La Fisac Cgil Napoli e Campania denuncia le conseguenze della decisione di Banca Ifis di cedere il comparto NPL (crediti deteriorati) entro la fine del 2026. Secondo il sindacato, la scelta mette a rischio il futuro dei 40 lavoratori della sede di Napoli, inaugurata soltanto nel 2023, e lascia senza risposte centinaia di dipendenti coinvolti nell’operazione.
La cessione del comparto NPL e le preoccupazioni per Napoli
La Fisac Cgil Campania lancia un forte allarme: la cessione del comparto NPL prevista entro dicembre 2026 rischia di compromettere il futuro occupazionale dei lavoratori della sede napoletana.
Il sindacato sottolinea come la struttura, aperta appena tre anni fa, rappresenti un investimento importante sul territorio e una concreta opportunità di rientro per numerosi lavoratori che negli anni avevano lasciato il Sud per motivi professionali.
Quattrocento lavoratori nell’incertezza in tutta Italia
Secondo la nota diffusa dalla segreteria della Federazione dei bancari della Cgil, sono circa 400 i dipendenti coinvolti a livello nazionale dalla decisione dell’istituto.
Se l’attenzione mediatica si concentra soprattutto sul polo di Firenze, dove operano circa 300 addetti, la situazione della sede di Napoli presenta caratteristiche particolarmente delicate.
Per i 40 professionisti che vi lavorano, infatti, l’apertura della sede il 1° marzo 2023 aveva rappresentato un’importante opportunità di rientro nella propria città, dopo anni trascorsi a lavorare nel Nord Italia o in altre regioni.
Per molti di loro quella scelta ha significato ricostruire la propria vita familiare e professionale sul territorio campano. Proprio per questo, l’annuncio della cessione viene vissuto oggi con particolare preoccupazione.
Il sindacato denuncia il silenzio dell’azienda
Secondo la Fisac Cgil, ad aggravare ulteriormente il clima di incertezza è l’assenza di informazioni concrete sul futuro del comparto.
Dopo il comunicato con cui Banca Ifis ha annunciato la dismissione delle attività NPL entro dicembre 2026, non sarebbero stati forniti chiarimenti sulle modalità dell’operazione né sulle garanzie per i lavoratori.
Ai dipendenti, riferisce il sindacato, sarebbe stato semplicemente chiesto di “attendere che passi l’estate”, motivando il rinvio con il rallentamento fisiologico delle trattative durante il periodo estivo.
Per la Fisac Cgil si tratta di una risposta insufficiente e inaccettabile, soprattutto in assenza di certezze sulla tutela dell’occupazione e sul mantenimento della sede di Napoli da parte dell’eventuale nuovo acquirente.
La richiesta: garanzie occupazionali e tutela della sede di Napoli
Il timore espresso dalla Fisac Cgil è che la sede napoletana possa essere ridimensionata o sacrificata nell’ambito della futura operazione di cessione.
Per questo il sindacato chiede che i lavoratori non vengano considerati semplicemente numeri, ma che siano garantiti i loro diritti e la continuità occupazionale.
Secondo la Fisac Cgil, la cessione di un asset aziendale non può tradursi nella compromissione dei progetti di vita di decine di famiglie. L’organizzazione sindacale chiede quindi che Banca Ifis assuma un impegno concreto a tutela del futuro dei lavoratori, garantendo la continuità della sede di Napoli anche con la nuova proprietà.
Per il sindacato, dopo aver investito sul territorio e favorito il rientro di numerosi professionisti nella propria città, la banca deve farsi carico delle conseguenze sociali della scelta industriale, assicurando adeguate garanzie occupazionali ai dipendenti coinvolti.