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Abbiamo appreso con un misto di sorpresa e incredulità di quanto riportato nel comunicato diffuso da alcune sigle sindacali lo scorso 3 luglio, in merito all’incontro tenutosi tra le Scriventi RSA e l’azienda sui profili professionali.
Da quanto emerge dal comunicato l’Azienda avrebbe riferito che “nel corso del primo tavolo negoziale, le OO.SS. confederali avrebbero dichiarato la propria indisponibilità ad aprire un vero confronto sulla revisione dell’Allegato 2-bis del CCAL 2024-2026 (“Famiglie e profili professionali”). Secondo quanto riferito dalla delegazione trattante aziendale, le OO.SS. confederali avrebbero espresso la volontà di mantenere sostanzialmente invariato l’attuale sistema professionale, limitandosi eventualmente ad alcuni ritocchi su singole situazioni, operando di volta in volta con semplici richieste all’ufficio Capitale Umano, rinviando qualsiasi revisione organica del sistema professionale al prossimo rinnovo del CCAL”.
Preliminarmente, le scriventi OO.SS. reputano inaccettabili e stigmatizzano con forza le dichiarazioni dell’Azienda che, se così come rappresentato, risulterebbero false e infondate. Sulla gravità di quanto emerso, che ha l’obiettivo di minare la credibilità delle organizzazioni sindacali confederali, ci riserviamo, coinvolgendo i diversi livelli di rappresentanza, di prendere gli opportuni provvedimenti per ristabilire le corrette relazioni sindacali.
Riteniamo quindi opportuno chiarire alcuni fatti oggettivi, affinché le lavoratrici e i lavoratori possano formarsi un’opinione sulla base di quanto realmente accaduto.
Nessuna chiusura al confronto
Nel corso dell’incontro le RSA FISAC CGIL, FIRST CISL e UILCA UIL hanno ribadito la propria piena disponibilità a proseguire il confronto sulla materia dei Profili, evidenziando tuttavia il forte ritardo accumulato dall’Azienda nell’apertura del tavolo. Da parte nostra non vi è stata alcuna indisponibilità al dialogo, né alcuna volontà di interrompere il negoziato. E le Parti, al termine della riunione, hanno concordato di aggiornare l’incontro.
La questione riguarda il merito della proposta
Le RSA hanno rappresentato una posizione molto chiara: la richiesta sindacale è sempre stata quella di correggere criticità e incoerenze dell’attuale sistema dei profili professionali, non quella di riscriverne integralmente l’impianto.
La bozza illustrata dall’Azienda propone invece un modello che tende a sovrapporre rigidamente profili professionali, categorie e declaratorie contrattuali. È precisamente questo il punto di metodo che abbiamo portato all’attenzione dell’azienda, su cui abbiamo espresso legittime riserve e richieste di modifica.
Profili professionali e categorie contrattuali non sono la stessa cosa
Le RSA hanno evidenziato che le declaratorie contrattuali già disciplinano autonomia, responsabilità, complessità organizzativa, coordinamento e relazioni funzionali. I profili professionali dovrebbero invece identificare e valorizzare le competenze, le conoscenze specialistiche e le professionalità presenti in Azienda.
Sovrapporre questi due livelli rischia di impoverire il sistema professionale anziché renderlo più efficace.
Una revisione di tale portata richiede tempi e approfondimenti adeguati
La proposta aziendale interviene sull’intero impianto del sistema professionale e produce potenziali effetti su tutto il personale. Per questa ragione queste RSA hanno chiesto di affrontare il tema con il necessario approfondimento, procedendo ad una verifica puntuale famiglia professionale per famiglia professionale e profilo per profilo.
IPO: la ragione dello stallo
Sul tema IPO, inoltre, occorre ribadire che queste RSA hanno formulato il 18 giugno una proposta concreta e responsabile per superare le criticità presenti nel testo aziendale, con particolare riferimento all’assenza di criteri oggettivi per il riconoscimento della componente variabile delle funzioni poste a diretto riporto della Presidente e per la decorrenza del riconoscimento dell’indennità.
L’Azienda ci ha comunicato lo scorso 2 luglio, e solo dopo nostra sollecitazione, di non voler prendere in considerazione tale proposta, determinando una situazione grave e preoccupante.
In tale situazione, attribuire alle Organizzazioni Sindacali la responsabilità della mancata sottoscrizione dell’accordo appare quantomeno infondato. Chiariamo che resta comunque salva la possibilità da parte aziendale di procedere secondo quanto previsto dalla normativa, erogando l’indennità nei confronti dei colleghi aventi diritto.
Telelavoro
Queste RSA hanno lavorato per determinare nell’ultimo mese una serie di miglioramenti oggi recepiti e presenti nella bozza concordata con l’azienda.
Abbiamo concluso il negoziato sul Telelavoro comunicando all’azienda la nostra disponibilità alla firma non appena sarà complessivamente e fattivamente avviato il confronto sulle diverse problematiche alla base della proclamazione dello stato di agitazione da parte dell’Assemblea Generale di lavoratrici e lavoratori.
Le RSA restano disponibili a sottoscrivere accordi equilibrati, trasparenti e sostenibili -nell’interesse esclusivo di lavoratori e lavoratrici- ed auspicano che l’Azienda dimostri la medesima disponibilità al confronto e alla ricerca di soluzioni condivise.
Precisato quanto sopra, vorremmo raccomandare un po’ più di prudenza nell’esprimere giudizi nei confronti delle Scriventi, soprattutto quando questi ultimi siano privi di fondamento. Fare sindacato significa compiere l’esercizio della prudenza in tutto quello che si fa e si dice. Non si firma per darsi un tono o per compiacere e compiacersi, si firma quando gli elementi di trattativa sono tutti conclusi e definiti.
Peraltro, se le altre sigle sindacali sono convinte di poterlo fare e ne hanno i requisiti si accomodino a firmare ciò che credono più opportuno. Tali accadimenti non fanno che rafforzare la convinzione della scelta fatta a suo tempo nel chiedere la separazione dei tavoli di trattativa.
Le RSA Fisac Cgil, First Cisl, Uilca Uil stanno sempre dalla medesima parte, ossia quella che cura e tutela gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori di Sviluppo Lavoro Italia.
RSA FISAC CGIL – FIRST CISL – UILCA UIL
di Sviluppo Lavoro Italia


