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RINNOVO DEL CONTRATTO INTEGRATIVO AZIENDALE:
Servono risposte concrete, non
operazioni di immagine
Dopo lo sciopero della scorsa primavera e un faticoso riavvio delle trattative, è finalmente ripresa la negoziazione sindacale con l’azienda sul tema del Contratto Integrativo Aziendale (CIA), con un primo incontro già avvenuto e altri programmati nelle prossime settimane.
Nel frattempo, alla luce del diffuso e crescente malcontento tra i colleghi per la mancanza di risposte concrete alle problematiche più volte segnalate, è stata lanciata un’ampia operazione che, tramite la comunicazione diretta, dovrebbe migliorare l’immagine aziendale presso i colleghi. Tale operazione, alla quale appaiono destinate importante energie e risorse, vede impegnato il management fino ai massimi livelli ed è stata dettagliata nel recente Town Hall, durante il quale è stata richiamata anche la trattativa sul CIA.
È tuttavia doveroso informare i colleghi che quanto finora proposto dall’azienda alle Organizzazioni Sindacali è ben lontano dal rappresentare quel cambio di passo che la situazione richiederebbe. Al di là degli annunci e delle aspettative create, le proposte avanzate fino a questo momento appaiono come una mera revisione marginale delle posizioni precedenti, senza una reale disponibilità a confrontarsi nel merito delle richieste formulate dalle rappresentanze dei lavoratori.
Per queste ragioni, il giudizio sullo stato attuale della trattativa resta ampiamente negativo.
Al di là delle strategie comunicative, ancora una volta si allude a non meglio precisati vincoli esterni che evidentemente fanno riferimento alla rigida politica di contenimento dei costi dettata dalla direzione centrale del Gruppo a Parigi. Ancora una volta, però, non si fa riferimento alle straordinarie performance periodicamente annunciate, specialmente nel caso delle aziende italiane, che mostrano incrementi reddituali record ai quali però non fanno riscontro ricadute positive sul piano salariale e contrattuale a vantaggio dei colleghi del nostro Paese.
Come Organizzazioni Sindacali abbiamo scelto fin dall’inizio di adottare un approccio concreto, responsabile e orientato alla ricerca di soluzioni. Abbiamo utilizzato tutti gli strumenti propri della contrattazione integrativa proponendo meccanismi premiali capaci, da una parte, di riconoscere adeguatamente il contributo dei colleghi e, dall’altra, di farlo in contesti specifici come quello attuale, caratterizzato da eccezionali incrementi di redditività.
Abbiamo inoltre evidenziato la necessità di riconoscere il periodo di vacanza contrattuale determinato dal mancato rinnovo del CIA ormai scaduto, così come prevedere, in vista del rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Credito, il totale non assorbimento degli aumenti economici che verranno riconosciuti a livello nazionale.
E’ quindi evidente che la nostra proposta non si limita ad una semplice rivendicazione economica, ma un insieme organico di strumenti sui quali costruire un riconoscimento adeguato al contributo dei colleghi ed ai risultati ottenuti dal Gruppo. Con questa impostazione abbiamo invitato l’Azienda a confrontarsi con una visione moderna, equilibrata e lungimirante delle relazioni sindacali.
Ora spetta all’Azienda scegliere se confrontarsi realmente sul merito delle proposte, mettendo sul tavolo risposte coerenti con le condizioni economiche del Gruppo e con il contributo dato dalle persone, oppure se intraprendere, come nella scorsa primavera, la strada della contrapposizione per difendere un’austerità salariale – per molti, ma non per tutti – che veramente non ha ragione di essere.
Il CIA è evidentemente il documento base della contrattazione in azienda: solo una sua chiusura positiva consentirà di poter affrontare in maniera proficua il merito delle questioni su tutti gli altri tavoli di negoziazione aperti.
La disponibilità al confronto da parte sindacale è stata dimostrata concretamente. Ora attendiamo dall’azienda un segnale altrettanto concreto, nella consapevolezza che ulteriori rinvii o tattiche dilatorie non potranno essere accettati.


