
I risultati del credito cooperativo devono tornare a lavoratori e territori
Roma, 15 ottobre – “La solidità del credito cooperativo deve tradursi in benefici per chi lavora, per le comunità e per l’economia reale. Rafforzare i gruppi bancari non può significare indebolire il radicamento territoriale, l’autonomia delle Bcc e la partecipazione”. È quanto afferma il segretario nazionale della Fisac Cgil, Riccardo Sanna.
Autonomia delle BCC, partecipazione e mutualità
“I temi posti recentemente dal presidente della Federazione lombarda delle Bcc Azzi – aggiunge – sul rapporto tra capogruppo e banche affiliate, sulla proporzionalità e sul contratto di coesione richiamano un problema reale: le decisioni non possono arrivare dall’alto quando sono già definite. Occorre rafforzare il confronto preventivo, dando voce anche alle lavoratrici e ai lavoratori. Non si può chiedere proporzionalità per le banche e applicare alle persone gli stessi obiettivi commerciali e gli stessi carichi indipendentemente dagli organici e dalle condizioni di lavoro. La mutualità, inoltre, – prosegue il segretario nazionale Fisac – deve essere verificata anche nelle capogruppo, rendendo pienamente operativi i controlli previsti dalla legge. Questa previsione deve essere resa pienamente operativa. La mutualità non può essere controllata solo nelle singole Bcc, lasciando fuori dal campo di osservazione i luoghi nei quali vengono assunte molte decisioni che ne determinano concretamente l’attività”.
Intelligenza artificiale: trasparenza, formazione e confronto sindacale
Quanto all’intelligenza artificiale, prosegue Sanna, “il governo centrale della tecnologia non può diventare un governo unilaterale del lavoro. Prima di automatizzare attività considerate a basso valore aggiunto bisogna valutarne gli effetti su occupazione, competenze e qualità del servizio. Servono trasparenza, controllo umano, formazione certificata durante l’orario di lavoro e confronto sindacale preventivo”.
Rinnovo del contratto nazionale: salario, 35 ore e occupazione
Per il segretario nazionale della Fisac Cgil, “il rinnovo del contratto nazionale sarà il banco di prova. Salario, 35 ore a parità di retribuzione, rafforzamento degli organici, delle professionalità e governo negoziato dell’innovazionesono tasselli di una stessa strategia. La produttività raggiunta dal sistema deve migliorare le condizioni di lavoro e la qualità dei servizi, mantenendo la mutualità al centro del credito cooperativo, anche attraverso una rinnovata bilateralità”, conclude Sanna.
Giorgio Saccoia
Ufficio Stampa Fisac Cgil Nazionale