
8 agosto 2026 – Come Sezione aziendale ANPI “Angela Michelini /Oltre” di Genova, esprimiamo il nostro dissenso rispetto al comunicato congiunto ANPI Nazionale – UCEI (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane) dello scorso 28 luglio, perché pensiamo non sia stata espressa con sufficiente chiarezza una condanna delle politiche di guerra e delle gravissime violazioni dei diritti umani che colpiscono le popolazioni palestinesi, libanesi e iraniane: i valori fondativi della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza – la pace, la libertà, l’uguaglianza, la democrazia e il ripudio della guerra sancito dall’articolo 11 –impongono maggiore fermezza.
L’ANPI è nata dalla Resistenza e la sua ragion d’essere è la difesa della libertà, della democrazia, della pace e del ripudio della guerra. Per questo, pur comprendendo la necessità del dialogo, consideriamo inaccettabile ogni formulazione che non affermi pienamente tali principi o che si presti a operazioni di convenienza politica.
La legittima partecipazione della comunità ebraica alle celebrazioni del 25 aprile non può essere confusa con il sostegno alle scelte del governo israeliano. La memoria della Resistenza non può essere utilizzata per giustificare politiche fondate sulla guerra, sull’occupazione e sulla negazione dei diritti di altri popoli.
Quanto avvenuto nelle manifestazioni del 25 aprile, con la presenza di esponenti che esibivano simboli e riferimenti di sostegno a Benjamin Netanyahu e Donald Trump e che contestavano la presenza delle bandiere palestinesi, rappresenta una forzatura incompatibile con lo spirito unitario e antifascista della Liberazione.
Chiediamo all’ANPI nazionale di riaffermare senza esitazioni l’autonomia dell’Associazione da ogni governo e da ogni nazionalismo, riaffermando con forza che il 25 aprile appartiene a chi si riconosce nei valori della Resistenza e della Costituzione: antifascismo, pace, giustizia, autodeterminazione dei popoli e difesa della dignità umana.
Non possiamo essere trascinati in contrapposizioni identitarie né consentire che la nostra storia e i nostri valori fondanti vengano utilizzati per attenuare la critica verso politiche di guerra. Essere fedeli alla Resistenza significa opporsi a tutte le guerre e a tutte le forme di oppressione, ovunque esse si manifestino.
Sezione ANPI aziendale
Angela Michelini / Oltre
di BPER Genova