
“Balbo t’è pasè l’Atlantic mo miga la Pèrma”
In questi giorni d’agosto, centoquattro anni fa, Parma scopriva che la democrazia può essere anche una faccenda di pietre, assi di legno e mani nude.
Mentre l’Italia liberale vacillava sotto i colpi dello squadrismo fascista, nei vicoli dell’Oltretorrente per sette giorni, dal 1° al 6 di quel mese d’estate 1922, operai, artigiani, donne, reduci di guerra e militanti delle organizzazioni popolari trasformarono un intero quartiere in una fortezza improvvisata.
In difesa delle postazioni c’era Guido Picelli, comandante degli Arditi del Popolo, stratega e anima di un’insurrezione che con 350 tra uomini, donne e ragazzini fermò i diecimila capomanipoli di Farinacci e Balbo.
La gloriosa resistenza della gente dei rioni popolari di Parma, organizzati dagli Arditi del Popolo e da Guido Picelli, respinsero le squadracce fasciste.
( da “Patria Indipendente” )
Oggi, come allora, dobbiamo ribadire il nostro impegno e la nostra lotta a difesa della democrazia, della libertà e della giustizia sociale, contro tutti i fascismi!