MPS: Megale, ritrovare l’unità sindacale

By: Christine – All Rights Reserved

da Repubblica.it – Dopo l’annuncioshock del fine settimana, con i due miliardi e mezzo di aumento di capitale chiesto da Bruxelles entro il 2014, al Montepaschi si è tornati a lavorare di cesello, per mettere a punto un nuovo piano industriale su cui è già stato raggiunto “l’accordo politico”, come ha ricordato il commissario alla Concorrenza, Joaquin Almunia.
Non sarà un lavoro infinito: il cda conclusivo infatti è stato fissato per il 24 settembre. E’ già al lavoro l’amministratore delegato Fabrizio Viola; da oggi sarà di nuovo operativo il presidente Alessandro Profumo. In realtà sul nuovo piano – le cui linee guida prevederanno tra l’altro nuovi tagli dei costi (e dunque del personale: si parla di numeri importanti di esuberi, più vicini al migliaio che alle centinaia di persone) e una riduzione del portafoglio dei Btp – si sta già lavorando da tempo, ma deve ancora essere scritto in tutti i suoi passaggi. Ufficialmente prevale l’ottimismo: «Il negoziato politico e tecnico procede bene e la Commissione sarà presto in grado di prendere una decisione», ha confermato un portavoce della Commissione. Ma in realtà la strada è ancora da tracciare e sarà ragionevolmente tutta in salita.
Per ora la banca ha fissato l’agenda dei lavori: il calendario prevede che già da domani ci sia una prima informativa, nell’ambito del cda; poi, tra due settimane, ci sarà l’approvazione definitiva del testo in consiglio. A quel punto il nuovo Piano di ristrutturazione verrà inviato al Ministero dell’Economia e da lì alla Commissione europea, per il disco verde definitivo ai Monti bond, tra un paio di mesi.
A Piazza Affari il risveglio, dopo l’ufficializzazione di un aumento di capitale tanto oneroso, è stato duro: subito dopo l’apertura il titolo ha preso a scendere, con una perdita che ha rapidamente toccato il 5% per poi limitare i danni e chiudere in calo del 2,8%, in netta controtendenza rispetto alle principali banche (che segnato rialzi nell’ordine del 2-3%). Ai prezzi attuali, in Borsa Mps vale meno dell’aumento che si appresta a varare (2,33 miliardi contro 2,5).
E se in prospettiva lo scoglio più aspro sarà quello di trovare sottoscrittori per l’aumento di capitale, quello più ravvicinato passa necessariamente per una trattativa con i sindacati, sui tagli. Con un comunicato congiunto ad eccezione della Fisac – i sindacati di Mps hanno ribadito il no ad altre riduzione occupazionali. Fabi, Fiba Cisl, Ugl e Uilca hanno ribadito che «non saranno tollerate ulteriori misure di contenimento dei livelli occupazionali e retributivi rispetto a quelle già previste nel piano industriale» già raggiunte nell’accordo del 19 dicembre 2012. La nota congiunta ricorda che «il costo degli errori della passata gestione non può e non deve gravare solo sui dipendenti, è necessario proseguire, senza indugio, sulla strada già avviata del risanamento». I sindacati hanno preso le distanze dagli scioperi della Fisac (che per domani ha fissato un presidio davanti a Mps), tuttavia il segretario generale Fisac, Agostino Megale, ha auspicato il superamento delle divisioni

per contrastare gli ulteriori tagli occupazionali che la Ue sembra chiedere

Critiche anche le associazioni dei piccoli azionisti: «A Mps non occorre trovare un nuovo padrone, ma proporre al mercato un piano credibile», afferma in una nota Azione Mps. L’Adusbef, dal canto suo, auspica la nazionalizzazione immediata della banca. Secondo il presidente Elio Lannutti è meglio «evitare la lunga agonia ed il tentativo di far pagare i costi della crisi a lavoratori, consumatori, risparmiatori».

Back to top button