BCC: Bonus mamme 2026 – Requisiti, reddito e domanda entro il 31 dicembre

Bonus mamme 2026: requisiti, reddito e domanda entro il 31 dicembre

BCC: Bonus mamme 2026 – Requisiti, reddito e domanda entro il 31 dicembre

60 euro al mese, fino a 720 euro annui. Il nuovo Bonus mamme 2026 richiede una domanda all’INPS. Ecco a chi spetta, come verificare il limite di reddito e cosa cambia per le madri con tre o più figli e contratto a tempo indeterminato.

Il nuovo Bonus mamme è un sostegno economico erogato dall’INPS su domanda. Spetta per ogni mese o frazione di mese di attività lavorativa nel 2026 in cui ricorrono i requisiti, fino a dodici mensilità. Il pagamento è previsto in un’unica soluzione a dicembre 2026.

A chi spetta il nuovo Bonus mamme 2026

Possono accedere le madri lavoratrici dipendenti pubbliche e private, comprese le lavoratrici del Credito Cooperativo, e le autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie, incluse Gestione separata e Casse professionali. Sono escluse le lavoratrici domestiche.

  • Due figli: il bonus spetta fino al mese del compimento dei 10 anni del figlio più piccolo, anche con contratto a tempo indeterminato.
  • Tre o più figli, comprese le madri con quattro o più figli: il bonus spetta fino al mese del compimento dei 18 anni del figlio più piccolo. Sono esclusi i mesi in cui è presente, anche solo per una parte del mese, un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.

Occorre avere redditi da lavoro non superiori a 40.000 euro annui. Il beneficio è rivolto alle madri e non è trasferibile al padre.

Tre o più figli e tempo indeterminato: perché il bonus è escluso

In questo caso, ricorrendone i requisiti, si può accedere al diverso esonero della quota contributiva IVS (invalidità, vecchiaia e superstiti) a carico della lavoratrice, previsto dall’articolo 1, comma 180, della legge 213/2023. L’agevolazione si applica in busta paga, riducendo i contributi previdenziali trattenuti.

  • Si applica alle madri con tre, quattro o più figli e contratto a tempo indeterminato, fino al mese del diciottesimo compleanno del figlio più piccolo.
  • Prevede un massimo di 3.000 euro annui, riparametrati su base mensile, fino a 250 euro al mese.
  • Non prevede il limite reddituale di 40.000 euro e mantiene l’aliquota di computo della pensione.

Le due misure non sono alternative a scelta della lavoratrice. Nei mesi con un rapporto a tempo indeterminato, anche solo per una parte del mese, il bonus di 60 euro non spetta alle madri con tre o più figli, neppure se l’esonero non è stato richiesto o applicato.

Se l’esonero manca dal cedolino, occorre verificarne i requisiti e richiederne l’applicazione al datore di lavoro: la sua mancata fruizione non consente di ottenere il bonus in sostituzione. Va comunicata la volontà di usufruirne, fornendo i dati richiesti sui figli: con più di tre figli bastano tre codici fiscali, incluso quello del più piccolo.

Attenzione: 250 euro di esonero non equivalgono automaticamente a 250 euro netti in più, perché va considerato il conseguente trattamento fiscale.

Riferimenti: circolare INPS 106/2026, paragrafo 2; circolare INPS 27/2024, testo integrale.

Come si calcola il limite di 40.000 euro

Si sommano i redditi da lavoro della madre riferiti al 2026, anche da più rapporti o attività. Non si tratta di una soglia ISEE né del reddito dell’intera famiglia.

Per le lavoratrici dipendenti:

  • si sottraggono i contributi previdenziali obbligatori trattenuti dal datore, ma non l’IRPEF;
  • si includono anche redditi da lavoro esenti, agevolati o soggetti a imposta sostitutiva, prima di eventuali franchigie o riduzioni fiscali;
  • si includono le indennità sostitutive della retribuzione durante il rapporto, come maternità, malattia, congedo straordinario e integrazione salariale;
  • non si sottraggono i contributi previdenziali facoltativi, compresi riscatti e ricongiunzioni;
  • non rilevano NASpI, DIS-COLL e pensioni, comprese quelle ai superstiti.

Attenzione al VPA/premio di risultato: l’imposta sostitutiva non lo esclude dal conteggio. Il solo imponibile IRPEF del cedolino può quindi essere insufficiente.

Esempio semplificato: 38.500 euro di redditi da lavoro già al netto dei contributi obbligatori + 2.000 euro di premio fiscalmente rilevante soggetto a imposta sostitutiva = 40.500 euro: soglia superata.

Il bonus stesso è escluso dall’imposizione fiscale e contributiva e dall’ISEE. Circolare INPS 106/2026, paragrafi 2 e 5.

Quando e come presentare la domanda

SCADENZA ORDINARIA
31 dicembre 2026
Solo se il requisito si perfeziona a dicembre 2026, il termine è il 31 gennaio 2027.

La domanda si presenta tramite il servizio “Nuovo Bonus mamme 2026” sul sito INPS, con identità digitale, oppure tramite patronato o Contact Center. Predisponi i dati dei figli, le informazioni sull’attività lavorativa e la modalità di pagamento.

⇒ Vai al servizio INPS
⇒ Leggi le istruzioni per la domanda · Consulta l’avviso INPS

Verifica la tua situazione per tempo

Invitiamo le colleghe a verificare per tempo la propria situazione, soprattutto in presenza di più datori di lavoro, premi/VPA, welfare o redditi vicini alla soglia.

Per assistenza
Rivolgiti alla tua rappresentanza FISAC CGIL e al Patronato INCA.

Il Coordinamento Nazionale
FISAC CGIL Credito Cooperativo

 

 

 

Pulsante per tornare all'inizio