Ubi: Banco di Brescia, premio 2013 finale già scritto

E così dopo la RESPONSABILITA’ dimostrata dai lavoratori nel rinnovo del Contratto Nazionale, la SOLIDARIETA’ E I SACRIFICI “inevitabili” previsti dell’accordo di Gruppo del novembre scorso (non sottoscritto dalla FISAC-CGIL)… finalmente siamo arrivati al riconoscimento del premio aziendale per i lavoratori/trici del Banco – 40%.
Premio 2012 fino a 1450 euro
Premio 2013 fino a 900 euro
Il risparmio è sostanzioso, forse non sufficiente però a sistemare tutte le esigenze aziendali, aspettiamoci ulteriori sacrifici… Da parte nostra abbiamo ribadito ancora una volta che la straordinarietà dei fattori che hanno comportato il risultato del Banco non sono certamente attribuibili ai lavoratori, ma a scelte ben precise dell’Azienda e del Gruppo. Quindi abbiamo dichiarato che i colleghi, che continuano a subire quotidianamente lo stress delle pesanti pressioni commerciali e che si stanno facendo carico delle conseguenze di scelte aziendali quanto mai criticabili (per esempio non avere applicato quanto previsto nell’accordo del 29/11/2012 in merito alla “task-force”) NON MERITANO DI VEDERSI OFFRIRE DEI REGALI MA UN EQUO CORRISPETTIVO DEL LORO IMPEGNO PROFESSIONALE. La nostra richiesta era quella di seguire la stessa logica utilizzata da questo gruppo per il pagamento dei dividendi; a prescindere dai risultati economici si è distribuito lo stesso dividendo allo scopo di ricucire con gli azionisti, in un momento delicato come quello dell’assemblea dei soci. Noi proponevamo che per “RICUCIRE” CON IL PROPRIO PERSONALE fosse riconosciuto un premio in linea con quello erogato lo scorso anno.Al fine di rinsaldare il rapporto con i dipendenti, sarebbe stato a nostro giudizio importante per il futuro del Gruppo e di questa Banca. L’art. 48 del CCNL al comma 6 recita che non erogano il VAP aziende con risultato economico ordinario negativo; visto che il risultato economico del BBS 2012 non è negativo, sostenere che non sarebbe nemmeno spettato vuol dire non conoscere il contratto (nella migliore delle ipotesi). Ad essere subalterni alle scelte aziendali non si dimostra certo senso di responsabilità, ma si finisce con l’anteporre le esigenze dell’azienda ai problemi dei lavoratori/trici.

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