ViViBanca chiude Padova e trasferisce 7 lavoratori a Torino: la Fisac Cgil respinge la scelta unilaterale

Una procedura chiusa senza accordo

La chiusura della procedura ex art. 19 del CCNL Credito da parte del Gruppo ViViBanca segna un passaggio grave nella vertenza che riguarda la sede di Padova. L’azienda ha comunicato unilateralmente la conclusione del confronto, decidendo di procedere senza accordo e ignorando le richieste di tutela avanzate dal sindacato.

Una scelta che la Fisac Cgil Torino Piemonte respinge con fermezza, perché scarica sulle lavoratrici e sui lavoratori gli effetti di una riorganizzazione aziendale presentata come necessaria per ragioni di efficienza e contenimento dei costi.

Sette trasferimenti coatti da Padova a Torino

Il punto più critico riguarda il destino di 7 lavoratrici e lavoratori della sede di Padova, ai quali viene imposto il trasferimento verso Torino, a quasi 400 chilometri di distanza. Solo 3 risorse verrebbero ricollocate sul territorio, in una nuova succursale di Padova dalle dimensioni fortemente ridotte.

Dietro la formula burocratica del trasferimento ci sono persone, famiglie, relazioni sociali, equilibri economici e di vita. Uno spostamento coatto di questa portata non può essere considerato una semplice misura organizzativa: rischia di trasformarsi, nei fatti, in uno sradicamento imposto.

Il costo della riorganizzazione non può ricadere sui lavoratori

ViViBanca richiama esigenze di contenimento dei costi e miglioramento dell’efficienza. Ma il tema vero è un altro: non si possono far quadrare i bilanci aziendali scaricando il prezzo della riorganizzazione sulle lavoratrici e sui lavoratori.

Il lavoro non è una variabile tecnica da spostare su una mappa. Ogni decisione che incide così profondamente sulla vita delle persone deve essere affrontata con responsabilità, confronto reale e disponibilità a utilizzare tutti gli strumenti contrattuali e organizzativi utili a ridurre l’impatto sociale.

Una scelta che apre una questione di dignità

La chiusura della sede di Padova e il trasferimento coatto verso Torino pongono una questione che va oltre il singolo caso aziendale. In gioco c’è il modo in cui le riorganizzazioni vengono gestite nel settore del credito: con il confronto e la ricerca di soluzioni condivise, oppure con atti unilaterali che mettono le persone davanti al fatto compiuto.

Per la Fisac Cgil, la tutela dell’occupazione, della dignità professionale e della vita personale delle lavoratrici e dei lavoratori non può essere subordinata a logiche puramente contabili.

La Fisac Cgil: la chiusura formale non ferma l’azione sindacale

La Fisac Cgil Torino Piemonte esprime piena solidarietà alle colleghe e ai colleghi coinvolti e conferma che la chiusura formale della procedura non ferma l’iniziativa sindacale.

L’obiettivo resta l’apertura di un confronto vero, capace di individuare soluzioni sostenibili, tutelare tutti i posti di lavoro e impedire che la riorganizzazione si traduca in un sacrificio imposto alle persone.

La Fisac Cgil continuerà a stare al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori di Padova, perché il profitto non può essere pagato con lo sradicamento, l’incertezza e la compressione dei diritti.

Pulsante per tornare all'inizio