Sviluppo Lavoro Italia: Primo Maggio Festa dei Lavoratori

3 - Fisac CgilUna giornata di lotta, memoria e impegno collettivo

Il Primo Maggio, Festa dei Lavoratori, non è una semplice ricorrenza. È una giornata di lotta, memoria e impegno collettivo. Nasce dalle battaglie del movimento operaio internazionale per i diritti fondamentali, salario dignitoso, riduzione dell’orario e condizioni di lavoro giuste, conquiste che ancora oggi, anche di fronte all’avvento dell’intelligenza artificiale, rappresentano un riferimento imprescindibile e che comunque oggi tendono a subire un “processo di erosione” che è necessario arrestare.

Assistiamo a una crescente precarizzazione del lavoro, a una perdita costante del potere d’acquisto di salari e stipendi, e a un attacco diffuso ai diritti conquistati nel corso di decenni di lotte.

Questo scenario si inserisce in una dimensione internazionale segnata da forti instabilità, conflitti e tensioni. A tre anni dallo scoppio della guerra in Ucraina, nel pieno di un rapido riassetto degli equilibri geopolitici e con fronti di guerra aperti in diverse aree del mondo (oggi centrale è la profondità del conflitto in Iran e in quell’area del Medioriente), si intensifica la corsa globale al riarmo e all’aumento delle spese
militari.

Le risorse destinate agli armamenti crescono enormemente, mentre si riducono gli investimenti nei servizi pubblici fondamentali: sanità, istruzione, welfare. Le politiche economiche orientate al riarmo scaricano i loro costi sulle lavoratrici e sui lavoratori, attraverso tagli alla spesa sociale sui servizi pubblici e welfare, imponendo politiche di austerità e sacrifici sociali e portando ad una ulteriore compressione dei diritti.

In questo contesto, il Primo Maggio assume un significato ancora più attuale e necessario. Che si deve caratterizzare come momento di consapevolezza e di mobilitazione.

Le lavoratrici e i lavoratori non vogliono pagare il prezzo delle guerre e delle strategie economiche che alimentano conflitti nella corsa al profitto. Non accettiamo che il lavoro venga reso sempre più precario, sottopagato e privo di tutele, comandato da un algoritmo, mentre aumentano le spese militari e diminuiscono le risorse per la collettività.

Il Primo Maggio è il giorno in cui riaffermiamo che il lavoro deve tornare al centro della discussione, non come costo da comprimere, ma come valore da tutelare, rivendicando: lavoro stabile, sicuro e dignitoso, salari adeguati al costo della vita.

Mai come ora, riteniamo sbagliato continuare con le finanziarie di guerra, che alimentano i nazionalismi e liberano un’enormità di risorse verso l’industria delle armi. Mai come ora è necessario rivendicare forti investimenti nella sanità, nella scuola e per rilancio complessivo dei servizi pubblici, per un modello di sviluppo fondato sulla pace e sulla solidarietà tra i popoli, che ripudia la guerra e con essa tutte quelle dinamiche che scaricano sui più deboli il peso delle proprie crisi.

Perché senza pace non ci può essere giustizia sociale, e senza dignità del lavoro non ci può essere alcun futuro.

Viva il Primo Maggio! Viva le Lavoratrici ed i Lavoratori!

RSA FISAC CGIL Sviluppo Lavoro Italia

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