
https://www.ilrestodelcarlino.it/ancona – 30 ottobre 2026
In dieci anni la provincia di Ancona ha perso 158 sportelli bancari. Le filiali sono passate da 326 a 168, con una riduzione del 48,5 percento.
In altre parole, il calo percentuale maggiore tra le cinque province marchigiane.
Un dato che si inserisce a pennello in un quadro regionale altrettanto negativo. Le Marche, infatti, sono la regione italiana che ha registrato la contrazione più forte: 462 sportelli in meno, pari al 44,2 percento, contro una media nazionale del 35,2 percento.
È questo quello che è emerso dall’analisi Ires, su elaborazioni Fisac Cgil dei dati della Banca d’Italia, presentata ieri mattina nella sede della Cgil Marche ad Ancona.
Il confronto ha riguardato il periodo tra il 2016 e giugno 2026.
A illustrare numeri, conseguenze e proposte sono stati Daniele Boccetti, segretario regionale Cgil Marche, Riccardo Romano, segretario generale Fisac Cgil Marche, e Giuseppe Santarelli, segretario generale Cgil Marche.
“Per anni gli sportelli hanno rappresentato anche la presenza di un operatore e un orientamento nella gestione dei risparmi. – ha osservato Boccetti – La loro scomparsa mina la coesione sociale della comunità. A risentirne sono soprattutto gli anziani e le persone in difficoltà nell’utilizzo dei servizi digitali“.
Sono infatti 84 i comuni marchigiani senza una filiale, il 37,3 percento del totale dove vi abitano oltre 112 mila persone.
Nella provincia di Ancona i comuni senza sportelli sono invece 14, per 34.425 residenti.
Nelle aree interne della regione quasi un comune su due è privo di filiali.
Il calo riguarda soprattutto le banche tradizionali, mentre il numero degli sportelli del credito cooperativo è rimasto quasi stabile.