
PER NON DIMENTICARE!
È notte, quel 4 agosto 1974, quando nei pressi della stazione di San Benedetto Val di Sambro, una bomba esplode sull’Espresso 1486 diretto a Monaco di Baviera.
Moriranno dodici persone.
Attorno all’una del mattino del 4 agosto 1974, all’uscita dalla galleria degli Appennini, nei pressi della stazione di San Benedetto Val di Sambro (Bologna), un ordigno ad alto potenziale esplode nella quinta vettura del treno Espresso 1486 Italicus diretto a Monaco di Baviera, determinando la morte di 12 viaggiatori e il ferimento di moltissimi altri.
L’ attentato viene rivendicato con un volantino che recita: “Abbiamo voluto dimostrare alla nazione che siamo in grado di mettere le bombe dove vogliamo, in qualsiasi luogo, dove e come ci pare (…) seppelliremo la democrazia sotto una montagna di morti”.
La seduta della Camera dei deputati del giorno successivo è sospesa in segno di lutto.
Il presidente Sandro Pertini sarà tristemente e nuovamente costretto a dire:
Onorevoli colleghi, ancora una volta ci raccogliamo e pieghiamo commossi e sdegnati sulle vittime innocenti e le enormi sofferenze causate da una nuova efferata e cinica strage. Vittime innocenti e ignare sono cadute stroncate dall’attuazione di un lucido disegno che, da piazza Fontana a Milano a piazza della Loggia a Brescia, sul treno a San Benedetto in Val di Sambro rivela gli obiettivi di una unica strategia: utilizzare la tensione, il terrore e la strage per sovvertire con la violenza le istituzioni della nostra Repubblica democratica e antifascista. Con animo ferito e profondamente commosso esprimiamo, a nome del popolo italiano che qui rappresentiamo, il nostro intimo cordoglio ai parenti delle vittime innocenti e la nostra piena, umana, affettuosa solidarietà ai feriti e ai loro congiunti così duramente colpiti da questa infame tragedia. Ma commozione, esecrazione e sdegno rimarrebbero sterili e vuote parole se non fossero seguiti dall’impegno operante di stroncare e chiudere definitivamente questa inumana catena di orrendi delitti. Occorrono azioni decisive e risolutive contro chi è mosso da un odio tanto tenace: l’odio per la democrazia e la pace sociale, l’odio per le nostre libere istituzioni che rappresentano il popolo e quindi l’odio verso il nostro popolo stesso, che tante prove ha saputo dare e dà di civile convivenza, di democratica unità, di profonda, unitaria coscienza antifascista.”
( da Collettiva )