(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Roma, 22 feb – Il salvataggio di Banca Progetto, oramai quasi in
porto, conclude un biennio di superlavoro per la Vigilanza dela Banca d’Italia, alle prese
con piu’ di un ‘nodo’ nel variegato mondo delle banche meno significative, quelle
direttamente vigilate da via Nazionale. Al congresso degli operatori finanziari, a Venezia, il
Governatore, Fabio Panetta, ha rivolto l’analisi al buon stato di forma delle grandi banche
senza accenni critici, come era prevedibile, ad alcun caso problematico in casa. Tuttavia
l’attenzione che Panetta, profondo conoscitore del settore, ha rivolto nei mesi scorsi al
dossier Banca Progetto, istituto che in caso di default rischiava di fare pagare a tutte le
banche italiane attraverso il Fitd oltre 6 miliardi di depositi protetti, rappresenta la cartina
di tornasole di un pressing che via Nazionale ha dovuto esercitare per fare fronte a una
serie di casi problematici.
Tra gli addetti ai lavori c’è la percezione di un incremento della frequenza dele ispezioni
negli ultimi due anni da parte degli uomini del Dipartimento guidato da Giuseppe Siani.
L’anno scorso, poi, il potenziale rischio sistemico del dossier Banca Progetto, che ha
creato qualche imbarazzo per non essere stato intercettato con estremo tempismo, ha
probabilmente indotto ad un’ulteriore stretta nelle valutazioni nei confronti delle altre less
significant. Via Nazionale certamente non ha esitato ad attivare misure draconiane come
il ‘removal’ per i cambi di governance, leva piu’ efficace ed immediata che manda in
soffitta le prassi del’altro secolo, risultate inefficaci come emerso dalle gravi crisi dello
scorso decennio, con la liquidazione delle Venete, che venivano riassunte con il termine
‘moral suasion’.
Tra i casi aperti, al netto dei riflettori della cronaca accesi su Bff Bank, c’è l’onda lunga di
un’ispezione (iniziata nel febbraio ’25 e conclusasi dopo qualche mese) che ha riguardato
Banca del Fucino. L’esame sul’istituto romano, approfondito come è prassi, ha portato,
dopo mesi di valutazione, a un giudizio parzialmente sfavorevole, con la richiesta di un
piano di rimedio che la banca, guidata dal’amministratore delegato Francesco Maiolini
dovrebbe varare a breve. Da via Nazionale sarebbe stata chiesta particolare cautela nella
valutazione dei crediti erogati al comparto fotovoltaico. L’effetto e’ stato quello di
‘congelare’ l’acquisizione di Cassa di Orvieto dal gruppo Mediocredito Centrale.
Un’operazione per cassa, annunciata nel gennaio 2025 e che è ancora congelata in attesa
che le richieste di rimedio via Nazionale vengano messe in pratica.
Ggz
(RADIOCOR) 22-02-26 11:03:44 (0175) 5 NNNN
12 2 minuti di lettura