A Firenze la cerimonia di premiazione con Emergency e Prosolidar
Si è svolta sabato 6 giugno 2026, nel Salone Brunelleschi dell’Istituto degli Innocenti di Firenze, la cerimonia di premiazione della XVI edizione del Premio Teresa Sarti Strada, promosso da Emergency e Fondazione Prosolidar. Alla premiazione hanno partecipato, tra gli altri, la Presidente di Emergency Rossella Miccio, il vicepresidente di Fondazione Prosolidar Cristiano Hoffmann e Sara Gulli (Prosolidar) e le rappresentanze delle scuole vincitrici.
L’edizione 2025-2026 è stata dedicata al tema “La Voce”, intesa come strumento di espressione personale, dialogo, ascolto reciproco, denuncia delle ingiustizie e costruzione di pace. Un tema che ha invitato alunne, alunni e insegnanti a interrogarsi sul valore della parola e sulla responsabilità di far sentire la propria voce in un mondo attraversato da guerre, violenze e silenzi imposti.
Un premio dedicato alla memoria di Teresa Sarti Strada
Il premio è dedicato a Teresa Sarti Strada, prima Presidente di Emergency, insegnante e promotrice della diffusione di una cultura di pace, solidarietà e diritti nelle scuole. Il concorso è istituito e finanziato da Fondazione Prosolidar e promosso e organizzato con Emergency negli Istituti Comprensivi di tutta Italia.
Nel corso della cerimonia è stato ricordato più volte il significato profondo del premio: non soltanto un riconoscimento formale agli elaborati migliori, ma soprattutto un percorso educativo che offre alle bambine, ai bambini, alle ragazze e ai ragazzi un’occasione di protagonismo positivo.
Il legame con la scuola nasce proprio dall’idea che ciascuno possa fare la propria parte, contribuendo alla costruzione di valori capaci di trasformarsi in realtà concreta: pace, solidarietà, ascolto, rispetto, responsabilità.
Il valore della solidarietà
Nel saluto di Fondazione Prosolidar è stato ricordato anche il significato concreto della solidarietà: il premio è reso possibile grazie al contributo volontario di lavoratrici, lavoratori e imprese del settore creditizio, che scelgono di destinare risorse a progetti sociali e culturali.
È un messaggio importante, soprattutto per i più giovani: la solidarietà non è un concetto astratto, ma una scelta concreta. È la decisione di mettere una parte di sé, del proprio lavoro e delle proprie risorse al servizio degli altri.
Le scuole protagoniste: 2.702 studenti e studentesse
Secondo i dati pubblicati da Emergency, all’edizione 2025-2026 hanno partecipato 42 scuole primarie e 51 scuole secondarie di primo grado, con 71 elaborati grafici, 59 composizioni scritte e 54 video, per un totale di 2.702 studentesse e studenti.
La giuria ha selezionato 9 elaborati vincitori, tre per ciascuna categoria, oltre a un Premio speciale della Giuria. Emergency e Prosolidar hanno sottolineato come la scelta sia stata lunga e complessa, per la qualità, l’impegno e l’originalità di molti lavori presentati.
I lavori premiati
Categoria Grafici
- Diamo voce alla pace
Classe 4C, Scuola Primaria Guglielmo Marconi, I.C. Appiano Gentile, Appiano Gentile (CO), Lombardia. - Luci di parole tra le ombre del mondo
Classe 5A, Scuola Primaria Riccardo Bauer, I.C. Balilla Paganelli, Cinisello Balsamo (MI), Lombardia. - Il soffio dei bambini
Classi 2A, 2B, 2C, Scuola Primaria Edmondo De Amicis, I.C. Perugia 6, Perugia (PG), Umbria.
Categoria Video/audio
- La voce che fa luce
Classe 1ª, Scuola Primaria Sarche, I.C. Valle dei Laghi, Vallelaghi (TN), Trentino-Alto Adige. - Vorrei dirti …
Classi 5A, 5B, 5C, Scuola Primaria Primo Levi, I.C. Federico Sacco, Fossano (CN), Piemonte. - Con gli occhi dei bambini – Facciamo la pace!!! per tutte le guerre e per tutti gli stermini
Classe 3B, Scuola Secondaria di I grado di Usellus, I.C. Ales (OR), Sardegna.
Categoria Scritti
- Vorrei usare la mia voce per …
Classe 1A, Scuola Secondaria di I grado “M. Baldo Ceolin”, I.C. Montecchia S. Giovanni Ilarione (VR), Veneto. - Attesa
Classe 3E, Scuola Secondaria di I grado Leone, I.C. D’Acquisto-Leone, Pomigliano d’Arco (NA), Campania. - L’unica arma legittima
Classi 3D, 3F, Scuola Secondaria di I grado A. Gandiglio, I.C. A. Gandiglio, San Lazzaro Fano (PU), Marche. - Il suono della pace
Elaborato premiato nella categoria Scritti.
Premio speciale della Giuria
- La voce di Hayat
Classe 3B, Scuola Secondaria di I grado Pirandello, I.C. Matteotti, Sedriano (MI), Lombardia.
“La voce di Hayat”, il premio speciale
Il Premio speciale della Giuria è stato assegnato a “La voce di Hayat”, elaborato della classe 3B della Scuola Secondaria di I grado Pirandello dell’I.C. Matteotti di Sedriano, in Lombardia.
Emergency spiega che il premio speciale è stato attribuito per il valore simbolico del testo. Molti lavori hanno affrontato il tema della voce come denuncia o espressione di preoccupazione per sofferenze che sembrano segnare il futuro per sempre. Da questa sensibilità emerge l’empatia e la solidarietà dei giovanissimi verso i coetanei che subiscono le conseguenze della guerra.
Il racconto, scritto in forma di diario, dà voce a Hayat, una bambina di Gaza. Attraverso le sue parole si passa dalla quotidianità dell’infanzia alla paura, dalla casa come luogo sicuro allo sfollamento, dalla speranza alla perdita.
La voce diventa così memoria, presenza, affetto. E la sua assenza diventa una delle ferite più profonde lasciate dalla guerra.
Il testo del Premio speciale: “La Voce di Hayat”

10/03/24
Mio papà mi ha comprato questo diario per documentare la mia vita. Mi chiamo Hayat, che in arabo significa “vita”. Ho 11 anni e sono alta per la mia età, sono mora e ho gli occhi verdi di mia madre. Vivo a Gaza con i miei. Adoro la mia piccola casa, la sua cucina, il salotto, la loro camera e la mia, piccola ma tutta decorata. È il mio posto sicuro, dove nessuno può farmi del male.
17/03/24
Qui a Gaza gira voce di una guerra, ma dubito. Hanno fatto pace, no? Devo andare, mia mamma ha detto che devo mangiare quello stupido piatto di pesce e riso. Fa schifo!
7/06/24
Sono appena tornata a casa da scuola. A cosa serve poi? Per far disperare i bambini. Che vita ingiusta!
23/09/24
Papà non torna. Mamma è pallida e trema, seduta con la gamba che rimbalza nervosa. Mi ha sussurrato che lo hanno convocato, senza alcun dettaglio. In che senso? Convocato a scuola dalle mie maestre?
11/10/24
“È ricominciata la guerra”: così ha detto la mamma.
20/10/24
Sento le bombe così vicine che ho paura che moriremo da un momento all’altro. Distinguo i singhiozzi di mia madre quando si gira di spalle. Mi culla l’odore dell’unica maglietta che lasciò dietro mio padre. Ormai fa parte di me.
3/01/25
Mi manca la scuola. Mi manca masticare le matite, mi mancano i rimproveri delle mie maestre, mi manca fare un km a piedi per arrivarci, ma soprattutto: mi manca essere una bambina.
23/02/25
La nostra scorta di cibo sta finendo, ci restano solo noodles istantanei da 2 dirham, ma ormai pure quelli stanno diventando costosi. Sono andata indietro per rileggere le vecchie pagine: darei tutto per riavere quel piatto di pesce.
29/03/25
Sono di fretta, ma ti volevo scrivere che ci stiamo trasferendo in un rifugio vicino al mare, le bombe sono cadute di fronte casa nostra. È bello il mare, no?
31/03/25
Siamo finalmente arrivate dopo aver camminato per 20 km. Ho centinaia di tagli sui piedi, è stata una tortura. Sulla strada ho visto corpi di animali, di uccelli, di bambini.
1/05/25
Hanno detto dagli altoparlanti che dopo 70 anni di sangue e sofferenza la guerra terminerà a breve. Non vedo l’ora di vedere papà. Di abbracciarlo tanto da soffocarlo. Di sentire la sua barba folta farmi il solletico come ai vecchi tempi.
20/05/25
Si sono rivelate fake news, l’addetto agli altoparlanti era stato torturato e minacciato a convincerci che la guerra sarebbe finita.
Quei mostri ci volevano ingannare, volevano farci uscire dalle nostre case per coglierci di sorpresa. Perchè tanta crudeltà?
21/05/25
È morto.
12/07/25
Due mesi fa bussarono alla porta. Il cuore mi cadde nello stomaco. Non sapevamo chi fosse: papà? Mostri? Soldati? Era Youssef, il migliore amico di papà. Ci guardò e ci disse: “Lui non c’è più”. lo e mia madre ci immobilizzammo, il mondo smise di ruotare attorno al sole. Quell’episodio mi rimase inciso nella mente. Non mangio, non bevo, non dormo e non parlo, a malapena riesco ad alzarmi in piedi. Migliaia di vite distrutte, tra quelle anche la sua.
2/12/25
Non ricordo più il suono della sua voce.
Khadija Et Taoumi, Classe 3^В della Scuola Secondaria di I grado Pirandello
I.C. Matteotti, Sedriano (MI) Lombardia
