Cgil, Camusso: cambiare la legge di stabilità

By: Enrico LettaCC BY 2.0
“La legge di stabilità, per quello che abbiamo visto finora, è la smentita delle infinite promesse fatte in questi mesi dai ministri”. Così il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, commenta la legge di stabilità. La legge, dice, “non determina condizioni di discontinuità rispetto alle politiche precedenti. Le cifre dedicate ai redditi dei lavoratori e delle stesse imprese non sono sufficienti a determinare un cambiamento, a partire dal tema della domanda interna e del rilancio dei consumi”.

Dal punto di vista del lavoro, aggiunge, “è una legge che aggredisce nuovamente il lavoro pubblico, le condizioni dei lavoratori e la possibilità di contrattazione. Addirittura, mette in discussione il decreto sulla stabilizzazione dei precari in discussione al Senato. Una legge, quindi, molto diversa dalle promesse fatte”. L’unica notizia positiva, a suo avviso, è “il blocco del patto di stabilità per i Comuni e dunque la possibilità di investire”.

L’Italia non è fuori dalla recessione, secondo Camusso. “Si continua a pensare che il tema della recessione non è un tema di offerta ma di domanda. Se non si riequilibrano i redditi del paese dalla recessione non si esce”. Sul taglio del cuneo fiscale: “Ci vorrebbero altre cifre rispetto a quelle che sentiamo – spiega -, bisogna redistribuire ai lavoratori partendo dalle fasce più basse, ovvero dagli incapienti. Serve una seria politica fiscale per rilanciare la domanda, per farla bisogna spostare i pesi del carico fiscale: affrontare il tema dei redditi, i patrimoni, i titoli di Stato”.

Sulle prossime mosse dei sindacati, Susanna Camusso conclude: “Abbiamo una piattaforma unitaria CGIL, CISL e UIL con rivendicazioni precise. Nelle prossime ore vedremo come articolare le nostre mosse. Penseremo a tutte le forme utili per sostenere la nostra piattaforma. Il problema è che la legge di stabilità va cambiata, su questo faremo il necessario”.

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