Fisac Imperia: tagliatori di teste

C’era una volta Intesa Sanpaolo: una banca che investiva sulle persone, valorizzava le competenze e curava il clima interno delle filiali. Oggi, di quel modello non resta più nulla, travolto da una folle e cieca rincorsa al budget.

Pressioni commerciali e organici sempre più ridotti

Mentre le pressioni commerciali aumentano a dismisura, gli organici continuano a ridursi. Chi resta è costretto a correre il doppio, lavorando in condizioni insostenibili: ai ritmi esasperanti si aggiunge ora il peso del caldo estivo, rendendo gli uffici un ambiente invivibile.

Stress, dimissioni e un clima al limite del collasso

La situazione è arrivata al limite del collasso: molti colleghi cedono fisicamente e psicologicamente sotto il peso dello stress, mentre altri scelgono direttamente di rassegnare le dimissioni, accettando persino di cambiare settore pur di fuggire da questa realtà.

Il silenzio dei vertici

La risposta dei vertici di fronte a questa fuga di massa e malessere? Il silenzio. Il personale non viene sostituito, nell’impavida illusione che si possa continuare a produrre gli stessi profitti tagliando continuamente le risorse.

È proprio questa la logica dei veri “tagliatori di teste”: consumare chi lavora, considerandolo un semplice costo da eliminare e non un valore da tutelare.

Dietro i numeri ci sono le persone

Dietro ogni numero c’è una persona che salta la pausa, che regge l’impatto con la rabbia della clientela e che sacrifica la propria salute per mandare avanti una agenzia mezza vuota.

Le filiali non si gestiscono con gli slogan. I budget non si raggiungono azzerando chi li realizza. Chi produce valore merita rispetto, non di essere consumato fino all’ultima goccia.

FISAC CGIL IMPERIA

 

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