Cassa Mutua Nazionale, approvato il bilancio 2025: una Cassa solida, da rafforzare e orientare al futuro

La Cassa Mutua Nazionale è una delle conquiste più significative del welfare contrattuale del Credito Cooperativo.

Non è un ufficio che liquida pratiche. Non è un contenitore tecnico lontano dalla vita delle persone. È uno strumento mutualistico che interviene quando il bisogno di cura diventa concreto: una visita specialistica, un esame diagnostico, un percorso di riabilitazione, una fragilità da accompagnare, una condizione di non autosufficienza da sostenere.

Il bilancio 2025 restituisce l’immagine di una Cassa solida, in equilibrio, capace di erogare prestazioni importanti e di rispondere a una domanda sanitaria che continua a crescere. È su questa base che la FISAC CGIL, attraverso la propria rappresentante nel Comitato Amministratore, ha sostenuto l’approvazione del rendiconto.

Non si tratta di una valutazione formale. I dati parlano di uno strumento vivo, utilizzato, necessario.

La Cassa assiste oltre 74 mila persone tra personale in servizio, pensionate e pensionati, familiari fiscalmente e non fiscalmente a carico. Una platea ampia, che conferma la natura mutualistica dello strumento e il suo ruolo sociale dentro il sistema del Credito Cooperativo.

Il rendiconto 2025 evidenzia attività complessive per circa 84,6 milioni di euro, ricavi superiori a 57,7 milioni e un utile di esercizio di oltre 3,2 milioni. Le prestazioni sanitarie ordinarie ammontano a circa 29,7 milioni di euro. Le voci più rilevanti di tali prestazioni riguardano visite specialistiche, ortodonzia, fisioterapia, riabilitazione, alta diagnostica, analisi ed esami diagnostici.

Sono numeri che non vanno letti solo in chiave contabile. Dietro ci sono persone, famiglie, tempi di attesa, costi sanitari crescenti, difficoltà di accesso al Servizio Sanitario Nazionale.

C’è la vita concreta di chi, davanti a un bisogno di cura, non può permettersi risposte lente, frammentate o economicamente insostenibili.

In un Paese segnato dall’aumento delle cronicità, dall’invecchiamento della popolazione, dalle diseguaglianze territoriali e dalla crescita della spesa sanitaria privata, la Cassa Mutua Nazionale svolge una funzione sempre più rilevante. Riduce il peso economico delle cure, sostiene la prevenzione, rafforza la tutela sanitaria contrattuale e offre una risposta collettiva a bisogni che spesso, da soli, non si riescono più a sostenere.

Questa è la ragione di fondo della valutazione positiva della FISAC CGIL: la Cassa funziona, produce tutela, mantiene equilibrio e conferma la propria centralità nel sistema di welfare del Credito Cooperativo.


Ma una gestione sana non autorizza l’immobilismo. Semmai impone il contrario.

Proprio perché la Cassa è solida, proprio perché gestisce risorse rilevanti, proprio perché riguarda una platea così ampia, occorre accompagnarne l’evoluzione con strumenti adeguati alla complessità raggiunta. La Cassa di oggi non è più quella degli anni passati. E quella dei prossimi anni dovrà misurarsi con bisogni sanitari ancora più complessi.

Sostenibilità, trasparenza, programmazione, controlli, partecipazione e qualità delle prestazioni devono diventare sempre più centrali.

Il Comitato Amministratore ha già avviato le attività necessarie per rendere operativi nuovi strumenti di presidio e verifica: procedure più tracciabili, controlli interni efficaci, valutazione dei rischi, monitoraggio delle prestazioni, processi decisionali più leggibili, certificazione del bilancio, poteri delegati definiti con chiarezza e responsabilità pienamente riconoscibili.

È la direzione giusta. Va perseguita con coerenza, senza arretramenti e senza trasformare il tema dei controlli in un terreno di contrapposizione sterile.

La solidità non basta dichiararla. Va protetta, verificata e governata nel tempo.

C’è poi il tema dell’organizzazione interna. La qualità del servizio agli iscritti dipende anche dalla qualità dei processi, dalla chiarezza delle responsabilità, dalla formazione delle professionalità e dall’uso corretto della digitalizzazione.

La tecnologia deve aiutare le persone, non allontanarle. Deve ridurre i tempi, migliorare le risposte, rendere più semplice l’accesso alle prestazioni, liberare energie professionali. Non può diventare l’ennesimo passaggio complicato per chi chiede un rimborso, cerca un’informazione o ha bisogno di assistenza.


Un capitolo particolarmente importante riguarda la Long Term Care.

La non autosufficienza sarà una delle grandi questioni sociali dei prossimi anni. L’invecchiamento della popolazione, la riduzione delle reti familiari di sostegno e l’aumento delle fragilità impongono tutele capaci di andare oltre il semplice rimborso economico.

Su questo terreno la Cassa ha costruito un presidio di valore, sostenuto da un patrimonio accantonato superiore a 27 milioni di euro. La gestione della Long Term Care ha consentito di offrire una tutela concreta, innovativa e coerente con bisogni destinati a crescere. Non una copertura marginale, ma una prestazione strategica, che integra protezione economica, continuità assistenziale e attenzione alla fragilità.

La validità dell’impianto attuale va riconosciuta. La possibilità di scegliere tra diverse modalità di prestazione, la presenza di garanzie orientate alla non autosufficienza e la costruzione di un presidio dedicato rappresentano un risultato importante per le lavoratrici, i lavoratori, le pensionate, i pensionati e le famiglie.

Naturalmente una tutela di questa rilevanza va seguita con rigore. Occorre continuare a verificarne efficacia, costi, sostenibilità, garanzie effettive e capacità di rispondere ai bisogni reali. Ma il punto di partenza è chiaro: la LTC, così come oggi realizzata, è una scelta giusta, con prestazioni di alto livello, coerente con la missione mutualistica della Cassa e pienamente inserita nella prospettiva di una presa in carico più ampia della persona fragile.


Nel 2025 sono inoltre entrate a regime le prestazioni aggiuntive di Gruppo, in particolare su odontoiatria e prevenzione. È un avanzamento positivo, frutto della contrattazione e della capacità del Credito Cooperativo di costruire risposte comuni. L’estensione di queste prestazioni a una platea più ampia rappresenta un passo in avanti verso una maggiore equità nell’accesso alle cure.

Anche qui serve attenzione.

Il welfare contrattuale non può diventare una somma di coperture differenziate, stratificate, poco leggibili e potenzialmente diseguali. La funzione della Cassa Mutua Nazionale, e di chi la partecipa, deve essere un’altra: stabilizzare i diritti, renderli chiari, rafforzare il Nomenclatore nazionale, impedire una deriva puramente assicurativa delle prestazioni e rifuggire il concetto di dotazioni economiche individuali o aziendali che minano alla base il principio di mutualità e solidarietà.

La mutualità non è assicurazione individuale. È solidarietà organizzata di sistema.

Per questo il Piano Sanitario deve tornare a essere uno strumento davvero programmatico. Non un semplice elenco di prestazioni, ma una scelta di indirizzo fondata sull’analisi dei bisogni, sull’appropriatezza, sulla sostenibilità e sulla riduzione delle diseguaglianze. E deve farlo mantenendo un punto fermo: la sanità integrativa contrattuale non sostituisce il Servizio Sanitario Nazionale, ma lo integra e ne difende la funzione universale.

La prospettiva indicata dalla FISAC CGIL è chiara: superare progressivamente una logica centrata solo sul rimborso e costruire un modello più evoluto di presa in carico.

Una Cassa capace non soltanto di restituire una parte della spesa sostenuta, ma di accompagnare l’iscritto nel percorso di cura, orientare la prevenzione, intervenire sulle fragilità, costruire sinergie con le realtà sanitarie del Credito Cooperativo e rafforzare la prossimità territoriale.

La FISAC CGIL continuerà a lavorare perché la Cassa Mutua Nazionale sia più forte, più trasparente, più partecipata e più vicina ai bisogni reali delle persone. Sosterremo le scelte che rafforzano le prestazioni, allargano le tutele, consolidano la sostenibilità e valorizzano la natura mutualistica dello strumento. Allo stesso tempo continueremo a chiedere più controllo, più programmazione, più qualità nei processi e più democrazia nelle decisioni.


Il bilancio 2025 conferma una Cassa solida e utile. Ora il compito è orientarne l’evoluzione.

Perché la Cassa Mutua Nazionale appartiene alle lavoratrici, ai lavoratori, alle pensionate, ai pensionati e alle loro famiglie. E ogni scelta, anche la più tecnica, deve continuare ad avere un solo obiettivo: tutelare meglio la salute delle persone. Il Coordinamento Nazionale FISAC CGIL Credito Cooperativo

Scarica il PDF di Cassa Mutua Nazionale approvato il bilancio di esercizio anno 2025

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