
UNA TRAGEDIA CHE CONTINUA A PARLARE AL PRESENTE
Settant’anni sono un arco di tempo sufficiente perché un evento possa affievolirsi nella memoria collettiva. Marcinelle, invece, resta un punto di riferimento imprescindibile, perché le grandi questioni che quella tragedia ha drammaticamente messo in luce, gli interessi economici anteposti alla sicurezza nei luoghi di lavoro, le migrazioni per lavoro, la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, rimangono ancora oggi aperte.
SICUREZZA SUL LAVORO E MIGRAZIONI, TEMI ANCORA ATTUALI
Il tema della sicurezza continua a essere di drammatica attualità. Le morti sul lavorocolpiscono ancora ogni anno centinaia di lavoratrici e lavoratori, dimostrando come la tutela della vita non possa mai essere considerata un costo da ridurre o un ostacolo al profitto. Dalle miniere ai cantieri, dai campi alle fabbriche, il diritto a tornare a casa dopo il lavoro rappresenta ancora una delle grandi sfide del nostro tempo.
La storia di quei minatori è la storia di uomini costretti a lasciare il proprio Paese per cercare un salario e un futuro migliore. Una vicenda che richiama le migrazioni contemporanee, quando migliaia di persone continuano a partire per sfuggire alla guerra, alla fame, alle disuguaglianze e agli effetti della crisi climatica.
Cambiano i luoghi e le rotte, ma non la ricerca di dignità attraverso il lavoro.
“MAI PIÙ”
Ricordare Marcinelle significa riaffermare che lavoro sicuro, dignità e diritti devono continuare a essere i pilastri dell’Europa.
Per questo, a settant’anni di distanza, il messaggio resta lo stesso:
Mai più morti sul lavoro, mai più lavoratrici e lavoratori costretti a scegliere tra la propria vita e il proprio futuro, mai più un’Europa che dimentichi il valore del lavoro e dei diritti.
( da Collettiva )