Banca Popolare di Bari: la Banca che non c’è

Poco meno di un anno fa, esattamente il 29.09.2012, l’ Azienda condivise e sottoscrisse un Accordo Sindacale che tuttora tende a “regolare” le questioni più salienti collegate al Piano Industriale 2012- 2016. Il Piano Industriale descrive una banca che ancora non c’è, ma che, ormai da un anno, viene evocata soprattutto nelle “comunicazioni aziendali ufficiali ” diffuse puntualmente in concomitanza con festività importanti (Natale, Ferragosto), quando parte del personale è “assente per ferie”. La banca che quotidianamente viviamo è caratterizzata da forti tensioni ed incertezze generate da comportamenti contraddittori come quelli più macroscopici che di seguito possiamo descrivere. Il concetto di “Gruppo”, spesso richiamato nei comunicati aziendali, ma che, nei fatti, è fortemente osteggiato dall’ azienda quando si tratta di Relazioni Industriali. Una Struttura di Rete, in progressiva e formale trasformazione, ma che non crea l’ auspicata “evoluzione”, forse perché alcune dichiarazioni di Responsabili Aziendali (“non cambia nulla …”; “tutto rimane uguale, continuate a lavorare …” ) ha diffuso un falso convincimento che complica la vita in filiale. La prevedibile complessità organizzativa, già implicita nel Piano Industriale, pare gestita nella sua “immediatezza” e non con ponderata programmazione. Ne sono esempio i trasferimenti, legati alla trasformazione della Rete, effettuati il venerdì per il lunedì successivo; la partecipazione alle aule di formazione senza considerare le conseguenti “condizioni” della filiale; … . Lavoro straordinario invariato, rispetto allo scorso anno, in particolare per le “solite Linee/Uffici” a cui non è stata dedicata un’ adeguata “attenzione” e non sono stati effettuati gli opportuni interventi. Contraddittorio è, in questi contesti, la richiesta di lavoro straordinario anche ai colleghi che hanno chiesto ed ottenuto il part-time ! Anche il recupero delle ferie arretrate, seppur presente nell’ Accordo del 2012, non ha avuto alcun intervento aziendale ed anche la gestione delle ferie ordinarie continua ad essere lasciata all’ “estroversa creatività” dei Responsabili di filiale o di comparto, i quali puntualmente “disattendono od interpretano” le norme contrattuali e di legge ! La previsione, nel Piano Industriale, di limitate assunzioni per “mirati innesti” finalizzati a specifici ambiti aziendali, tuttora in fase di costruzione, contrasta con le effettive assunzioni di quest’ultimo anno. Non tutti i 43 colleghi assunti, per noi comunque benvenuti, risultano provvisti di “specifica professionalità”; mentre non tutti i colleghi “specializzati” sono adibiti ad attività di “alto significato”, soprattutto quando adibiti al reitero di semplici attività di monitoraggio e controllo, delle attività di altri colleghi, già effettuate negli anni scorsi. Mentre la soluzione delle “problematiche aziendali restano sospese”. Tutto ciò, insieme alle storiche criticità, si riversa sul lavoro della Rete che ha raggiunto esasperati livelli di tensione e di pressione. Mentre negli uffici centrali si respira … l’incertezza. Sciocco sarebbe chi cerca di ignorare la gravità e la complessità della condizione economica, politica e sociale che stiamo tutti vivendo. Ma ben più grave sarebbe la certezza di possedere la formula risolutiva, senza considerare le altre componenti in gioco. Queste Organizzazioni Sindacali sono certe di essere in grado di affrontare responsabilmente tutte le questioni legate ad un futuro che, per definizione, è sconosciuto e sono convinte che senza confronto l’intelletto umano sarebbe devastato dall’arroganza, dalla presunzione e dalla mediocrità. E’ interesse di tutti affrontare la ripresa con rinnovata energia, ma, per quanto sopra, non potrà essere silente. Bari, li 23 agosto 2013 Le Segreterie OdC Banca Popolare di Bari Dircredito FD – Fabi – Fiba/Cisl – Fisac/Cgil- Sinfub – Uilca

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