Bamca d’Italia: Assistenza Sanitaria

Costruire una soluzione, tutelare davvero colleghe e colleghi

https://www.fisacbancaditalia.it – 14 settembre 2026

Consapevoli della delicatezza della situazione, riteniamo che in questa fase si debba mantenere un atteggiamento collaborativo, responsabile e costruttivo. La priorità è garantire a tutte e tutti la continuità di un benefit importantissimo come la nostra assistenza sanitaria, assicurandone sostenibilità e qualità, senza scaricare semplicemente sui colleghi l’aumento dei costi.

 

 

LA PROPOSTA BANCA

Per questo riteniamo che i correttivi proposti debbano essere profondamente riequilibrati.

Stiamo rappresentando all’Amministrazione, durante l’incontro, la richiesta di franchigie molto più contenute nella rete convenzionata, che deve essere realmente conveniente, e di un massimale annuo di spesa a carico dell’assistita/o, perché lo scopo di un’assicurazione è prima di tutto tutelare i suoi aderenti dal rischio di sostenere migliaia di euro di spese proprio nell’eventualità di una malattia grave e dalle cure onerose. Le ipotesi oggi sul tavolo arrivano invece, per i dipendenti, a prevedere sui ricoveri in rete scoperti con massimali fino a 3.000 o 5.000 euro: una prospettiva che riteniamo incompatibile con la funzione stessa di una copertura sanitaria collettiva.

SOLUZIONI NUOVE

Accanto ai correttivi economici servono però anche soluzioni nuove. Stiamo condividendo la proposta di introdurre, come è comune nelle polizze collettive, una diaria sostitutiva da ricovero per chi sceglie il Servizio Sanitario Nazionale per gli interventi: tale previsione assicura alla persona un ristoro per le spese indirette e i disagi della degenza, riducendo la pressione sul rapporto sinistri/premi. Nella stessa logica va valutata la possibilità di spostare sul welfare aziendale alcune prestazioni oggi scarsamente efficaci, come i 200 euro per le lenti, e di rivedere il rimborso odontoiatrico fuori rete, privilegiando una tutela più consistente nella rete convenzionata.

Stiamo chiedendo inoltre di rafforzare la protezione proprio nei casi più gravi, valutando l’innalzamento dell’attuale massimale generale di 300.000 euro a 320.000/350.000 euro. È una garanzia che statisticamente incide poco sui costi complessivi, ma che può diventare decisiva per la singola persona colpita da una patologia particolarmente grave.

DATI E CONFRONTO

Infine, non possiamo arrivare alla prossima gara rincorrendo nuovamente i problemi. Proponiamo fin da ora un tavolo tecnico permanente, con verifica almeno semestrale, che analizzi andamento della polizza, utilizzo delle prestazioni, costi, criticità della rete e rapporto tra premi e sinistri. I prossimi due anni devono servire a costruire per tempo un capitolato solido e realmente orientato alla tutela di dipendenti e pensionati, così da arrivare alla futura gara con condizioni, priorità e garanzie definite e non negoziate nell’emergenza.

QUELLO CHE SERVE

In una fase così delicata non serve il populismo acchiappa-deleghe, né la gara a chi promette che nulla debba cambiare. Serve assumersi la responsabilità di trovare soluzioni concrete: difendere la nostra assistenza sanitaria, migliorarla dove possibile e fare in modo che ogni euro destinato alla polizza produca la maggiore tutela possibile.

La sanità integrativa va difesa con proposte serie: sostenibile, ma costruita prima di tutto per tutelare la salute e la serenità delle persone.

Roma, 11 settembre 2026

Le Segreterie First Cisl – Fisac Cgil Banca d’Italia

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