Puglia: presentati i dati economici di Bankitalia

By: Beatrice Murch

da repubblica.it – A voler guardare il bicchiere mezzo pieno, va registrata una maggiore tenuta dell’economia pugliese rispetto alle altre regioni del Mezzogiorno, anche se in termini generali la situazione del credito in regione non è rimasta immune dalla crisi che sta colpendo la Penisola. Del resto, lo scorso anno il valore aggiunto nel Tavoliere è tornato in terreno negativo per effetto della diminuzione della domanda interna e del rallentamento di quella estera, interrompendo la debole ripresa del biennio precedente. Secondo un’indagine della Banca d’Italia, il fatturato a prezzi costanti è diminuito di circa il 2% soprattutto a causa del cattivo andamento registrato dagli stabilimenti locali di aziende del Centro Nord o estere. La difficile situazione ha impatto sulla situazione del credito, che ha subito uno stop dopo anni di crescita. L’ultimo studio di Bankitalia sull’economia regionale sottolinea che i prestiti alle imprese hanno ristagnato risentendo della debolezza della domanda, soprattutto di quella legata agli investimenti. Dopo il forte irrigidimento nell’autunno del 2011, le condizioni di accesso al credito sono rimaste tese, ma le banche hanno mantenuto atteggiamenti differenziati verso imprese caratterizzate da diversi profili di rischiosità. L’istituto di Palazzo Koch sottolinea che la recessione ha provocato un deterioramento della qualità del credito specie nel settore manifatturiero e delle costruzioni — capisaldi dell’economia regionale — con
un aumento dei prestiti in sofferenza e di quelli incagliati. L’espansione dei prestiti a residenti in regione, che si era progressivamente attenuata dalla seconda metà del 2011, si è quasi annullata nel corso del 2012 (0,1 per cento a dicembre sui dodici mesi) e la dinamica è divenuta negativa nei primi mesi del 2013 (-0,8% a marzo in base a dati provvisori). Nel loro complesso, i prestiti bancari alla clientela regionale hanno comunque registrato un andamento meno sfavorevole rispetto sia al Mezzogiorno, sia alla media nazionale, per effetto principalmente del migliore andamento presso le imprese. Quanto ai diversi settori, le difficoltà nell’accesso ai finanziamenti sono rimaste più accentuate per le imprese del comparto delle costruzioni rispetto alle altre, con l’inasprimento che è stato attuato principalmente attraverso l’aumento del costo medio dei finanziamenti. «Sull’andamento del credito delle banche a imprese e famiglie consumatrici ha influito sia la persistente debolezza della domanda sia le condizioni dell’offerta ancora tese», commenta Francesco Prota, docente di macroeconomia dell’Università degli Studi di Bari, che lascia sospeso il giudizio per i prossimi mesi: «Purtroppo la situazione rimane difficile. Nonostante l’affievolirsi delle tensioni connesse con il periodo più acuto della crisi del debito sovrano, le condizioni di offerta sui prestiti alle imprese non si sono allentate. Le politiche seguite nell’erogazione dei prestiti rimangono nel complesso selettive, a causa soprattutto della situazione economica generale e dell’elevata rischiosità di specifici settori e imprese». Un discorso che vale non solo per la Puglia, ma per tutta la Penisola. Come provare a invertire la rotta? Le ricette magiche non esistono, ma Marco Jacobini, presidente della Banca Popolare di Bari, prova a disegnare gli sviluppi futuri, partendo dalla considerazioni che ci troviamo nel mezzo di un circolo vizioso dal quale è molto complicato uscire: «I rigorosi interventi di risanamento adottati per mettere in sicurezza il sistema a fine 2011, pur essendo stati necessari anche per rispettare i parametri impostici, hanno inciso profondamente e negativamente sulla dinamica del prodotto interno. Oggi, forse, questa logica deve essere superata con l’adozione di politiche economiche ispirate a rilanciare consumi e investimenti delle imprese, così come delle famiglie, agendo in compensazione intervenendo radicalmente sulla spesa pubblica improduttiva». Al di là degli auspicati interventi delle istituzioni, la base per ripartire arriva dalle numerose eccellenze imprenditoriali presenti sul territorio, «che costituiscono il tessuto connettivo per costruire una nuova piattaforma verso la crescita economica — osserva Jacobini — Il sistema bancario dovrà, da un lato, accompagnare le imprese già pronte in questo percorso e, dall’altro, contribuire ad ampliare il numero di quelle potenzialmente in grado di superare con successo questa sfida». La Popolare di Bari si sta muovendo in questa direzione con servizi che vanno aldilà della offerta tradizionale, «dall’advisory sulla gestione finanziaria all’internazionalizzazione, alla ricerca di canali di finanziamento alternativa al classico indebitamento bancario », conclude Jacobini. Nella foto qui sopra Marco Jacobini, presidente della Banca Popolare di Bari