
Cassa Mutua Nazionale e il futuro delle tutele mutualistiche
L’Assemblea dei rappresentanti dei destinatari di Cassa Mutua Nazionale, tenutasi oggi 20 ottobre 2026 in Roma presso il palazzo di Confcooperative, ha esaminato il rendiconto 2025, il Bilancio Tecnico attuariale e le proposte di aggiornamento del Nomenclatore. Per le lavoratrici ed i lavoratori, il punto è concreto: poter contare su una Cassa capace di rispondere ai bisogni di salute, sostenere le famiglie e garantire continuità di tutela anche dopo il pensionamento.
La FISAC CGIL ha portato nel confronto una posizione precisa: preservare la mutualità nazionale e governarne l’evoluzione, con scelte trasparenti, partecipate e sostenibili. I risultati di bilancio offrono una base positiva; la responsabilità delle parti istitutive è tradurla in tutele adeguate nel tempo.
Salute pubblica e funzione della Cassa
Nel suo intervento, Riccardo Sanna ha posto al centro il diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione: la possibilità di curarsi deve essere garantita a tutte e tutti, indipendentemente dal reddito, dal luogo in cui si vive e dalla condizione lavorativa. Rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale pubblico e universale significa assicurare risorse adeguate, valorizzare il personale, potenziare i servizi territoriali e garantire tempi di accesso compatibili con i bisogni di cura.
In questa prospettiva, la sanità integrativa di origine contrattuale deve mantenere una funzione complementare al servizio pubblico. Come ha sottolineato Sanna, la solidarietà che esercitiamo nella Cassa deve accompagnarsi alla richiesta di un SSN capace di rispondere all’intera comunità: le coperture contrattuali non possono diventare la risposta sostitutiva alle difficoltà della sanità pubblica, lasciando indietro chi ne è privo.
Sanna ha ribadito il valore della dimensione nazionale e solidale della Cassa e della sua governance bilaterale, fondata sulla responsabilità condivisa della parte datoriale e delle rappresentanze sindacali. Ha inoltre richiamato la trasparenza su contributi, prestazioni e investimenti, la gestione del patrimonio secondo criteri ambientali, sociali e di buona governance e la partecipazione delle lavoratrici, dei lavoratori e delle loro rappresentanze alle scelte sul futuro della Cassa.
CMN è una conquista della contrattazione collettiva e un patrimonio comune della categoria. Per Sanna, preservarne la dimensione nazionale richiede alle parti istitutive di assumere insieme decisioni capaci di rispondere ai bisogni degli assistiti, attraverso un confronto rispettoso delle diverse posizioni. È in questa responsabilità condivisa che la bilateralità paritetica trova il proprio valore.
Il bilancio 2025
Il rendiconto 2025 presenta attività complessive per circa 84,6 milioni di euro, ricavi per circa 57,7 milioni e un avanzo di esercizio di circa 3,28 milioni. Le prestazioni sanitarie ordinarie ammontano a circa 29,7 milioni di euro. Il Collegio dei Revisori ha espresso un giudizio positivo sul rendiconto.
Per la FISAC CGIL questi risultati confermano una situazione economica positiva e la capacità della Cassa di sostenere una tutela diffusa. Le attività complessive non vanno però confuse con risorse liberamente spendibili: le scelte sulle prestazioni devono tenere conto anche dei vincoli e degli impegni futuri.
Il Bilancio Tecnico e la programmazione delle tutele
Nel 2025 la Cassa ha assistito oltre 74 mila persone, con un tasso di utilizzo vicino al 66% e un rapporto complessivo tra prestazioni e contribuzione dell’82,3%. Il Bilancio Tecnico analizza come può evolvere l’equilibrio della Cassa al variare delle ipotesi: nello scenario a contribuzione nominalmente invariata il patrimonio si riduce nel lungo periodo; nello scenario con un incremento annuo della contribuzione dell’1% la tenuta migliora sensibilmente.
Si tratta di scenari condizionati dalle ipotesi adottate, non di una data di scadenza della Cassa né di una garanzia definitiva di equilibrio. Dal 2015 gli interventi sulla contribuzione, sul Nomenclatore e sulle regole delle prestazioni hanno progressivamente esteso l’orizzonte di sostenibilità, anche dopo fasi di utilizzo del patrimonio per assorbire difficoltà.
Per noi questa capacità di intervento è un punto di forza da esercitare con continuità. Occorre verificare nel tempo costi, bisogni e riserve, valutando anche come ogni scelta distribuisce gli oneri e le tutele tra le persone assistite. La sostenibilità va costruita attraverso la contrattazione e le decisioni degli organi della Cassa.
Solidarietà e reciprocità tra persone e generazioni
Sanna ha richiamato il legame tra solidarietà, fiducia e reciprocità: condividere le risorse permette di sostenere chi affronta una malattia o una maggiore fragilità. Chi oggi ricorre meno alle prestazioni contribuisce alla protezione di chi ne ha più bisogno, dentro una comunità che accompagna le persone nelle diverse fasi della vita. La reciprocità dà continuità a questo legame e supera la corrispondenza individuale tra quanto si versa e quanto si riceve.
È il significato del mutuo soccorso ribadito anche dagli interventi successivi dei delegati FISAC CGIL. Familiari e pensionati sono parte della comunità mutualistica e l’utilizzo delle prestazioni da parte loro esprime la funzione della Cassa. La continuità della tutela dopo il pensionamento è un obiettivo qualificante, da sostenere programmando le risorse necessarie, mantenendo l’equilibrio tra generazioni e proteggendo chi si trova in condizioni di maggiore necessità.
La FISAC CGIL respinge letture che contrappongano lavoratori attivi e pensionati, giovani e anziani o territori diversi. Gli equilibri vanno monitorati, ma il criterio resta la tutela collettiva. Anche le prestazioni aggiuntive della contrattazione di Gruppo devono rafforzare le coperture, mantenendo però centrale il Nomenclatore nazionale, il principio di solidarietà su cui si fonda CMN che trova riferimento normativo nelle previsioni statutarie.
Trasparenza e Statuto per rafforzare la partecipazione
La fiducia nella Cassa richiede informazioni comprensibili su contributi, prestazioni, patrimonio e costi di gestione. La FISAC CGIL ha ribadito la necessità di criteri chiari e verificabili per investimenti coerenti con la finalità sociale di CMN, attenti all’ambiente, ai diritti del lavoro e alla qualità del governo delle imprese, insieme alla tutela del patrimonio e al controllo dei rischi.
In questo percorso trova spazio anche la riflessione sulle modifiche statutarie e sugli strumenti di governo della Cassa. La FISAC CGIL intende contribuirvi con spirito costruttivo e unitario, attraverso un approfondimento che coinvolga le parti istitutive, senza anticipare soluzioni giuridiche o percorsi già definiti. I riferimenti indicati da Sanna sono la salvaguardia della fonte contrattuale, della bilateralità paritetica e della partecipazione, insieme alla capacità della Cassa di operare con efficacia e trasparenza. L’evoluzione dello Statuto va valutata rispetto a questi obiettivi.
Un confronto nel merito
In Assemblea sono state sollevate questioni su governance, procedure, protezione dei dati e relazioni sindacali. Sono temi che richiedono risposte puntuali e verificabili. La tutela dei diritti del personale della Cassa e la qualità dei servizi agli assistiti meritano entrambe piena attenzione.
Non condividiamo le letture che, sovrapponendo vertenze e contrapposizioni sindacali alla valutazione complessiva della Cassa, finiscono per rappresentarla come un ente segnato da un generale deficit di democrazia e da una sostanziale insostenibilità. Le questioni sulla partecipazione richiedono un confronto specifico sugli strumenti di governo; la tenuta economica va valutata sulla base dei dati e delle ipotesi attuariali.
Leggere gli scenari attuariali come prova di un’inevitabile crisi alimenta un allarme che quei risultati, subordinati a precise ipotesi, non giustificano. Per la FISAC, utilizzare questi elementi nella contrapposizione tra sigle rischia di rendere strumentale il confronto e di allontanarlo dai bisogni delle persone.
Le proposte per migliorare il Nomenclatore
Il confronto sul Nomenclatore ha riguardato, tra l’altro, supporto psicologico, occhiali e lenti progressive, odontoiatria, osteopatia, presidi sanitari e modalità di valutazione e riesame delle richieste. Sono proposte da esaminare nel merito, verificandone platea, costi e benefici.
I rappresentanti FISAC CGIL hanno proposto di sperimentare un tariffario nazionale di riferimento, partendo da poche prestazioni frequenti e standardizzabili, come visite specialistiche, alcune prestazioni diagnostiche e psicoterapia. La proposta prevede importi massimi riconoscibili per singola prestazione, costruiti sui dati storici e sull’analisi dei costi, entro la spesa effettivamente sostenuta. L’obiettivo è rendere i rimborsi più comprensibili e prevedibili e migliorare la programmazione della Cassa. La sperimentazione dovrà verificarne gli effetti concreti sulle coperture e sulle differenze territoriali dei prezzi.
Sulla Long Term Care, la tutela della non autosufficienza, la FISAC CGIL ha proposto di studiare un sub-nomenclatore rivolto a condizioni definite di fragilità e riduzione dell’autonomia che precedono i requisiti di accesso alla LTC. Si tratta di valutare prestazioni mirate che, attingendo entro limiti definiti alle risorse LTC, possano sostenere l’autonomia e contribuire a ritardare l’ingresso nella non autosufficienza.
Questo ampliamento richiede una verifica tecnica e attuariale preventiva su destinatari, prestazioni, costi e riserve, salvaguardando gli impegni della tutela principale. Resta per noi prudente mantenere la copertura assicurativa di una parte del rischio LTC, potenzialmente oneroso e di lunga durata.
Per la natura e la portata del tariffario nazionale e del sub-nomenclatore LTC, il Comitato Amministratore si è impegnato a valutarli. Le due proposte non sono quindi state sottoposte al voto dell’Assemblea.
Le proposte che hanno ottenuto il consenso della maggioranza delle delegate e dei delegati riguardano:
– creazione di un massimale dedicato per il rimborso delle lenti progressive;
– aumento del massimale per il rimborso delle lenti da vista;
– rimborso delle lenti da vista, in caso di usura, anche senza modifica del visus dopo tre anni;
– rimborso delle prestazioni odontoiatriche da infortunio anche in assenza del referto del pronto soccorso;
– aumento del massimale per l’ortodonzia in presenza di più figli nel nucleo familiare.
Il voto favorevole dell’Assemblea sostiene queste richieste; la loro attuazione resta affidata alle successive deliberazioni del Comitato Amministratore.
La FISAC CGIL continuerà a lavorare perché le risorse della Cassa sostengano prestazioni e servizi adeguati, in un sistema nazionale fondato sulla solidarietà e sulla reciprocità. Dare seguito alle proposte, rendere conto delle scelte e preservare le tutele lungo le diverse fasi della vita è l’impegno che portiamo nel confronto con le altre parti istitutive.
