteniamo assolutamente centrali, rispetto alle quali continuiamo ad avanzare proposte serie e responsabili:


• Piano di Sviluppo.

In merito dobbiamo costatare che le comunicazioni finora ricevute dall’Azienda non siano né chiare, né soddisfacenti.

Dalle informazioni in nostro possesso, riteniamo che il cosiddetto “Piano di sviluppo del personale” non rappresenti uno strumento di crescita collettiva delle competenze e delle professionalità aziendali, ma si traduca sostanzialmente in un sistema di progressioni verticali e valorizzazioni individuali che risulta privo di un reale collegamento con obiettivi industriali, innovazione organizzativa, evoluzione dei servizi e programmazione strategica; insomma, un piano di progressioni di cui ad oggi, peraltro, non sono neppure note le principali modalità di implementazione.

Qualsiasi politica relativa allo sviluppo del personale dovrebbe necessariamente derivare da un chiaro piano industriale, che definisca assetti organizzativi, investimenti, fabbisogni professionali funzionali alla crescita dell’organizzazione, modelli operativi ed eventuali prospettive occupazionali.

In questo quadro, riteniamo sarebbe corretto affrontare preliminarmente al Piano, in modo organico, il tema del posizionamento strategico dell’Azienda, della distribuzione delle funzioni operative, della tenuta e qualificazione dei presìdi territoriali, della valorizzazione complessiva delle professionalità presenti -a partire dai redditi più bassi- e delle risorse disponibili, anche alla luce delle trasformazioni connesse alla nuova programmazione europea 2028–2035.

E, per queste ragioni, consideriamo prioritario, in questa fase, aprire un confronto presso il Ministero del Lavoro, quale sede istituzionale competente a definire indirizzi strategici, missione e prospettive organizzative.


• Sicurezza.

Siamo già intervenuti più volte con le altre RSA ed RLS confederali per affrontare il tema delle turnazioni connesse alla sicurezza. Abbiamo preso atto di un primo insufficiente allargamento delle platee degli addetti da parte aziendale.

Abbiamo quindi indicato come soluzione utile un ulteriore e significativo ampliamento della platea degli addetti antincendio e primo soccorso e dei preposti individuando dei preposti supplenti.

Riteniamo che tale ampliamento possa rendere maggiormente sostenibili le turnazioni, sia in funzione della effettiva sicurezza, sia per garantire il normale svolgimento della prestazione lavorativa per tutti i dipendenti coinvolti.

Abbiamo, inoltre, richiesto che siano formalizzate le procedure operative per la gestione delle turnazioni al fine di poter segnalare/gestire le assenze ed indicare come agire in caso di sedi temporaneamente scoperte, a tutela degli addetti e dei preposti.

Tutto ciò mette in evidenza quanto sia rilevante avere la presenza di presidi organizzativi presso le sedi territoriali, che avrebbero potuto essere coinvolti anche sulla vicenda sicurezza.

Occorre valutare, infine, in quale misura la partecipazione alle turnazioni da parte di addetti e preposti possa incidere rispetto alle possibilità di conseguimento del PdR e trovare le opportune soluzioni.


• IPO.

Di fronte all’attuale e perdurante stallo nella trattativa ed in mancanza di una revisione della proposta aziendale che abbiamo più volte sollecitato unitariamente con le RSA confederali, riteniamo opportuno lavorare ad una proposta che speriamo possa essere condivisa e risolutiva, al fine di garantire tale trattamento a tutte le figure che ne hanno diritto.

Come noto, finora abbiamo richiesto all’azienda di dettagliare, per le figure a diretto riporto del Presidente-AD come abbiamo già concordato che avvenga per tutte le altre posizioni coinvolte, i criteri di calcolo per l’ottenimento della componente variabile della IPO, al fine di garantire la massima comprensibilità e trasparenza dell’accordo.

In assenza di criteri di calcolo condivisi per l’attribuzione della parte variabile della IPO, per Responsabile UO a diretto riporto del Presidente e per l’Assistente del Presidente, l’unica soluzione praticabile resta a nostro avviso l’attribuzione per queste posizioni della sola componente fissa da individuare in analogia con la parte fissa riconosciuta ai Responsabile di Progetto.

Con spirito costruttivo e schiena dritta, nell’interesse esclusivo di questa comunità professionale, continueremo la nostra azione sindacale unitaria, portando avanti il mandato ricevuto da lavoratori e lavoratrici di SLI.

RSA FISAC-CGIL
di Sviluppo Lavoro Italia

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