ANPI: Strage nazifascista di Sant’Anna di Stazzema

NIENTE E NESSUNO SARÀ DIMENTICATO!

Sant’Anna di Stazzema 
 
All’alba del 12 agosto 1944 quattro compagnie del 2° Battaglione della 16° Divisione SS Panzergrenadier-Division “Reichsführer-SS”, comandate dal criminale di guerra nazista Max Simon, e accompagnate da collaborazionisti fascisti della Repubblica Sociale Italiana, circondarono il paese di Sant’Anna di Stazzema impedendo anche l’accesso a valle, e sterminarono l’intera popolazione civile in uno dei più atroci, efferati e barbari crimini che i nazifascisti hanno compiuto in Italia durante l’occupazione 1943-1945. 
Furono uccisi 560 civili: per lo più donne, anziani e tanti bambini, più di cento, metà dei quali sotto i 10 anni. 
 
Anna aveva solo 20 giorni! 
 
Non si trattò di rappresaglia, ma di un vero e proprio atto terroristico, un crimine di guerra nazifascista, sottolineo nazifascista, premeditato e curato in ogni dettaglio per annientare la volontà della popolazione con il terrore.
L’obiettivo era quello di “bonificare il territorio”, distruggere il paese e sterminare la popolazione per rompere ogni collegamento fra i civili e le formazioni partigiane presenti nella zona.
 
Ricordare la strage di Sant’Anna di Stazzema non è solo commemorazione e comunque non ci stancheremo mai di farlo.
Ricordare quella strage e’ memoria, e’ riprendere e rilanciare la memoria, farla diventare azione. 
La memoria oltre al monito e al dovere del ricordo, oltre la retorica celebrativa.
La memoria è una bussola che ci orienta nel presente e diventa azione per far sì che quanto è successo nel passato non debba accadere mai piu!
Quel che avvenne in quei luoghi nel ‘44 ci insegna che nessuna conquista di libertà e di democrazia è per sempre!
Le guerre che ci circondano oggi ne sono la più viva e drammatica dimostrazione.
Le guerre non escludono nessuno, i civili diventano obiettivi primari di ogni conflitto.
Per questo continueremo a gridare NO alla guerra, NO al genocidio del popolo palestinese che continua nell’indifferenza del mondo, NO alle barbarie e alla sopraffazione.
Dobbiamo praticare quotidianamente i valori dell’antifascismo per la costruzione di una democrazia pluralista e sociale alla cui base sta la nostra Costituzione, vero progetto di società!
Ancora una volta riprendiamo le parole di Primo Levi:
“ Se comprendere e’ impossibile, conoscere e’ necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare.”
 

MAI PIÙ FASCISMI!

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